Kings scatenati: preso anche Rudy Gay

L’anno dei Kings. Almeno, sul mercato. La franchigia della Capitàl è stata la protagonista delle operazioni, in questo ultimo periodo. Prima con l’arrivo di Derrick Williams, poi con le voci riguardanti (stranamente) Jimmer Fredette. Ora, con un regalo di Natale anticipato. E che nessuno si sarebbe mai aspettato.

LA TRADE – In sostanza, Rudy Gay è il nuovo giocatore dei Sacramento Kings. Che l’ala dei Raptors fosse sul mercato, nonostante il suo recente arrivo in Canada, non era un mistero: il suo salario da 36 milioni per i prossimi due anni lo rendevano un ostacolo alla ricostruzione voluta da Masai Ujiri. Che andasse a Sacramento, forse, non era così atteso. Lo scambio è stato molto più articolato del precedente fatto dai Kings con Minnesota, che aveva visto coinvolti solo due giocatori. Gay andrà in California insieme a Aaron Gray e Quincy Acy. A fare il percorso inverso, Chuck Hayes, Greivis Vasquez, John Salmons, Patrick Patterson.

IL RUOLO DEI GIOCATORI – Hayes era un giocatore molto apprezzato ai tempi di Houston, per il fatto di essere sotto misura e un pitbull in area. Negli ultimi tempi, problemi di cuore e piccoli infortuni non hanno permesso di renderlo un giocatore affidabile per Mike Malone. La dirigenza, quindi, lo ha ceduto per prendersi in cambio Aaron Gray, che persosi a Toronto lascia buoni ricordi di centro di riserva ai tempi degli Hornets di Chris Paul, ricordi che in California si spera che riaffiorino. Sacramento voleva liberarsi anche dell’oneroso contratto di John Salmons, giocatore fin troppo pagato e di cui i Bucks non avevano compreso l’istinto mercenario. Toronto trova in lui un tiratore e un giocatore di riserva. Patterson è un giocatore giovane e in crescita, un’ala che dopo il buon apporto ai Rockets prima e ai Kings poi, ha visto diminuire il suo minutaggio a favore di Derrick Williams (25 MPG per Patterson, contro i 20 dell’ex Arizona). Ultimo, ma non meno importante, Greivis Vasquez. Il venezuelano diventa l’ispanico erede di Calderon alla regia di Toronto; le caratteristiche di gioco, in effetti, non sono dissimili da quelle dell’attuale Mavericks. Il nuovo arrivato vanta 9.8 PPG e 5.3 APG. Considerando che Kyle Lowry ha 6.3 APG, è un affare che può giovare e basta.

LA STELLA – E’ indubbio che, tuttavia, al centro dell’attenzione ci sia Gay. L’ex UConn, forse, non si aspettava la cessione, anche perché al suo arrivo a Milano aveva dichiarato che era pronto a portare i Raptors sulle sue spalle. Ma sulle sue spalle grava anche l’ombra dei Grizzlies, ancora artefici della sua sorte. L’oneroso contratto da 50 milioni che Memphis offrì nel 2010 per trattenerlo parla chiaro: eccessivo per il nativo di Baltimora, sebbene sia ben più che talentuoso. Nonostante le sue ottime medie, i Raptors hanno un record di 7 – 12. Ci si aspettava qualcosa di diverso, dopo l’estate che sembrava portatrice di grandi novità, a partire dalla familiarità del duo DeRozan – Gay. Il record attuale ha solamente favorito il processo di cessione, che aveva visto protagonisti i Pistons (prima dell’arrivo di Josh Smith) sulla carta a Luglio, ma sembrava poi sfumata l’idea. Ora Rudy riparte daccapo, dopo le prime venti partite sì  a 19.4 PPG, ma anche al 38.8 % dal campo e al 38 % da tre punti. Ma questa è un’altra storia.

LA SITUAZIONE DI TORONTO – Aspetta un secondo: Kyle Lowry sul mercato? Sembra proprio di sì. È la notizia trapelata subito dopo la conclusione dell’affare. Per la verità, sembra che tutto il backcourt di Toronto sia in via di cambiamenti: DJ Augustin sembra in odore di taglio, mentre lo stesso Lowry, riporta Adrian Wojnarovski, potrebbe lasciare il Canada nel giro di una settimana. Tutta la franchigia trema: nessuno è più intoccabile, compresi Valanciunas e Amir Johnson, i due migliori giocatori del team. Neanche DeRozan o forse Tyler Hansbrough. Toronto potrebbe ripartire dalla ricostruzione con Vasquez, come fece nel 2005 quando Calderon si affiancò a Chris Bosh per rendere i Raptors un vero team. L’idea può essere buona: Vasquez e Patterson. Giovani, energici, uno un lungo, uno un play. Unica certezza che ci hanno dato da quelle parti? L’addio di Andrea Bargnani era solo l’inizio…

foto: cbssports.com