Le 5 statistiche che rendono la stagione di James una delle migliori della storia NBA

Per una volta mettiamo da parte tutti i fattori tecnici, tattici e motivazionali e proviamo ad analizzare LeBron James dal mero punto statistico. Facendo ciò, ci rendiamo conto che quella del “Prescelto” è sicuramente una delle migliori stagioni individuali nella storia della NBA. I suoi Miami Heat hanno fatto registrare un invidiabile record di 66-16 e soprattutto hanno stabilito la seconda striscia di vittorie più lunga di sempre, fermandosi a 27.

Questi risultati nella regular season sono stati resi possibili soprattutto grazie a James, che a tratti è stato così superiore che è sembrato scherzasse con gli avversari: non a caso LeBron si è portato a casa il titolo di MVP stagionale. Ma la regular season conta fino ad un certo punto: se poi non ti confermi nei Playoffs, la tua stagione non passerà di certo alla storia. Nonostante le tante difficoltà che gli hanno creato gli Spurs, alla fine James è riuscito a far esplodere tutto il suo talento, mostrando anche una maturità importante, ed ha trascinato gli Heat al secondo titolo NBA consecutivo.

Andiamo a vedere 5 statistiche per le quali possiamo considerare la stagione di LeBron come una delle più indimenticabili nella storia del basket a stelle e strisce.

-E’ il primo giocatore a viaggiare per un’intera stagione con almeno 26 punti, 8 rimbalzi, 6 assist ed il 55% dal campo.
-E’ l’unico giocatore ad aver avuto una media di 25 punti, 10 rimbalzi e 7 assist nelle Finals NBA (impresa che gli era già riuscita lo scorso anno, ndr).
-Ha tirato con una percentuale superiore al 40% in 90 delle 99 partite giocate quest’anno.
-Non ha mai segnato meno di 13 punti in una partita.
-Si è classificato terzo per punti totali, ottavo per assist, sedicesimo per rimbalzi difensivi, dodicesimo per recuperi, quinto per percentuale dal campo, primo per efficienza offensiva, decimo per efficienza difensiva.

Già così potremmo tranquillamente definire strepitosa la stagione di LeBron, ma se aggiungiamo tutti gli aspetti del gioco che le statistiche non mostrano, allora possiamo dire che quest’anno ha fatto qualcosa di irreale. La domanda ora è: James ha raggiunto il picco più alto della sua carriera o il meglio deve ancora arrivare?