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Il record più prestigioso dell’anno? Può scriverlo Kyle Korver

Gli Hawks sono una delle squadre più affascinanti da seguire per il loro sistema di gioco molto equilibrato, in cui il collettivo conta molto più dei singoli. Certo, se poi i singoli sono di ottimo livello, non gusta. E questo è proprio il caso di Atlanta, che può contare su un Jeff Teague sempre più maturo e leader, che proprio non si può più snobbare nelle discussioni sui migliori playmaker della lega, un Paul Millsap troppo sottovalutato ma che nei fatti è un All-Star e un Al Horford che sta crescendo di condizione e di rendimento, dopo il brutto infortunio che lo ha tenuto fuori a lungo. Diciamo che questi tre giocatori formano l’ossatura fondamentale della squadra, ma attorno a loro ci sono diversi cestisti che ricoprono una grande importanza, magari alcuni non proprio appariscenti dal punto di vista statistico, ma estremamente funzionali all’idea di pallacanestro che sta realizzando coach Mike Budenholzer.

Ovviamente in una squadra del genere uno specialista come Kyle Korver ci va a nozze. Stiamo parlando di un giocatore che ha costruito l’intera carriera sulla sua grande abilità di tiro, ma che nel corso degli anni ha anche saputo evolversi: chi pensa che sia “solo” un tiratore dalla grande efficacia si sbaglia, perché Korver è diventato anche un difensore piuttosto solido ed è un ottimo professionista. Insomma, è uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe tra le proprie fila. Nella passata stagione si è rivelato una pedina fondamentale nello scacchiere degli Hawks, viaggiando a 12 punti di media con il 47.2% da oltre l’arco: per poco non si è iscritto all’esclusivissimo club dei 50-40-90 (rispettivamente percentuale dal campo, da tre e dalla lunetta, ndr), in cui figurano solamente sei giocatori (Steve Nash ci è riuscito 4 volte, Larry Bird 2, poi ci sono Mark Price, Reggie Miller, Dirk Nowitzki e Kevin Durant).

Al suo undicesimo anno nella NBA, Korver non solo è in linea per entrare in questo club, ma anche in quello dei 50-50-90, in cui nell’intera storia della lega figura un solo giocatore: Steve Kerr, nell’anno in cui i Bulls fecero registrare un record di 72-10, il migliore di sempre. Dopo aver giocato 64 partite di regular season, il prodotto di Creighton sta viaggiando con cifre assolutamente fuori dal comune per una guardia tiratrice, che non è il principale terminale offensivo della squadra, ma che comunque si prende circa 8 tiri a partita, 6.0 da oltre l’arco: 12.4 punti, 49.4% dal campo, 50.1% da oltre l’arco, 90.2% dalla lunetta, a cui aggiunge 4.1 rimbalzi e 2.5 assist.

Se riuscisse ad alzare di almeno 0.6 la percentuale dal campo e a mantenere le altre medie, Korver entrerebbe nel club fondato dall’attuale allenatore dai Warriors e centrerebbe l’impresa più prestigiosa di questa regular season. Tra l’altro sarebbe solo uno dei grandi traguardi raggiunti nella sua carriera: l’anno scorso polverizzò il primato di Dana Barros, segnando almeno una tripla per 127 partite consecutive, un record che pare essere insuperabile per chiunque, anche se c’è un certo Steph Curry che in futuro potrebbe anche riuscire ad impensierirlo.