Lakers, Metta World Peace verso l’addio: nella storia gialloviola c’è anche il suo marchio

Non è facile. Non è facile arrivare in una squadra che ha già vinto 15 titoli NBA e riuscire, comunque, ad imprimere a fuoco il proprio nome nella storia della franchigia. Per farcela devi avere talento, sfrontatezza e anche una certa predisposizione naturale. L’approdo di Metta World Peace, all’epoca ancora Ron Artest, ai Lakers è singolare: giocava nei Rockets, eliminati dai Playoffs 2009 dopo sette intensissime gare contro Kobe Bryant e compagni. Kobe e Ron hanno fatto sette partite a lanciarsi frecciate e, talvolta, a scambiarsi colpi proibiti. È per questo che Kobe non ha dubbi: quel giocatore roccioso e, perché no, cattivo serve ai Los Angeles Lakers per confermarsi campioni NBA.

LA CARRIERA – E anche Artest non ha dubbi: a costo di guadagnar meno soldi rispetto a quanto potrebbe fare con altre squadre, firma coi Lakers; circa 34 milioni di dollari complessivi per cinque stagioni, ovvero fino all’estate 2014. La carriera di Artest è stata, fin dal suo ingresso nella lega, un continuo su e giù. Difensore dell’anno nel 2004, dopo una stagione da 18.3 punti, 5.3 rimbalzi e 2.1 rubate di media con la maglia dei Pacers, Ron si appresta a giocare quella che potrebbe essere la miglior stagione della sua carriera. Ma dura solo 7 partite. Già, nella carriera e nella vita di Artest c’è anche la follia, quella che lo porta a reagire alla provocazione di un tifoso a Detroit e a scatenare la celeberrima rissa di Auburn Hills. Viene sospeso per tutto il resto della stagione (86 partite), perdendo circa 5 milioni di dollari.

LA TRIPLA IN GARA 7 – Rientra, viene ceduto a Sacramento, ritorna nel primo quintetto difensivo (2006) e tra i giocatori quotati. Kobe lo chiama nel 2009 ai Lakers, campioni NBA in carica e con tutte le carte in regola per ripetersi. Il compito di Artest è quello di partire in quintetto al posto di Trevor Ariza, il cui contratto è scaduto. I Lakers disputano una grande stagione, arrivano in finale contro i Boston Celtics, gli avversari di sempre, e si giocano tutto a gara 7. I Celtics, guidati da Rondo, Garnett e dal veterano Rasheed Wallace, controllano la gara fin dall’inizio. È proprio Artest, con un canestro e fallo, a forzare il pareggio a 7’ dalla fine; Kobe e Gasol danno poi il +6 ai Lakers. Sembra finita, ma c’è un uomo che non è d’accordo: Rasheed Wallace, che segna la tripla del -3 a 1’ 30” dal termine della gara. L’azione successiva dei Lakers sembra infruttuosa, Kobe butta fuori la palla per Artest. Allo scadere dei 24 secondi Ron mette a segno la bomba che regala ai Lakers il sedicesimo titolo NBA della loro storia.

GLI ULTIMI ANNI AI LAKERS – Quella tripla è, sostanzialmente, il momento più alto della carriera di Artest/World Peace e, indubbiamente, è un pezzo di storia dei Lakers. Artest diventa Metta World Peace nel settembre del 2011. I suoi ultimi periodi ai Lakers si legano ad un episodio in cui la follia è tornata a manifestarsi: alla fine della regular season 2011/2012, World Peace si rende protagonista di una violentissima gomitata ai danni della guardia dei Thunder James Harden. I Lakers useranno la Amnesty sul suo contratto e World Peace sarà libero di cercarsi una nuova squadra per la stagione 2013/2014. Dovunque vada, rimarrà sempre nella storia dei gialloviola.