La nuova NBA di Bargnani: quale sarà il suo ruolo ai Knicks?

È ufficialmente finita. Dopo sette anni in Canada, dei quali gli ultimi due molto turbolenti e controproducenti, Andrea Bargnani è un giocatore dei New York Knicks. In cambio, a Toronto andranno Marcus Camby, Steve Novak e una prima scelta del 2016.

Bargnani quest’anno ha giocato 35 partite, con una media 28.7 minuti, 12.7 punti, 3.7 rimbalzi, col 40% circa dal tiro da due e il 30% da tre, contro il 36% in carriera. Un anno segnato dalle fatiche, dai battibecchi con Colangelo e dagli infortuni al gomito, che ne hanno abbassato il valore di mercato e impedito la cessione entro la deadline di Febbraio. Negli ultimi giorni, però, complice anche il volere di Ujiri di cederlo entro l’inizio della free agency, le trattative erano riprese. Prima squadra con cui collaborare sembravano i Clippers: prima offerta, il Mago in cambio di Bledsoe e Butler, ma i losangelini sembravano interessati anche a DeRozan. A seguire, Bargnani e Butler; l’interesse del team di Doc Rivers era quindi molto forte verso il romano, che avrebbe trovato una squadra dove usare le sue caratteristiche di lungo atipico. Nelle ultime ore, però, i Knicks si erano avvicinati prepotentemente al numero 7 canadese, finché alle 0:42 non si riportava la notizia dell’affare fatto. Manca solo l’ufficialità, che arriverà non prima del 10 Luglio, come per tutte le altre trade.

Dopo Danilo Gallinari, quindi, la prima scelta assoluta del 2006 è il secondo giocatore italiano a vestire la divisa blu arancio. Il suo stile di gioco sarà utile a New York, che cercava un valido cambio dalla panchina per Stoudemire. Difesa quasi nulla, ma un lungo capace di tirare da tre è molto pericoloso e in lui New York può trovare un valido sostegno, anche perché i Knicks sono una squadra dipendente dal tiro da tre punti. Soprattutto, potrà giocare nel suo ruolo naturale di ala grande con pochi minuti da centro. Uscire dalla panchina, inoltre, non gli darà problemi di responsabilità come successo ai Raptors e gli permetterà di avvicinarsi al ruolo di sesto uomo, forse più adatto a un personaggio del suo carattere.

Ovviamente, il numero 7 che l’ha accompagnato sin qua sarà abbandonato, visto che è già proprietà di Carmelo Anthony; ma se questa deve essere la clausola per arrivare ai playoff dopo cinque anni, state certi che Bargnani non si farà problemi ad accettarla. Finalmente i brutti sonni del nostro sono finiti. Passiamo ora dall’altra parte: Ujiri è riuscito nella sua missione di cedere il Mago e il suo ingombrante contratto da 22 milioni di dollari per i prossimi due anni, riceve in cambio un centro vero e di esperienza in Camby (a libro paga per altri due anni), buon maestro per il giovane Valanciunas, e un’ala – guardia specialista in Novak (ancora tre anni di contratto), il cui tiro da tre punti, sparito sull’Hudson River con la conferma di JR Smith e la crescita di Chris Copeland, non fa male a Toronto, che ha bisogno di crescere nel tiro da fuori. Nella sostanza, Bargnani torna a Toronto in due giocatori aventi, in ruoli separati, le sue caratteristiche base. Diciamo che entrambe le squadre possono dirsi soddisfatte.