Il riscatto di Gerald Green, il giocatore che “sa solo schiacciare”

I Phoenix Suns, la cenerentola di quest’anno della NBA, ieri notte hanno giocato una partita degna della March Madness. Sotto di 16 a poco più di 3 minuti dalla fine del terzo quarto, la sconfitta contro i Thunder sembrava essere vicina. Sconfitta che avrebbe permesso a Mavericks e Grizzlies di raggiungere Dragic e compagni al settimo posto. I Suns a quel punto avevano bisogno di un mezzo miracolo. Ed hanno avuto Gerald Green. 

L’atletica guardia è letteralmente esplosa nel terzo quarto: ha segnato 25 punti, eguagliando il record di franchigia in una sola frazione, ma soprattutto ne ha messi 13 negli ultimi 3 minuti, propiziando un parziale di 14-0 che ha permesso a Phoenix di rimettersi in corsa. Green ha poi chiuso con un career-high di 41 punti, guidando i suoi all’inaspettato successo per 128-122. Con 8 triple ha mancato di un soffio il record di 9 della franchigia, ma poco importa: quello che conta è che i Suns hanno finalmente centrato una vittoria contro i Thunder (avevano una striscia aperta di 11 sconfitte consecutive, ndr) ed hanno difeso il settimo posto.

La prestazione della scorsa notte è stata solo la ciliegina sulla torta per Green, che nelle ultime 12 partite sta viaggiando con medie spaziali: 23.3 punti, 47.7% dal campo e 44% da oltre l’arco. Gerald sta vivendo la sua miglior stagione in carriera in praticamente tutte le voci statistiche, tanto che, insieme al compagno di squadra Goran Dragic, viene considerato uno dei papabili per il premio di “Most Improved Player of the Year”. Contro i Thunder ha messo a referto per la decima volta in stagione almeno 5 triple: basti pensare che in tutta la sua carriera gli era capitato solo in quattro occasioni.

Dopo essersi dichiarato direttamente alla fine del liceo, Green veniva considerato un prospetto assoluto. Ma la sua carriera si è presto trasformata in un ammonimento per qualsiasi giovane con grande atletismo che vorrebbe entrare tra i professionisti senza passare dal college. Adesso, però, non solo ha trovato in Phoenix il posto ideale in cui esprimere il suo talento e migliorarsi costantemente, ma si è anche trasformato in un giocatore che può spostare gli equilibri nella lotta per gli ultimi posti validi per la post-season.

I Celtics lo avevano scelto con la n.18 nel 2005, convinti di aver preso il miglior atleta dell’intero Draft, essendo una guardia/ala con capacità di salto spaventose. Ma a Boston il suo potenziale è rimasto abbastanza inespresso e nel 2007 è stato spedito a Minnesota nell’affare Kevin Garnett. Con i Timberwolves Green è durato circa metà stagione prima di essere ceduto nel febbraio del 2008 ai Rockets, i quali però dopo una sola partita hanno deciso di tagliarlo. A quel punto nessun’altra squadra NBA ha deciso di puntare su di lui fino al 2012, quando i Nets gli hanno offerto un contratto di 10 giorni. Che a Gerald sono bastati per impressionare New Jersey, a tal punto da guadagnarsi un contratto garantito fino al termine della stagione. La sua esperienza con i Nets si è conclusa con 12.9 punti di media in 31 partite, che gli hanno permesso di guadagnarsi un triennale da 10.5 milioni di dollari con i Pacers. Ad Indiana, però, non è riuscito a trovare la sua dimensione in uscita dalla panchina e così la dirigenza non ci ha pensato due volte a spedirlo in Arizona per arrivare a Luis Scola. Durante la pre-season ci si interrogava se Green fosse capace di scrollarsi di dosso l’etichetta di giocatore che ha “solo” un atletismo fuori dal comune.

Col senno di poi, aveva bisogno di un allenatore che riuscisse a valorizzarlo all’interno di un sistema. Ed è quello che ha fatto Jeff Hornacek, il quale merita almeno una menzione per il premio di “Coach of the Year”, visto il lavoro che ha svolto quest’anno. Ha perso una squadra che ha terminato la scorsa stagione con il secondo peggior record della storia della franchigia e l’ha trasformata in una in grado di giocarsi la qualificazione ai playoffs nella durissima Western Conference. Ha trasformato Goran Dragic in una stella, ma il capolavoro l’ha fatto con Gerald Green. Che non vede solo come un giocatore dal grande atletismo, ma anche di talento ed in grado far canestro da oltre l’arco con continuità. Non a caso finora la guardia dei Suns sta viaggiando con 15.6 punti ed un rispettabilissimo 39% da oltre l’arco. Nella prossima settimana Eric Bledsoe dovrebbe tornare a disposizione di Phoenix e Green potrebbe perdere il quintetto. Ma poco importa, perché anche in uscita dalla panchina continuerà ad essere un giocatore fondamentale.