La crisi dei Pacers tra record negativo, panchinamento di Hibbert e involuzione generale

C’erano una volta i formidabili Indiana Pacers. Stanotte hanno compiuto l’ennesimo capolavoro al contrario di questo tribolato ed incomprensibile periodo di crisi nera, facendo registrare un franchise-record low di 23 punti segnati in tutto il primo tempo contro gli Hawks. Quest’ultimi si sono poi imposti per 107-88, sbancando così la Banker Life Fieldhouse e spedendo i Pacers ad una gioco pieno dietro gli Heat. Gran parte, se non tutte, le contender al titolo NBA attraversano momenti di difficoltà ad un certo punto della stagione, ma quello di Indiana ormai appare come un declino tanto inspiegabile quanto inarrestabile.

Negli ultimi tempi la truppa di coach Vogel sembra tutto tranne che una contender: la mancanza di coesione e di competitività è stata messa a nudo stavolta contro Atlanta, squadra tutt’altro che brillante negli ultimi mesi, in un primo tempo in cui i Pacers hanno smazzato la miseria di 1 assist. Basta questo per spiegare perché hanno tirato con 7/35 dal campo: semplicemente non hanno fatto girare bene la palla per trovare buone conclusioni.

Uno dei maggiori fattori dei recenti fallimenti di Indiana è certamente Roy Hibbert, sempre più irriconoscibile: basti pensare che nel mese di marzo il rookie Michael Carter-Williams, ruolo point guard, non solo ha segnato più punti, ma ha soprattutto strappato più rimbalzi del centro che a febbraio è stato selezionato per l’All-Star Game. Queste le loro medie a confronto dei passati 30 giorni: MCW 14.9 punti e 8.4 rimbalzi di media, Hibbert 9.7 punti e 4.6 rimbalzi. Basta questa statistica per poter affermare che Roy non è più un fattore per Indiana da diverse settimane: basti pensare che nel primo tempo di ieri non ha segnato nemmeno un punto (0/5), non ha preso rimbalzi ed ha commesso un turnover.

A quel punto Vogel deve averne avuto abbastanza sia della sua prestazione che del linguaggio del corpo poco positivo, ed ha così deciso di panchinare il suo centro titolare per tutta la ripresa. Hibbert non l’ha certa presa bene, mettendo il muso e non provando nemmeno una mezza volta ad incoraggiare i compagni di squadra. Tra l’altro il coach gli ha fatto capire che potrebbe rimare seduto ancora per parecchio tempo nelle prossime uscite.

Per quanto riguarda il resto della squadra, una sconfitta di tale portata contro degli Hawks a cui mancano due pedine importanti è a dir poco imbarazzante. C’è da dire che nel secondo tempo Indiana ha mosso meglio il pallone ed ha attaccato il canestro con maggior efficacia, ma la partita era ormai segnata da quel disastroso primo tempo. I tre leader non sono riusciti a trovare il giusto ritmo ed a fare la differenza: George, Hill e Stephenson hanno combinato un negativo 10/33 dal campo.

Questa sconfitta è solo l’ennesimo risultato negativo di due mesi molto difficili: i Pacers sono 13-13 dopo la pausa per l’All-Star Game, ma ciò che preoccupa maggiormente è l’involuzione tecnica, fisica e mentale che stanno attraversando. Ormai appare impossibile poter riprendersi la testa della Eastern Conference, la missione per coach Vogel è cercare di ritrovare la sua squadra in tempo per i playoffs, dove altrimenti si rischia di andare a casa anche subito. Quando Indiana era al top in questa stagione, faceva girare la palla in maniera ottimale, trovando tante conclusioni ad alta percentuale, e Paul George riusciva a creare facilmente gioco. Hibbert e West controllavano il pitturato, mentre tutta la squadra dettava sempre il ritmo dell’incontro.

Guardando il match di domenica, ci si accorge che le cose adesso sono molto diverse: i Pacers hanno perso a rimbalzo contro il terzo peggior team della NBA in questo aspetto, con Antic e Millsap che hanno agito indisturbati; ma la cosa peggiore è che in 24 minuti, sono stati in grado di smazzare un assist, solo uno. Stiamo guardando una squadra che non riesce più a muovere la palla ed a creare tiri, ma soprattutto una squadra traballante in difesa, che fino a qualche tempo fa era il suo punto di forza maggiore.

In casa Pacers sono necessari grandi cambiamenti, ed in tempi brevi, perché al momento hanno perso completamente la ricetta per vincere. Indiana sta seriamente correndo il rischio di passare alla storia come una delle più grandi incompiute di quest’epoca.

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