La prima volta nei Playoffs NBA: il pagellone di Lillard, Wall e compagnia

Magari a volte l’esperienza è sopravvalutata. Otto giovani titolari stanno facendo il loro debutto assoluto nei playoffs quest’anno e, con una sola eccezione, nessuno di loro sta pagando l’età. Non hanno mostrato segni di cedimento sotto la pressione di una competizione così importante, non hanno mostrato paura per le giocate fisiche e dure. Niente falli tecnici, niente capricci, niente lacrime. In base al loro atteggiamento ed alle prestazioni fornite in queste prime 3-4 partite di playoffs, proviamo a dare dei voti agli esordienti. 

DAMIAN LILLARD, VOTO 10 – Se non avete seguito finora la serie tra Blazers e Rockets, questo giudizio vi può sembrare un’esagerazione. Ma Portland è avanti 3-1 contro ogni pronostico ed il merito non è solo di un mostruoso Aldridge. In verità nutrivamo pochi dubbi sul fatto che Lillard non avrebbe sofferto l’esordio nei playoffs: stiamo parlando di uno che la scorsa stagione ha stravinto il premio di rookie dell’anno e che in questa ha partecipato a tutti e cinque gli eventi dell’All-Star Game. Ma quello che ha fatto finora nella serie contro i Rockets è impressionante: rispetto alla regular season, i suoi numeri sono a dir poco lievitati.
Regular season: 20.7 punti, 5.6 assist, 3.5 rimbalzi, 42.4% dal campo, 39.4% da tre
Playoffs: 25.5 punti, 7.5 assist, 6.0 rimbalzi, 43.5% dal campo, 48.3% da tre
Se nelle prime due gare ci hanno pensato i quarantelli di Aldridge a risolvere le contese in favore dei Blazers, in gara 4 Lillard è stato la chiave per tornare a vincere dopo che i Rockets erano stati bravi a contenere LaMarcus in gara 3. Domenica notte Lillard ha mostrato grande personalità, attaccando il ferro senza paura, gettandosi palle vaganti ed esibendosi in alcuni assist al bacio per Aldridge. Ha poi messo il punto esclamativo con una schiacciata importante. Certo, non ha fatto tutto da solo, ma si merita grande credito per come sta giocando in questi playoffs. 

BRADLEY BEAL, VOTO 8 – La miglior difesa della NBA sembra non avere nessun effetto su di lui. Anzi, Beal sta viaggiando con un numero di punti, assist e rimbalzi addirittura maggiore rispetto a quanto fatto nel corso della regular season, ed in particolare nei confronti con i Bulls. Non solo sta segnando con grande continuità ed efficacia, ma sta anche facendo un ottimo lavoro nell’assistere i due lunghi dei Wizards, Nene e Gortat. Ecco le sue statistiche.
Regular season: 17.1 punti, 3.3 assist, 3.7 rimbalzi, 41.9% dal campo, 40.2% da tre
Playoffs: 20.5 punti, 4.3 assist, 4.5 rimbalzi, 43.5% dal campo, 50.0% da tre

JOHN WALL, VOTO 7,5 – I Bulls gli stanno dedicando attenzioni a dir poco particolari, ma nel momento di maggior bisogno (gara 4 con Nene fuori per una sospensione) ha risposto presente ed ha trascinato i Wizards sul 3-1. Con lui al comando, Washington appare come la squadra più imprevedibile ed affascinante dell’Eastern Conference. Anche se i numeri di Wall sono più bassi rispetto a quelli stagionali, sta ben figurando ed sta mostrando una crescita importante anche dal punto di vista difensivo.
Regular season: 19.3 punti, 8.8 assist, 1.8 recuperi, 4.1 rimbalzi, 43.3% dal campo, 35.1% da tre
Regular season vs Bulls: 20.7 punti, 8.0 assist, 1.7 recuperi, 4.0 rimbalzi, 50% dal campo, 25% da tre
Playoffs: 17.5 punti, 7.5 assist, 2.8 recuperi, 4.0 rimbalzi, 36.2% dal campo, 22.2% da tre

JONAS VALANCIUNAS, VOTO 7 – 4 palle perse di media sono tantissime per un lungo, ma per il resto l’esordio di Valanciunas nella post-season NBA è stato molto positivo, il suo impatto sta aiutando non poco i Raptors a dare filo da torcere ai più esperti e profondi Nets. Inoltre, in questi playoffs finora il lituano ha aumentato la sua produzione in termini di punti, stoppate e rimbalzi, ma soprattutto il suo dominio sotto i tabelloni sta riducendo quasi allo zero le seconde possibilità dei Nets.
Regular season: 11.3 punti, 0.9 stoppate, 8.8 rimbalzi, 1.7 perse, 53.1% dal campo
Playoffs: 12.0 punti, 1.5 stoppate, 12.0 rimbalzi, 3.8 perse, 65.5% dal campo

DEMAR DEROZAN, VOTO 6,5 – Come gli altri esordienti dei Raptors, ha sofferto l’impatto con i playoffs, disputando una gara 1 abbastanza anonima, soprattutto per un talento come lui. Poi, però, si è ripreso partita dopo partita e domenica notte in gara 4 ha giocato in maniera eccellente. Con Toronto che aveva costruito un buon vantaggio, salvo poi perderlo tutto, DeRozan non si è fatto prendere dal panico ed ha dato la carica ai suoi con grande grinta ed alcune giocate di energia: è stato il motore della difesa che ha tenuto a soli 12 punti i Nets nell’ultimo quarto. Se ha aumentato il fatturato in termini di punti, il dato degli assist si è abbassato, a fronte di ben 4 palle perse di media. Idem la percentuale dal campo, ma quando conta DeMar c’è sempre per mettere un tiro pesante e togliere le castagne dal fuoco ai Raptors.
Regular season: 22.7 punti, 4.0 assist, 4.3 rimbalzi, 2.2 perse, 42.9% dal campo
Playoffs: 24.7 punti, 2.7 assist, 3.3 rimbalzi, 4.0 perse, 35.7% dal campo. 

KEMBA WALKER, VOTO 6,5 – Le prime stagioni in NBA devono essere state frustranti per lui che, subito dopo aver vinto un titolo NCAA da assoluto protagonista, si è ritrovato nella peggior squadra della NBA in cui ha vinto solo sette partite in tutto l’anno. Adesso, Walker sta giocando come una stella, anche se non è riuscito ad evitare il 4-0 contro i campioni in carica degli Heat. Il suo fatturato in questi playoffs è salito, riuscendo a tenere a galla spesso e volentieri i Bobcats, che hanno avuto anche l’handicap di un Al Jefferson frenato da una fascite plantare.
Regular season: 17.7 punti, 6.1 assist, 1.2 recuperi, 2.3 perse, 39.3% dal campo, 33.3% da tre
Playoffs: 19.5 punti, 6.0 assist, 2.0 recuperi, 3.8 perse, 47.3% dal campo, 50% da tre

MICHAEL KIDD-GILCHRIST, VOTO 6 – Non ha nulla da vergognarsi del suo esordio, ma da uno che in gara 2 mette a referto 22 punti e 10 rimbalzi e per poco non porta la sua squadra ad una storica vittoria in una serie playoffs contro gli Heat, è lecito aspettarsi di più. Nessuno pretende che viaggi con 20+10 ogni sera, ma che trovi un minimo di continuità nelle prestazioni. E’ vero che di fronte aveva un mostro sacro come LeBron James, ma nelle altre 3 partite ha collezionato in tutto 12 punti con 5/14 dal campo.
Regular season: 7.2 punti, 5.2 rimbalzi, 0.6 stoppate
Playoffs: 8.5 punti, 6.5 rimbalzi, 0.5 stoppate

TERRENCE ROSS, VOTO 4 – L’unico titolare all’esordio che sta deludendo parecchio le aspettative è Ross. E’ partito in quintetto finora in tutte e quattro le partite disputate contro i Nets, ma le sue enormi difficoltà lo stanno limitando a soli 19 minuti di media. Il suo problema principale? Semplice, non riesce a fare canestro. Per poco non si ritrova con più palle perse che punti segnati, ed il suo dato dei turnover non è neanche male… Certo, giocare contro una leggenda vivente come Paul Pierce non è facilissimo, ma il problema a questo punto sembra più mentale che tecnico o tattico. Ross ha bisogno di sbloccarsi, i Raptors hanno bisogno anche di lui per andare avanti.
Regular season: 12.2 punti, 1.1 assist, 3.3 rimbalzi, 0.9 recuperi, 1.2 perse, 42.5% dal campo, 40.2% da tre
Playoffs: 2.5 punti, 0.3 assist, 1.8 rimbalzi, 1.5 perse, 17.6% dal campo, 16.7% da tre