La nuova vita di Tony Snell: può essere il Kawhi Leonard dei Bulls?

Taglio di capelli nuovo, vita nuova. Solitamente questo modo di dire si applica al genere femminile, ma mi sembra piuttosto adatto anche per Tony Snell. In questa offseason l’ala piccola dei Bulls ha optato per un look più sobrio e si è rimboccato le maniche fin da subito, ergendosi a trascinatore della squadra nella Summer League di Las Vegas: grazie al successo per 79-68 sui Sixers, Chicago ha mantenuto l’imbattibilità (4-0) e Snell è stato autentico protagonista con una prestazione totale da 18 punti, 7 rimbalzi e 4 stoppate.

Nelle sue prime due apparizioni, Tony ha segnato complessivamente 50 punti, ma ad impressionare è la solidità con cui sta giocando su entrambi i lati del campo. In questa Summer League è apparso convinto dei suoi mezzi più di quanto lo sia stato nelle 77 partite disputate nella sua stagione da rookie. Il 22enne ha avuto a disposizione 16 minuti di media nella sua prima annata nella NBA, ma continuando su questa strada il tempo di gioco è destinato a crescere. Finora in questa offseason Snell per lo stile di gioco ha ricordato molto Kawhi Leonard, fresco campione NBA ed MVP delle Finals.

Tra l’altro l’esterno dei Bulls è legato alla stella degli Spurs in una maniera molto più stretta di quello che si pensa. I due, infatti, sono stati compagni ai tempi del licelo, più precisamente alla Martin Luther King (Riverside, California): anche se hanno poi scelto due college differenti, hanno spesso lavorato insieme. All’indomani delle Finals, i due hanno fatto una chiacchierata molto approfondita e chissà che Snell non prenda a modello l’amico per il proseguo della sua carriera NBA.

Tony è reduce da una stagione da rookie molto travagliata: a dicembre si era conquistato già un posto nelle rotazioni, grazie ai suoi 6.3 punti e 2.6 rimbalzi di media ed alla sua capacità di sparare da oltre l’arco con una certa continuità. Tra marzo e aprile, invece, è finito ai margini ed i Bulls hanno iniziato ad interrogarsi su di lui. Ma l’ultima cosa che Snell deve fare è scoraggiarsi: d’altronde anche Leonard nel 2011-12 ha vissuto una prima stagione piena di alti e bassi, conclusa comunque con una dignitosa media di 7.9 punti e 5.1 rimbalzi. Poi è cresciuto esponenzialmente, sia dal punto di vista offensivo che difensivo. P

roprio la difesa è stato il motivo per cui Snell nella seconda parte della scorsa stagione è stato un po’ messo da parte: quest’estate si è però presentato tirato a lucido e finora nella Summer League ha mostrato un atteggiamento molto energico e aggressivo. Anche in questo caso, Tony si può tranquillamente ispirare a Leonard: quest’ultimo ha sì fatto impazzire tutti con i 29 punti in gara 3 delle Finals, ma allo stesso tempo il lavoro più importante lo ha svolto nella sua metà campo, con una marcatura asfissiante su LeBron James. Magari non sarà mai una stella come il suo amico Kawhi, ma sicuramente ha le carte per diventare un giocatore importante per i Bulls, magari già da questa stagione.

D’altronde i segnali degli ultimi mesi sono molto positivi: dopo essere stato messo un po’ ai margini delle rotazioni, non si è abbattuto ed ha lavorato ancora più duro, non fermandosi mai tra palestra e sala pesi. E per quello che si è visto finora a Las Vegas, viene da dire che il lavoro paga, perché Snell sta portando il suo gioco ad un livello successivo e vuole assolutamente tornare nelle rotazioni di coach Thibodeau.