Lakers: come costruire un roster competitivo intorno a Kobe Bryant

Ogni tifoso dei Lakers in questo momento si sta chiedendo cosa dovrebbe fare Mitch Kupchak per costruire un roster competitivo intorno a Kobe Bryant nei suoi due ultimi anni di contratto. La missione non è impossibile, ma sicuramente sarà complicato. Dopo aver firmato il Mamba per i prossimi due anni per 48.5 milioni, la flessibiltà e la capacità dello spazio salariale non è molta, ma ce n’è comunque abbastanza per firmare una superstar.

Il seguente piano è articolato in 3 steps che dovrebbero portare la squadra hollywoodiana ad essere una contender nelle prossime stagioni.

Vista l’annata che si prospetta per i Lakers e vista l’abbondanza che offre la NCAA, è indubbio che la prima mossa sia concentrarsi sul Draft 2014. I vari Wiggins, Parker, Embiid e Gordon sembrano essere i migliori talenti ma sarà impossibile per i Lakers avere una scelta che li permetta di accaparrarsi una tra queste top picks. Ma potrebbero arrivare a Dante Exum, playmaker australiano classe ’95, che ha dimostrato di avere un gioco molto raffinato per uno con la sua esperienza. Cambi di direzioni pazzeschi, muove i piedi in maniera sublime, gioca il pick and roll come un professionista navigato e sarebbe perfetto al fianco di Kobe perché ha un incredibile potenziale come difensore (198cm con un’apertura alare che farebbe invidia ad uno pterodattilo) che permetterebbe a “Vino” di scivolare sull’esterno meno pericoloso. Ma i Lakers hanno la reale possibilità di sceglierlo? Direi di sì per due motivi: il primo è che non si vedeva un Draft così ricco dal celeberrimo 2003 e il secondo è che team con una scelta migliore che necessitano primariamente di una point guard non ce ne sono, e anche se ce ne fossero, Marcus Smart al momento ha più credibilità per gli scout NBA. I Lakers al momento avrebbero la 11esima scelta, ma sembra che ormai abbiano alzato le mani dal manubrio e quindi dovrebbero riuscire ad arrivare intorno alla 8, posizione minima per sperare di poterlo scegliere.

Secondo step è rinunciare a tutto e a tutti. A Gasol, una volta capito che nessuno è disposto a scambiarlo per 19.7 milioni poiché non sta più dimostrando di valere quelle cifre e perché sarà FA l’anno prossimo, bisogna dare il ben servito come a tutti gli altri. L’unico pensierino lo farei su Jordan Hill, che al momento è 15 nella classifica del PER (player efficency rating), ma credo alla fine cambierà team per guadagnare di più. Per quanto riguarda Nash, sembra ormai palese che non è più in grado di contribuire e quindi utilizzando l’opzione stretch si può spalmare il contratto su tre anni, risparmiando 6.5 milioni. Facendo così, si riuscirebbe ad avere uno spazio salariale di 26.5 milioni.

Infine, focalizziamo l’attenzione sui free agent. Il contratto di Kobe e del coach scadranno entrambe nel 2016, quindi dobbiamo cercare di costruire un roster che si adatti alle caratteristiche di D’Antoni e del 24 e che magari permetta fra 2 anni di non avere nessuno contratto, a meno che quest’estate gente del calibro dei Big Three di Miami o Melo decidano di cambiare aria. Superfluo prendere in considerazione gente come Eric Bledsoe o Gregg Monroe, che chiedono contratti di 4 anni da superstar, ma che non reputo in grado di sostenere l’attacco nei momenti in cui Bryant avrà bisogno di supporto. In verità è superfluo parlare anche di LeBron e Wade, ma anche dello stesso Melo, che è stata la causa primaria del licenziamento di coach D’Antoni a NY e che per venire a LA dovrebbe rinunciare a parecchi soldi. Quindi l’unica opzione possibile rimane Bosh, che questa stagione sta dimostrando di poter essere un pilastro su cui costruire una franchigia. Evitando di investire quest’estate, i Lakers avranno comunque l’opportunità di puntare a giocatori del calibro di Kevin Love e LaMarcus Aldridge nel 2015. Tralasciando il discorso delle superstars, proviamo ad ipotizzare un eventuale roster per l’anno prossimo: Dante Exum, Kobe Bryant, Jordan Hamilton, Shawn Marion, Jason Smith, con Nick Young o Ramon Sessions come sesto uomo e una panchina che vanta Boris Diaw e Emeka Okafor, senza considerare la possibiltà di rifirmare Wesley Johnson o Jordan Farmar. Così i gialloviola potrebbero avere una solida rotazione di 9/10 uomini. A dirla tutta il roster potrebbe essere anche migliore, ma ciò dipende dalla credibiltà che Kobe vanta ancora nella lega.

Sicuramente questo scenario non è la prospettiva più attraente per un tifoso ma creare un roster bilanciato e competitivo è la via da percorrere se si vuole permettere a Bryant di giocarsela per il sesto anello, salute e infortuni permettendo.