Il rinnovo di Kobe è una grande mossa: quali saranno le mosse future dei Lakers?

Kobe Bryant non è un giocatore franchigia. Lui è la franchigia. La proprietà ed il front office dei Lakers lo sanno bene ed hanno agito di conseguenza, prolungandogli il contratto di altri due anni e stroncando sul nascere qualsiasi possibile voce di un Kobe che finisce la carriera con una canotta diversa da quella gialloviola. Secondo i ben informati, Bryant guadagnerà 48,5 milioni di dollari nelle prossime due stagioni. Le cifre non sono affatto casuali: tutti sanno quanto il Mamba ci tenga a mantenere il suo status di giocatore NBA più pagato, e lo sarà anche nei prossimi due anni, guadagnando 23,5 milioni nella prossima stagione e 25 tra due.

Il prolungamento sicuramente accontenta tutte le parti in gioco: i Lakers rimangono fedeli ad uno dei più grandi giocatori ed allo stesso personaggi della storia della NBA. Dal punto di vista emotivo, e soprattutto da quello del business, la conferma di Kobe era inevitabile. Allo stesso tempo Bryant può essere contento di avere la possibilità di giocare tutta la sua carriera indossando una sola canotta: finirà dove ha iniziato nel lontano 1996. L’unica cosa che lascia un po’ perplessi è la tempistica di questo accordo: firmare un giocatore di 35 anni, prima ancora che abbia la possibilità di scendere in campo e dimostrare di essersi lasciato alle spalle il grave infortunio al tendine d’Achille, è quanto mai singolare. La spiegazione più plausibile è che i Lakers credono fortemente nell’etica del lavoro di Kobe e quindi, pur non sapendo ancora se riuscirà a tornare a giocare ad alti livelli, hanno deciso di prolungargli il contratto sulla fiducia e su quello che rappresenta per la pallacanestro losangelina.

Economicamente parlando, i Lakers non hanno agito male: sono riusciti a convincere subito Bryant, consentendogli di mantenere lo status di giocatore più pagato, ma allo stesso tempo risparmiando diversi milioni rispetto al suo attuale stipendio. Ricordiamo, infatti, che il Mamba quest’anno guadagnerà 30.4 milioni, 7 in meno di quelli che prenderà l’anno prossimo. Con questa mossa anticipata i Lakers hanno evitato di arrivare all’off-season, quando magari un Kobe completamente recuperato avrebbe preteso il massimo salariale, ovvero 31.9 milioni, impedendo alla dirigenza di operare con una certa incisività sulla prossima free agency.

Con la nuova estensione di Bryant, i  gialloviola hanno lo spazio necessario per firmare un giocatore al massimo salariale, indipendentemente da quello che farà Steve Nash. Se quest’ultimo deciderà di non ritirarsi e Nick Young si avvarrà della sua player option, Los Angeles per l’anno prossimo avrà impegnati circa 36.2 milioni per quattro giocatori (Kobe, Nash per 9.7 milioni, Young per 1.2 e Sacre per 915mila dollari). Supponiamo che i Lakers rinuncino a tutti i loro giocatori che diventeranno free agent, a quel punto avranno lo spazio necessario per prendere una qualsiasi stella al massimo salariale. Se invece Nash deciderà di appendere le scarpe al chiodo, i Lakers dovranno comunque pagare il suo stipendio per la prossima stagione, ma spalmato su tre anni: questo vuol dire che avrebbero un extra da 6.47 milioni che non è poco per firmare qualche buon giocatore pescato dalla free agency.

La possibilità o meno di firmare al massimo salariale una stella, però, dipende soprattutto da quello che si deciderà di fare con Pau Gasol. I Lakers per creare lo spazio devono rinunciare ai diritti sullo spagnolo, che altrimenti potrebbe guadagnare 20.2 milioni l’anno prossimo, tappando tutto lo spazio a disposizione dei gialloviola. Se quest’ultimi proprio non vogliono rinunciare a Gasol, potrebbero firmare un giocatore al massimo salariale e ri-firmare il lungo al minimo per un veterano oppure con la mid-level exception da 5.3 milioni. La domanda è: Pau è disposto ad abbassarsi lo stipendio di circa 14 milioni? Difficile, ma non impossibile, se per i Lakers si dovesse prospettare la possibilità di competere per il titolo.

Quali giocatori potrebbero sbarcare ad LA nella prossima off-season? Levatevi dalla testa i vari LeBron James, Carmelo Anthony e Chris Bosh, i Lakers potrebbero puntare a firmare qualche giovane stella come Greg Monroe o Eric Bledsoe, su cui costruire anche le stagioni future. Magari Kobe potrebbe convincere gente come Dirk Nowitzki e Paul Pierce a raggiungerlo a Los Angeles per un’ultima scalata al titolo, ma appare difficile: il primo è il simbolo dei Mavericks, mentre il secondo è stato per anni rivale dei gialloviola ed è difficile che raggiunga i suoi “nemici”.

In ogni caso i Lakers con questo prolungamento largamente anticipato si sono messi nella condizione di avere un sacco di tempo per ragionare sulle mosse future e per operare al meglio. Aspettatevi delle sorprese nei prossimi mesi da LA, perché finalmente i gialloviola hanno lo spazio per agire sul mercato con una certa incisività e libertà.