Il ritorno del Gallo: Danilo può essere l’X-Factor dei Nuggets?

Un’ala di quasi 2 metri e 10 con un raggio di tiro pressoché illimitato è il prototipo di giocatore che ogni allenatore della NBA vorrebbe avere nel proprio roster. I Nuggets hanno un italiano che risponde perfettamente a questo identikit: si tratta ovviamente del nostro Danilo Gallinari, che a causa del lungo infortunio che lo ha costretto a star lontano dai parquet è finito un po’ nel dimenticatoio della lega.

E’ bene ricordare che quando Denver ha scambiato Carmelo Anthony con i Knicks, una delle condizioni fondamentali era che l’ex Milano fosse inserito nell’affare. Descritto al tempo del Draft 2008 come il classico giocatore europeo con una stazza importante ed un’innata capacità di fare canestro dalla lunga distanza, Gallinari ha dimostrato di essere molto di più in maglia Nuggets, tanto che per la prossima stagione potrebbe essere l’X-Factor, l’ago della bilancia della squadra. In attacco, infatti, è molto difficile da difendere, non solo per il suo tiro, ma anche per il saper mettere palla per terra ed attaccare il ferro con energia. Inoltre, nel corso della sua carriera NBA è migliorato molto sotto l’aspetto difensivo e, soprattutto nella sua ultima stagione, spesso lo abbiamo visto non tirarsi indietro dal marcare il miglior scorer della squadra avversaria.

Per Denver è un giocatore molto importante, in quanto Brian Shaw può tranquillamente utilizzarlo sia da tre che da quattro, a seconda se ha necessità che il Gallo sia il go-to-guy o colui che apre il campo con il suo tiro da fuori e costringendo un lungo a lasciare l’area per seguirlo. Prima del grave infortunio, sembrava destinato ad essere il primo italiano a guadagnarsi lo status di superstar: nella stagione 2012-13, infatti, stava viaggiando con 16.2 punti (41.8% dal campo, 37.3% da oltre l’arco), 5.2 rimbalzi e 2.5 assist di media, numeri che potremmo accostare a quelli di Chandler Parsons, uno dei free agent più richiesti dell’estate, che è finito a Dallas a cifre molto importanti. In quell’annata Gallinari si era affermato in qualità di una delle migliori opzioni offensive dei Nuggets e la sua assenza si è decisamente avvertita nella scorsa stagione, dato che era il secondo miglior marcatore della squadra e quello che si guadagnava più viaggi in lunetta e con la miglior percentuale in assoluto dalla media distanza.

Al di là del grave infortunio e delle complicazioni con la chirurgia e la riabilitazione che lo hanno costretto a star fermo ai box per tutto l’anno, i problemi fisici finora sono stati un po’ il limite del Gallo, che è apparso in 285 partite su 492 nella sua carriera NBA, poco più del 50%. I referti medici dicono che adesso Danilo è assolutamente sano e sarà pronto per il training camp di ottobre. Questa è un’ottima notizia per i Nuggets, che hanno assolutamente bisogno della sua energia e delle sue varie soluzioni offensive, che nessun altro membro del roster può garantire con la stessa qualità. La prossima stagione potrebbe essere cruciale per la carriera NBA di Gallinari: Ty Lawson ha dimostrato che non è, e forse non vuole essere la prima opzione offensiva della squadra, e l’italiano ha sia il talento che il carattere giusto per essere l’X-factor che deve provare a riportare i Nuggets ai playoffs.