Le pagelle del Draft NBA 2013

Sono passate poco più di 24 ore dal Draft NBA e, a mente fredda, siamo finalmente pronti a dare un giudizio alle squadre NBA che hanno scelto alcuni dei migliori talenti in circolazione provenienti dal mondo NCAA e dal resto del pianeta. Chi sarà promosso? E chi bocciato? Sicuramente non Toronto dal momento che non è presente in questa classifica, come sapete infatti la squadra di Andrea Bargnani non possedeva alcuna chiamata in questo Draft.
Ma ora largo ai voti.

ATLANTA HAWKS: 9
Lucas Nogueira
(16), Dennis Schroeder (17), Mike Muscala (44)
Gli Hawks arrivano al Draft sapendo di dover ricostruire la squadra e portano a termine perfettamente il progetto. Tutti i playmaker sono in scadenza di contratto e Atlanta ha quindi scelto il tedesco Schroeder, uno dei più talentuosi del Draft, così come ha rimediato alla quasi certa partenza di Josh Smith con uno dei talenti più intriganti del Draft, il brasiliano Bebe Nogueira, un giocatore potenzialmente clamoroso, specie in difesa, e con esperienza europea. Nogueira è arrivato con una trade che ha portatoin Georgia anche Cunningham di Dallas, un ottimo colpo se pensiamo che in cambio i Mavs si sono accontentati solo di Shane Larkin e di un conguaglio economico. AL secondo giro arriva Muscala, un buon lungo con fisico e grande tecnica, un ottimo ricambio per Horford. La strada per rifondare è lunga ma partire dal tedesco e dai capelloni di Nogueira è il miglior punto di partenza possibile. Bravi Hawks.

WASHINGTON WIZARDS: 8
Otto Porter
(3), Glen Rice Jr. (35)
In un Draft pieno di dubbi, trade e imprevisti i Wizards vanno sul sicuro prendendo uno dei giocatori più solidi e talentuosi del Draft. Forte, maturo, con ottimo tiro e grande potenziale, ora Washington può contare su una squadra formato da un Wall più maturo, Beal con un’ulteriore anno sulle spalle e Porter, il tutto sostenuto dalla presenza di veterani e ottimi difensori come Ariza, Nene e Okafor. Se a questo mix aggiungiamo anche il neo MVP delle Finali della D-League Glen Rice Jr. allora non si può fare altro che applaudire i Wizards e iniziare a considerarli come outsider in vista della lotta Playoffs dell’anno prossimo.

DETROIT PISTONS: 8
Kentavious Caldwell-Pope
(8), Tony Mitchell (37), Peyton Siva (56)
Molti criticano Detroit per non aver preso Burke ma non scherziamo, Burke ha bisogno di avere la palla in mano a lungo e in quel ruolo ci sono già Calderon e Knight, per questo la scelta di un talento unico come quello di KCP può solo fare bene ai Pistons, l’ex Georgia è una delle migliori guardie del Draft grazie anche a un tiro da tre letale che potrà fare la differenza sin dal subito. Già KCP da soli potrebbe bastare per un voto alto ma se poi troviamo Tony Mitchell, probabilmente il miglior atleta del Draft, scelto alla 37 quando qualche mese fa si parlava di lui come di una possibile lottery pick e il leader dei campioni in carica Peyton Siva alla 56 (anche se quasi certamente lo vedremo in Europa in futuro, molto più adatta al suo gioco e al suo fisico) alla non si può che premiare i Pistons con l’8 in pagella.

UTAH JAZZ: 7 ½
Trey Burke
(8), Rudy Gobert (27), Neto (47)
I Jazz si sono aggiudicati il miglior giocatore del Draft, che per di più va anche a colmare una clamorosa lacuna: il ruolo di playmaker. Trey Burke ha tutto ciò che serve per emergere nel ruolo in questa lega: un tiro mortifero, abilità nel giocare il pick n roll, sa attaccare il ferro e passare discretamente, inoltre è un leader e sa trascinare i compagni; potrebbe essere seriamente il futuro di questa franchigia e sicuramente rappresenta un salto di qualità rispetto ai vari Tinsley, Watson e Mo Williams. Da non trascurare anche Neto, un playmaker di scuola europeo che può fare sempre comodo per far riprendere fiato a Burke. Rudy Gobert invece è un talento ancora da sgrezzare, ma è un atleta spaventoso. Manca tutto il resto, che con tutta probabilità verrà aggiunto durante qualche anno di addestramento europeo.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: 7+
Shabazz Muhammad (14), Gorgui Dieng (21), Lorenzo Brown (52)
Grazie alla trade con Utah i TWolves incamerano due giocatori a dir poco interessanti come Shabazz Muhammad, che va a migliorare il reparto ali della squadra e aggiunge punti nelle mani e capacità di attaccare dal palleggio . Gordui Dieng potrà imparare da Kevin Love e Nikola Pekovic e crescere sena fretta migliorando un background che porta tanto atletismo, intimidazione sotto canestro e un tiro dalla media in crescita.

NEW ORLEANS PELICANS: 7+
Pierre Jackson
(42), scambio per Jrue Holiday
Lo scambio con Philadelphia che ha portato all’arrivo di Jrue Holiday potrebbe rappresentare per la franchigia il vero salto di qualità. Il playmaker da UCLA potrà essere il partner ideale di Anthony Davis, andando a costituire il nucleo dei Pelicans per i prossimi anni, e forse fare di loro una compagine che possa puntare alla post season. Pierre Jackson, scelto al secondo giro invece ha le qualità per trasformarsi in un giocatore alla Jarrett Jack: punti, energia e contropiede dalla panchina.

CLEVELAND CAVALIERS: 7
Anthony Bennett
(1), Sergey Karasev (19), Carrick Felix (33)
Inutile dire che Bennett è la prima scelta più criticata e criticabile degli ultimi anni e al moment oil suo impatto in NBA resta un discreto enigma: ruberà minuti a Thompson? Si cercherà di trasformarlo in ala piccola fin da subito? Non si sa, ma le prospettive sono intriganti. Anche Felix ha ricevuto qualche critica ma dalla panchina serviva un’atleta che garantisse alte dosi di intensità e agonismo. Perché quindi il 7 in pagella dopo tutti questi dubbi? Ovviamente il motivo è Karasev, prendere un giocatore del genere alla 19 potrebbe rivelarsi il vero furto del Draft.

NEW YORK KNICKS: 7
Tim Hardaway Jr.
(24)
Ottima scelta. L’ex Michigan può giocare come guardia o ala piccola, può portare palla, ha personalità e tira bene da fuori. Il figlio d’arte può giocare al posto di Melo o Shumpert ma anche insieme a questi due rendendo il roster dei Knicks ancora più imprevedibile e duttile. J.R. Smith in partenza? Nessun problema.

PHOENIX SUNS: 7
Alex Len (5), Archie Goodwin (29), Alex Oriakhi (57)
Riuscire ad aggiudicarsi Alex Len, fino alle ultime ore precedenti il Draft pronosticato come possibile numero 1, quattro posizioni più indietro è un ottimo colpo; rimangono dubbi sulla durezza in fase offensiva, ma può già essere un fattore a rimbalzo e in difesa. Archie Goodwin, arrivato in uno scambio con i Thunder, è un giocatore migliore di quanto mostrato a Kentucy, e ha ampi margini di miglioramento, mentre Alex Oriakhi può essere il Festus Ezeli del 2013.

MEMPHIS GRIZZLIES: 7
Jamaal Franklin
(41), Janis Timma (60)
Jamaal Franklin alla 41 si candida come principale candidato ad essere un furto. I Grizzlies si aggiudicano a gratis un giocatore simile a Tony Allen, con un tiro da 3 molto migliore e una capacità di andare a rimbalzo pari a quella di un lungo nonostante sia una guardia, insomma l’ennesimo prodotto da San Diego State che sa fare molte cose su un campo da basket, e che in una squadra come i Grizzlies farà un figurone. La scelta numero 60, Janis Timma invece, è un giocatore lettone che Memphis terrà a maturare in Europa ancora per qualche anno poiché non è per niente pronto alla competizione NBA.

CHARLOTTE BOBCATS: 6/7
Cody Zeller
(4)
Molti criticano i Bobcats per non aver scelto McLemore ma non scherziamo, serviva un lungo e Zeller è uno dei migliori del Draft. L’ex Indiana è un’atleta disumano tanto che ha riscritto i record del combine, è completo in attacco e solido a rimbalzo anche se spesso non eccelle per personalità, quest’anno infatti lo ha dimostrato sbagliando alcune partite importanti ma in una squadra con Kemba Walker e Kidd-Gilchrist sono certo che possa fare bene, molto bene.

SACRAMENTO KINGS: 67
Ben McLemore
(7), Ray McCallum (37)
La scelta di McLemore ha un senso soltanto se si intende realmente puntare su di lui, liberandosi con tutta probabilità di Tyreke Evans. Il ragazzo ha sicuramente talento, è forse il miglior tiratore puro del lotto 2013, sa segnare in diversi modi e può vivere una stagione alla Bradley Beal, tuttavia non mi convince pienamente e difficilmente sarà il salvatore della patria in casa californiana. Ray McCallum preso al secondo giro può invece rivelarsi un ottimo giocatore da affiancare ad Isaiah Thomas, ma mi chiedo se con l’abbondanza di guardie a roster i Kings avessero realmente bisogno di aggiungerne un’altra.

DALLAS MAVERICKS: 6/7
Shane Larkin
(18), Ricky Ledo (43)
Shane Larkin alla numero 18 può risultare una sorta di steal of the draft. Inizierà come riserva, ma penso potrà avere già da subito minuti rilevanti e mostrarsi come il buon giocatore con doti di leadership quale è. Ricky Ledo da Providence è una scommessa totale, ma alla 43 è giusto rischiare.

ORLANDO MAGIC: 6/7
Victor Oladipo
(2), Romero Osby (51)
Oladipo fino a pochi mesi fa era considerato una scelta da seconda metà del primo giro mentre la notte del Draft erano tutti concordi nel sceglierlo con la numero 2, specialmente Orlando che è talmente certa dei miglioramenti e delle doti dell’ex Indiana da mettere sul mercato Afflalo. Ovviamente Orlando continua a essere una squadra molto modesta e Oladipo non la cambierà completamente ma è comunque un buon punto di partenza. Osby invece non è niente di che ma il suo grande atletismo e la sua etica del lavoro potrà far bene a Orlando.

BROOKLYN NETS: 6 ½
Mason Plumlee
(22)
I Nets avevano una sola chiamata e sapevano di dover scegliere bene, d’altronde con l’arrivo di Garnett e Pierce hanno rinunciato a parecchie scelte future, ecco perché l’arrivo dell’ex Duke è qualcosa di cui un tifoso di Brooklyn dovrebbe essere contento. Plumlee ha fisico, agonismo, esperienza e carattere, sono certo infatti che darà il 200% in ogni partita rivelandosi decisivo facendo piccole cose, il cosiddetto gioco sporco. Ottima scelta per essere la 22, purtroppo però, essendo l’unica chiamata, non può garantire ai Nets più di un 6 ½.

PORTLAND TRAIL BLAZERS: 6 ½
C.J. McCollum
(10), Allen Crabbe (31), Jeff Withey (39), Marko Todorovic (45)
In molti potranno discutere la scelta di CJ McCollum alla numero 10 vista la presenza di Lillard, ma personalmente penso che il prodotto di Lehigh possa fungere da sesto uomo che cambia le partite molto meglio di Eric Maynor, se migliorerà nella difesa senza palla. Allen Crabbe è un giocatore polifunzionale e spendibile in diversi tipi di quintetti, Jeff Withey è un grande intimidatore ed eccelso atleta che può avere un futuro come giocatore di ruolo, mentre Marko Todorovic ha mostrato cose interessanti al Barcellona e probabilmente rimarrà ancora in Europa per qualche anno.

OKLAHOMA CITY THUNDER: 6 ½
Steven Adams
(12), Andre Roberson (26), Alex Abrines (32), Grant Jerrett (40)
Rarissimo caso in cui le seconde scelte potrebbero essere migliori della prima. Steven Adams è infatti tutt’altro che pronto per scendere in campo in NBA, deve migliorare in molti settori del gioco e per ora è poco più di un corpo con grande atletismo. Più che discrete invece le scelte di Alex Abrines, tiratore e tuttofare del Barcellona, Andre Roberson, grande rimbalzista e giocatore d’energia, e Grant Jerrett, altro ragazzo molto giovane con un tiro da 3 interessante e margini di miglioramento quasi infiniti.

MILWAUKEE BUCKS: 6 ½
Giannis Adetokunbo
(15), Nate Wolters (38)
Non posso dare più di 6 ½ non perché i Bucks abbiano scelto male ma perché il giovane greco di origini nigeriane è un vero e proprio enigma, d’altronde ha giocato solo un anno nella seconda divisione greca quindi è impossibile dargli un giudizio. Credo nel potenziale di Giannis (sì, non ripeto il cognome per ovvi motivi di difficoltà) e la scelta al secondo giro di uno dei migliori playmaker del Draft come Wolters è la ciliegina sulla torta.

SAN ANTONIO SPURS: 6+
Livio Jean-Charles
(28), DeShaun Thomas (58)
Nessuno come Gregg Popovich sa valorizzare giocatori apparentemente enigmatici e trarre vantaggio dagli specialisti di una cosa sola sul campo da gioco. Livio Jean-Charles rimarrà in Francia a crescere, ma è un prospetto interessante che può giocare due ruoli come minimo, mentre Deshaun Thomas è un’ala che sa segnare in diversi modi (soprattutto uscendo dai blocchi) e difendere. Niente di meglio per i recenti finalisti e per il loro coach.

DENVER NUGGETS: 6+
Erick Green
(46), Joffrey Lauvergne (55)
Entrambe le scelte arrivano da trade (con Utah e Memphis). Erick Green può rivelarsi un solido realizzatore che porti punti veloci dalla panchina già da subito, mentre l’ala grande francese Joffrey Lauvergne rimarrà presumibilmente ancora in Europa, dove non ha mostrato molto più di un grande atletismo, ma ha discreti margini di miglioramento e potrà tornare utile in futuro.

BOSTON CELTICS: 6
Kelly Olynyk
(13), Colton Iverson (53)
Per ricostruire una squadra come i Celtics ci vuole parecchio tempo e probabilmente questo non è il Draft più adatto considerando il livello piuttosto modesto. Boston, senza Pierce e Garnett, aveva bisogno di giocatori in ogni ruolo che non fosse la point guard dunque è giusto prendere un lungo anche se la scelta di Olynyk può essere discutibile, il canadese infatti è un giocatore solido ma non sembra molto futuribile e sarebbe stato più adatto come giocatore di complemento in un sistema già rodato e funzionante. Probabilmente la scelta di un giocatore con più potenziale alla Nogueira sarebbe stata più adatta. Iverson alla 53 invece è una buona chiamata, un giocatore con fisico e ottime qualità a rimbalzo fa sempre bene.

GOLDEN STATE WARRIORS: 6
Nemanja Nedovic
(30)
Da Phoenix è arrivato Nemanja Nedovic con la scelta numero 30, ma il giocatore del Lietuvos Rytas rimarrà in Europa per sviluppare le già buone doti di guardia dal grande atletismo e dal tiro in crescita. Non è chiaro se sia un playmaker o una scoring guard, ma se mette a posto un paio di cose avrà la possibilità di dire la sua anche dall’altra parte dell’Oceano.

LOS ANGELES CLIPPERS: 6-
Reggie Bullock
(25)
Con la scelta di Reggie Bullock i Clippers sanno quello che troveranno, ovvero un tiratore di buon livello con limitati margini di miglioramento. In squadra c’è già Willie Green, e forse con la scelta numero 25 si poteva azzardare un po’ di più con giocatori dal maggior potenziale e dalla minor affidabilità (Ricky Ledo? Tony Mitchell?).

HOUSTON ROCKETS: 5/6
Isaiah Canaan
(34)
Intendiamoci: Isaiah Canaan è un buon giocatore, e sono convinto che nonostante la scarsa altezza potrà dimostrare di valere anche in NBA, ma con Jeremy Lin come titolare e Patrick Beverley che sta emergendo come sostituto mi chiedo a che cosa possa servire il playmaker da Murray State e se non fosse meglio assicurarsi un sostituto di James Harden o puntare su altri ruoli.

MIAMI HEAT: 5 ½
James Ennis (50)
Con una scelta di tardo secondo giro non si può ambire a molto di più di un 5 ½, Ennis infatti non si vedrà praticamente mai in campo ma potrebbe rivelarsi una chiamata interessante. E’ un numero 3 con grande fisico, atletismo superiore e un buon potenziale, non sarà mai un fenomeno ma per essere chiamato con la 50 è un bel colpo.

CHICAGO BULLS: 5
Tony Snell
(20), Erik Murphy (49)
Alla 20 si poteva ambire a qualcosa di più, non tanto perché Snell non sia un buon giocatore ma perché parliamo di un’ala piccolo/guardia, un ruolo in cui Deng e Butler gli impediranno di vedere il campo. Snell potrebbe vedere qualche minuto in più come guardia ma le sue caratteristiche lo porteranno a pestarsi i piedi con i giocatori già citati. Murphy invece è un giocatore con poco fisico e dalle caratteristiche molto europee e difficilmente potrà avere impatto in NBA.

LOS ANGELES LAKERS: 5
Ryan Kelly
(48)
Più o meno il discorso è simile a quello dei cugini. I Lakers si aggiudicano un tiratore d’elite come Ryan Kelly, ma dall’ex Blue Devil si possono aspettare poco altro: non è infatti un grande difensore, nonostante il fisico, non eccelle in atletismo e i margini di miglioramento sono ancor minori rispetto a Bullock. Si poteva decisamente pescare di meglio, anche al secondo giro.

PHILADELPHIA 76ERS: 5
Nerlens Noel
(6), Michael Carter-Williams (11), Arsalan Kazemi (54)
In America celebrano il fantastico Draft dei 76ers, ma siamo sicuro? Senza dubbio un giocatore solido come Kazemi alla 54, specie dopo l’ultima straordinaria stagione a Oregon, è un colpaccio ma l’arrivo di Noel e MCW rischiano di essere arrivati a un prezzo troppo alto. In un colpo solo, con l’arrivo di Noel, Philadelphia ha rinunciato a Bynum (difficile a questo punto il rinnovo) effettivamente in cambio di nulla dopo averlo pagato cifre astronomiche senza mai vederlo giocare, allo stesso tempo i 76ers hanno ceduto un All-Star classe ‘90 come Holiday, uno dei point man più ricercati della NBA che è stato sostituito con Carter-Williams, giocatore interessantissimo e con un potenziale enorme ma totalmente da inventare e da formare a livello di NBA, per non parlare del fatto che è nato nel 1991, un solo anno dopo rispetto al già fenomenale Jrue Holiday. La potenzialità per fare bene c’è ma a che prezzo?

INDIANA PACERS: 3
Solomon Hill (23)

Si potrebbe dare anche un 2 o un 1 ma lasciamo, d’altronde cosa si può dire della scelta dei Pacers? Hill è un’ala grande/ala piccola che raggiunge appena i 2 metri e con un margine di crescita praticamente nullo, è un giocatore fatto e finito, ma soprattutto era considerato una possibile scelta da tardo secondo giro (dopo la 40) o addirittura undrafted. Perché quindi sceglierlo alla 23? Senza motivo. Dopo Miles Plumlee nel 2012 ecco a voi un’altra scelta da buttare.

 

di Claudio Pavesi e Luca Ngoi

Photo: I prospetti del primo round posano con David Stern // ballislife.com