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Le 5 prove realizzative più esaltanti e indimenticabili nell’MLK Day

Sono ormai 30 anni che la NBA, nel terzo lunedì del mese di gennaio, dedica un’intera giornata a Martin Luther King, l’uomo che più si è battuto nella lotta contro la segregazione e a difesa dei diritti civili. E non potrebbe essere altrimenti, anche perché la lega circa all’80% è composta da giocatori afro-americani, per cui questa tradizione conta davvero tanto. Dal 1986 ad oggi, sono state giocate 276 partite nell’MLK Day, che diventeranno 286 stanotte: i Knicks sono l’unica franchigia che è sempre stata presente, il più delle volte ospitando un incontro al Madison Square Garden, seguiti da Lakers (27 presenze), Sixers (25) e Wizards (24). Andiamo a vedere le prove realizzative più famose nella storia dell’MLK Day.

JAMES HARDEN, 20 GENNAIO 2015 – Iniziamo proprio dall’MLK Day dell’anno scorso, in cui si è distinto più di tutti James Harden, che nella vittoria dei Rockets per 110-98 sui Pacers, si è regalato una prestazione indimenticabile: ha segnato 45 punti con un’efficienza invidiabile, dato che ha tirato con 12/18 dal campo, 7/12 da oltre l’arco e 14/15 dalla lunetta, smazzando anche 7 assist e recuperando 4 palloni.

MAGIC JOHNSON, 19 GENNAIO 1987 – Questa fu una grande dimostrazione di forza mentale da parte di Magic. In occasione dell’MLK Day dell’87, i Lakers fecero visita a dei Nets molto combattivi, nonostante fossero piuttosto incerottati per via di diversi infortuni. Fatto sta che nel primo tempo riuscirono ad ingabbiare il #32 gialloviola, costringendolo a sbagliare 11 dei suoi 16 tiri tentati, e ad andare all’intervallo avanti 58-54. Nel terzo quarto, però, Magic iniziò a spiegare pallacanestro: segnò 12 punti di fila, per poi aggiungerne altri 8 per il 96-96. Nell’ultima frazione un gancio di Abdul-Jabbar portò in vantaggio i Lakers, che non si girarono più indietro e vinsero così con il punteggio di 126-115. Johnson chiuse con 42 punti, 11 rimbalzi e 7 assist.

MICHAEL JORDAN, 16 GENNAIO 1996 – His Airness si presentò all’MLK Day di quell’anno in un momento di forma straordinario, e per gli avversari ci fu ben poco da fare. In quella notte del 16 gennaio i Bullets provarono in tutti i modi a fare il colpaccio, sfruttando la prova da 30 punti e 13 assist (entrambi career-high) di Brent Price. Ma Jordan, dopo averne messi 19 nel primo quarto, nell’ultimo decise di salire in cattedra e di porre fine alle speranze di Washington, che era riuscita ad arrivare fino al -2. Michael, infatti, realizzò ben 13 punti consecutivi, 17 degli ultimi 19 della sua squadra, e così i Bulls s’imposero per 116-109. His Airness chiuse a quota 46, dopo averne messi 48 la notte prima contro i Sixers, aiutò Chicago a conquistare l’ottava vittoria consecutiva ed a migliorare ulteriormente il suo record (31-3).

GILBERT ARENAS, 15 GENNAIO 2007 – Partiamo dagli ultimi 2 minuti di quel match tra i Wizards e i Jazz nell’MLK Day del 2007: Gilbert Arenas infila sul fondo della retina tre triple (di cui una allo scadere) e tre tiri liberi e tocca così quota 50 punti per la terza volta in stagione, prendendosi tutti i cori di “MVP! MVP!” che piovono dagli spalti del Verizon Center. Alla fine, Agent Zero ne mise 51 con 14/29 dal campo, 7/12 da oltre l’arco e 16/17 dalla lunetta: in più, smazzò 5 assist e perse un solo pallone in 41 minuti di gioco. A dir poco impressionante, nessuno ha mai segnato più punti di lui nel giorno del ricordo di Martin Luther King.

BLAKE GRIFFIN, 17 GENNAIO 2011 – Avendo saltato l’intera stagione 2009-10 a causa di un infortunio, in quella successiva Blake veniva ancora considerato come un rookie. E per essere uno alle prime armi tra i professionisti, nell’MLK Day realizzò qualcosa di straordinario: nonostante i Clippers giocassero contro una delle migliori difese della NBA, quella dei Pacers, Griffin la fece letteralmente impazzire realizzando 47 punti. A differenza di quello che si può pensare, solo una volta inchiodò la schiacciata, per il resto mostrò ottimi movimenti spalle a canestro e un jumper che andato a bersaglio per ben 6 volte: così Blake chiuse con 19/24 dal campo e 9/11 dalla lunetta, afferrando anche 14 rimbalzi.