La dura realtà di Bargnani: è il flop maggiore della stagione dei Knicks?

Da quando Andrea Bargnani ha riportato un infortunio serio al gomito, del quale tra l’altro tutt’ora non si conoscono i tempi di recupero, i New York Knicks hanno fatto registrare un record di 20-20. Tutt’altro che eccezionale per una squadra partita con ben altri obiettivi, ma di certo migliore di quello di 15-27 con il Mago in campo. Nonostante ciò, i Knicks hanno dovuto dire addio con qualche partita d’anticipo alle ultime speranze di agguantare l’ottavo posto e quindi non disputeranno i playoffs: nel frattempo i Raptors se la ridono di gusto, dato che alla prima stagione senza Andrea non solo sono già sicuri di prender finalmente parte alla post-season, ma hanno anche fatto registrare il miglior record nella storia della franchigia ed hanno conquistato il terzo posto della Eastern Conference.

Ma torniamo ad occuparci del lungo italiano: in questo stagione l’attacco di New York è addirittura 6.5 punti per 100 possessi migliore quando Bargnani non è della partita, mentre la difesa sostanzialmente rimane la stessa (+0.2 per 100 senza di lui). E ancora: se non gioca, i Knicks battono gli avversari di 0.5 punti per 100 possessi, altrimenti il dato con lui peggiora in maniera netta, diventando -6.2. Questi dati dimostrano che il problema del Mago nella Grande Mela è prettamente offensivo: questo perché è risaputo che non sia un buon difensore, figuriamoci in un sistema difensivo allo sbando come quello della prima parte di stagione di New York.

Ma l’ex prima scelta dei Raptors era stato firmato prettamente per le sue qualità offensive: dirigenza e allenatore volevano un lungo che sapesse aprire il campo e che togliesse qualche responsabilità in attacco a Melo. Ma la chimica con quest’ultimo non è mai stata buona, non a caso Anthony ha fatto molto meglio da 4 tattico una volta che Andrea è stato costretto a fermarsi in infermeria. Tra l’altro l’italiano, pur mettendo a referto 13.3 punti di media con il 44% dal campo, ha vissuto un’annata difficile al tiro pesante (27.8%) e ci ha messo anche del suo con scelte offensive decisamente discutibili, come quelle di rinunciare a jumper buoni per provare la penetrazione. E’ proprio in una situazione del genere che contro i Sixers è arrivato il suo infortunio, ed i Knicks non si sono certo strappati i capelli per riaverlo in squadra al più presto, anzi, a distanza di mesi ancora non sono noti i tempi di recupero. 

Eppure secondo la strana concezione della pallacanestro di Mike Woodson, il coach è convinto che l’infortunio del Mago sia stato un durissimo colpo per la rincorsa di New York verso i playoffs. Ma il campo dice il contrario: in sua assenza, si è rivisto a sprazzi un buon Amar’e Stoudemire, a cui hanno sicuramente giovato i minuti in più trascorsi in campo grazie all’infortunio di Bargnani, ma soprattutto Tyson Chandler è tornato a giocare su buoni livelli, dopo aver saltato i mesi di novembre, dicembre e parte di gennaio per problemi fisici.

Intanto il buon coach Woodson ha praticamente toppato tutte le scelte fatte quest’estate: Bargnani è stato un flop sotto tutti i punti di vista e probabilmente i Knicks staranno rimpiangendo amaramente lo scambio fatto quest’estate, a causa del quale dovranno pagare 11.5 milioni al Mago nella prossima stagione; così come fallimentari sono state le firme di Metta World Peace e Beno Udrih, entrambi fatti fuori a febbraio. Di certo gli infortuni di inizio stagione non hanno aiutato a trovare la quadratura del cerchio, ma i Knicks ci hanno messo tanto del loro per rovinare un giocattolo che solo un anno fa di questi tempi si preparava ad affrontare i playoffs come possibile sorpresa per il titolo. In estate a New York è stata snaturata troppo la squadra ed in particolare l’inserimento in quintetto di un lungo come Bargnani, risaputamente un cattivo difensore ed offensivamente sfruttato male, dato che è stato fatto giocare troppo lontano da canestro, non ha di certo giovato.

Adesso Phil Jackson si ritrova in mano un contratto pesante: considerato che il valore di mercato del Mago è pari allo zero, è molto difficile che venga inserito in una trade, al massimo si dovrebbe trovare una squadra che punti a ricostruire e che quindi sia disposta ad accollarsi un contratto in scadenza come quello di Andrea. Al momento non sappiamo come finirà questa storia, ma i Knicks sembrano intenzionati ad accantonare l’esperimento Bargnani.