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Le opinioni di MY-Basket – Belinelli a Sacramento: è la scelta giusta?

marco belinelli

Come un fulmine a ciel sereno, nella serata di ieri è arrivata la notizia di Marco Belinelli a Sacramento. Con i Kings la guardia azzurra firmerà un contratto di 3 anni dal valore di 19.5 milioni di dollari: che ne pensate di questa scelta? Ecco le opinioni di alcuni membri della redazione di MY-Basket.it.

FILIPPO ANTONELLI – Una scelta più razionale di quanto si possa pensare a prima vista. Marco Belinelli è un giocatore che ha già vinto un titolo NBA e si è tolto pure lo sfizio della gara del tiro da 3. C’erano tutti i presupposti per compiere, a questo punto della carriera, una scelta individuale. E nei Kings il Beli potrà ritagliarsi uno spazio interessante e più consistente di quello che ha effettivamente trovato agli Spurs nelle ultime due stagioni. Per quanto in regular season abbia giocato 24 minuti di media, nei Playoffs questo dato è sceso a 15.7. Un giocatore con le sue caratteristiche, senza più l’impellente bisogno della ricerca dell’anello, può pensare di accasarsi in un contesto che gli permetta di avere un ruolo più importante e più simile a quello che si conquistò con i Bulls. Certo, i Kings sono un cantiere aperto e non è quindi possibile comprendere oggi quali saranno le gerarchie, ma i presupposti per un utilizzo da sesto uomo di lusso ci sono tutti. E se Rondo dovesse ritrovare un sistema di gioco in grado di mettere in luce le sue doti di playmaker, attenti alla coppia che formerà con il Beli. A voler essere onesti, comunque, nel selvaggio Ovest sarà veramente dura conquistare un posto nelle prime otto. Per Belinelli c’è il rischio concreto di non partecipare ai Playoffs per la prima volta dal 2012.

MICHELE PASQUALI – Nel 2013 il Beli aveva accettato l’offerta dei San Antonio Spurs, nonostante fosse inferiore a molte altre ricevute quell’estate, preferendo una squadra in grado di competere per un titolo NBA ad un’altra franchigia qualsiasi. In questa free agency la situazione del talento da San Giovanni in Persiceto è invece totalmente opposta a quella dell’estate di due anni fa: Belinelli ormai è un giocatore trentenne, con un anello al dito, ha già provato l’ebbrezza di giocare per una franchigia vincente e sente, probabilmente, il bisogno di badare di più alle opportunità professionali, nel vero senso della parola, invece che alle soddisfazioni personali. Proprio ieri sera, infatti, il Beli ha firmato un contratto da $19.5 milioni in 3 anni, tutti garantiti (cosa non da poco nella NBA di oggi), dando effettivamente l’impressione di aver preferito ottimizzare i propri guadagni da un punto di vista professionale. A questo punto a tutti è venuta in mente una domanda del tutto legittima: perché accettare di andare a giocare in una franchigia “allo sfascio” come i Sacramento Kings in cui non sembra esserci nemmeno la vaga idea di un progetto a breve o a lungo termine? Essenzialmente perché i californiani erano una delle poche squadre in tutta la lega a garantirgli tanti minuti fin da subito, dato che nel suo ruolo attualmente i Kings sono totalmente scoperti. Fin qui tutto bene per il Beli, ma se poi iniziamo a pensare che il roster presenta una varietà enorme di talento mal amalgamato (Cousins, Gay e da oggi anche Rajon Rondo) allora è anche lecito avere qualche dubbio sulla “bontà” della sua scelta.

GABRIELE GALLUCCIO – A meno che George Karl non dovesse compiere un autentico miracolo, almeno per un po’ il Beli potrà scordarsi i playoffs. Ma nonostante ciò mi sento di comprendere pienamente la scelta che ha compiuto: dopo aver prima fatto tanti sacrifici per dimostrare di essere da NBA e poi compiuto il salto di qualità che gli permettesse di avere un ruolo in una squadra da titolo, adesso meritava di monetizzare il più possibile gli ultimi anni ad alto livello della sua carriera. Il futuro a Sacramento è una grossa incognita, ma dal punto di vista economico e del minutaggio l’impressione è che Belinelli abbia compiuto la miglior scelta possibile. Inoltre, credo che i Kings lo abbiano fatto sentire importante: Rondo ha richiesto un tiratore e il front office si è rivolto a Marco, che se messo nelle condizioni giuste può fare davvero bene. Da parte mia c’è grande curiosità di vederlo all’opera con la nuova franchigia, e la mia speranza è che Karl riesca a mettere un po’ di ordine in quel casino cosmico chiamato Kings: se dovesse riuscirci, ci si potrebbe divertire.