Le 5 firme migliori e più sottovalutate della free agency

Prima della firma di LeBron James con i Cavaliers, la free agency della NBA aveva regalato ben pochi sussulti. Il ritorno a casa del Re ha scatenato una sorta di effetto domino, che le franchigie che sono corse sul mercato per rinforzarsi. Andiamo a vedere quelli che finora sono stati i 5 acquisti migliori, valutando sia la qualità-prezzo che l’utilità per la squadra. 

5 – CHANDLER PARSONS, MAVERICKS
Contratto: 3 anni, 46 milioni, player option per il terzo anno
E’ vero, è stato un po’ sovrappagato per quello che è il suo reale valore, soprattutto se si considera che nella prossima stagione guadagnerà più di All-Star come Steph Curry e Joakim Noah. Ma in un’estate in cui Gordon Hayward ha portato a casa un quadriennale da 63 milioni (in media 15.741.355 $ l’anno), allora queste cifre per Parsons possono apparire giuste. In più, questa offerta era l’unica per evitare che i Rockets la pareggiassero e lo tenessero a Houston. D’altronde stiamo parlando di un giocatore che è reduce dalla sua miglior stagione in carriera, in cui ha viaggiato con 16.6 punti, 5.5 rimbalzi e 4 assist di media a partita. Ma la cosa più importante è che Parsons sulla carta è il più adatto tra i free agent ad integrarsi con Nowitzki ed Ellis: il suo arrivo potrebbe tranquillamente far guadagnare ai Mavericks qualche posizione in più nella Western Conference, rispetto alla scorsa stagione. 

4 – STEVE BLAKE, BLAZERS
Contratto: 2 anni, 4.2 milioni, player option per il secondo anno
Portland è reduce da una bella stagione vincente, culminata con la semifinale di Conference contro i futuri campioni degli Spurs. Se il quintetto dei Blazers è uno dei migliori della lega, lo stesso non si può dire della second unit, da diversi anni il vero problema di questa franchigia, a cui il front office sta provando ad ovviare estate dopo estate. In questo senso la firma di Steve Blake a cifre molto contenute è perfetta: nonostante gli anni sul groppone siano 34, l’ex Lakers è ancora in grado di garantire un solido contributo in uscita dalla panchina, come testimoniano i 7 punti, i 5.6 assist, i 2.9 rimbalzi ed il 37.6% da tre fatti registrare nelle 55 partite disputate nella scorsa stagione. Tra l’altro, per Blake si tratta di un ritorno, dato che ha già trascorso 4 anni tra le fila dei Blazers. 

3 – LUOL DENG, HEAT
Contratto: 2 anni, 10 milioni, player option per il secondo anno
Ovviamente la perdita di LeBron James è incolmabile sotto tutti i punti di vista, dato che stiamo parlando di uno dei più forti di sempre, che ha trascinato Miami a quattro Finals consecutive, vincendone due. Nonostante ciò, Pat Riley ha mostrato ancora una volta tutta la sua abilità da dirigente: altro che smantellamento, gli Heat hanno messo in piedi una squadra di assoluto rispetto, che sarà in grado di dire la sua anche nella prossima stagione. Oltre alle importanti conferme di Wade e Bosh, sono arrivati McRoberts, Granger e soprattutto Deng. Luol è una gran presa, innanzitutto dal punto di vista economico, dato che ha accettato un’offerta più bassa a quella che era la sua iniziale richiesta, ma anche e soprattutto perché è perfetto da affiancare a Bosh e Wade: dal punto di vista difensivo è uno dei migliori esterni della lega, in attacco non è un fenomeno ma è continuo e non ha paura di prendersi le sue responsabilità; in più possiede doti da leader assolutamente da non sottovalutare. 

2 – LANCE STEPHENSON, HORNETS
Contratto: 3 anni, 27 milioni, team option per il terzo anno
Questa è stata una delle firme più sorprendenti di questa offseason, almeno fino ad ora. Il prolungamento con i Pacers sembrava essere abbastanza scontato, soprattutto dopo che i playoffs per Lance si sono conclusi male, con il suo valore di mercato e soprattutto con l’interesse delle altre franchigie che è diminuito drasticamente. Ed invece, dopo aver pensato e poi rinunciato alla corsa a Gordon Hayward, Michael Jordan ha deciso di puntare forte su Stephenson, che dal canto suo ha anche accettato un contratto meno remunerativo rispetto a quello che avrebbe potuto ottenere rimanendo ad Indiana. Ovviamente quando si parla di “Born Ready” bisogna sempre considerare il fattore dell’imprevedibilità: ha un carattere particolare, che lo rende una sorta di bomba, pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Ma sulla carta la sua è un’aggiunta che può rendere gli Hornets tra le migliori squadre della Eastern. Questo grazie alla sua capacità di fare la differenza su entrambi i lati del campo: è un difensore perimetrale di alto livello, va a rimbalzo con una certa continuità, sa creare gioco per i compagni e sta migliorando sempre più da oltre l’arco. Insomma, stiamo parlando di un giocatore completo che, se messo nelle condizioni giuste, può essere devastante. 

1 – DIRK NOWITZKI, MAVERICKS
Contratto: 3 anni, 25 milioni, player option per il terzo anno
Semmai ce ne fosse bisogno, con l’ennesimo gesto di “solidarietà” nei confronti di Dallas, Dirk Nowitzki si è consacrato ulteriormente come una delle più grandi bandiere nella storia del gioco. Stiamo parlando di un giocatore che anche a 36 anni ne mette più di 20 a partita in totale scioltezza e che, pur di rimanere ai Mavericks, non ha nemmeno ascoltato le offerte al massimo salariale di Rockets e Lakers. In pratica, Nowitzki ha lasciato sul tavolo circa 72 milioni per restare fedele a Dallas e per permettere al front office di firmare un free agent di livello (Parsons). Nonostante l’età, Dirk è da considerare ancora uno dei migliori giocatori della NBA e per questo motivo un contratto a cifre così basse è irreale.