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Le stelle NBA che hanno chiuso la loro carriera troppo presto

yao ming

Alcune volte ci sono delle stelle NBA che sono costrette a concludere la propria carriera prima del tempo. Gli infortuni nella maggior parte dei casi sono la motivazione che porta al ritiro prematuro, ma non mancano i giocatori che hanno preso delle decisioni sbagliate, rimanendo tagliati fuori dalla NBA senza volerlo veramente. Di quest’ultima categoria i massimi rappresentanti sono Latrell Sprewell e Allen Iverson, quindi iniziamo proprio da loro.

LATRELL SPREWELL
Anni da pro: 13
Statistiche carriera: 18.3 punti, 4.1 rimbalzi, 4.0 assist, 1.4 rubate, 42.5% dal campo
13 anni di carriera non sono certamente pochi, ma ne sarebbero potuti essere sicuramente di più, se Sprewell non fosse stato il peggior nemico di se stesso. Come giocatore non si discute, ma solo un folle ed un arrogante come lui poteva rifiutare un triennale da 21 milioni di dollari offertogli dai Timberwolves, adducendo come scusa il fatto che avesse una famiglia da mantenere, come se Minnesota gli volesse dare due spicci e qualche nocciolina come stipendio. Quel rifiuto è stata la fine della sua carriera, dato che ha aspettato invano il contratto che voleva per un’intera stagione: un vero peccato, visto che sarebbe potuto ancora essere un elemento importante per una contender.

ALLEN IVERSON
Anni da pro: 14
Statistiche carriera: 26.7 punti, 3.7 rimbalzi, 6.2 assist, 2.2 recuperi, 42.5% dal campo
Anche in questo caso gli anni di carriera non sono pochi, ma si può dire tranquillamente che se non fosse stato per il suo ego smisurato avrebbe potuto giocare ancora per diversi anni in NBA. Finché ha avuto l’età ed il fisico per essere assoluto protagonista, ha emozionato milioni di spettatori con le sue giocate e, pur non essendo riuscito a conquistare il titolo, si è tolto anche diverse soddisfazioni, come quella di aver vinto il premio di MVP stagionale e di essere stato selezionato nell’All-Star Team per ben 11 volte. Se a 34 anni avesse accettato un ruolo minore, magari quello da sesto uomo, avrebbe potuto tranquillamente continuare a giocare per diversi anni, ed invece si è praticamente ritirato nel 2010.

BRANDON ROY
Anni da pro: 6
Statistiche carriera: 18.8 punti, 4.3 rimbalzi, 4.7 assist, 1.0 recuperi, 45.9% dal campo
Un problema cronico alle ginocchia lo ha costretto a ritirasi dopo sole 5 stagioni: nonostante un tentativo di rientro poco fortunato l’anno scorso con i Timberwolves, il suo smisurato talento si è dovuto arrendere dinanzi alla fragilità degli arti. Nei suoi anni con i Blazers si era affermato come uno dei maggiori talenti degli ultimi 10 anni, in particolare per le sue eccelse abilità offensive, che lo avevano reso uno degli attaccanti più forti e temibili della NBA. Senza tutti quei problemi alle ginocchia, sarebbe potuto diventare tranquillamente una delle stelle più luminose della lega americana.

DRAZEN PETROVIC
Anni da pro: 4
Statistiche carriera: 15.4 punti, 2.3 rimbalzi, 2.4 assist, 0.9 recuperi, 50.6% dal campo
Dopo aver dominato in lungo e in largo in Europa, tra lo scetticismo generale Petrovic era riuscito a ritagliarsi uno spazio importante anche in NBA. Non sarà stata quella che si considera una vera e propria stella oltreoceano, ma il suo essere protagonista ha un significato ben più importante: si può dire tranquillamente che Petrovic ha aperto la strada allo sbarco in NBA dei giocatori europei, allora ritenuti non all’altezza di competere nella massima lega americana. In particolare nei due anni con i Nets era riuscito ad accendere i riflettori su di sé, viaggiando ad oltre 20 punti di media e scaldando i cuori dei tifosi del New Jersey. Se non fosse stato per quel maledetto incidente stradale, probabilmente sarebbe riuscito a guadagnarsi l’etichetta di stella anche nella NBA.

MAURICE STOKES
Anni da pro: 3
Statistiche carriera: 16.4 punti, 17.3 rimbalzi, 5.3 assist, 35.1% dal campo
Stokes è uno dei giocatori più forti che si siano visti negli anni ’50, e probabilmente uno dei più sconosciuti. In tutte e tre le sue prime stagioni si è meritato la chiamata per l’All-Star Game, nonostante le sue percentuali dal campo non fossero granché: era particolarmente apprezzato per essere un’ala grande insolitamente veloce per la sua stazza, era una vera e propria macchina da rimbalzi e non disdegnava neanche gli assist. La sua carriera, però, si è interrotta brutalmente nel 1958: in una partita contro i Lakers, ha sbattuto violentemente la testa sul parquet, ma dopo un primo momento di mancamento, si è ripreso ed è tornato a giocare. Pochi giorni dopo, però, si è ritrovato paralizzato ed è stato costretto a chiudere la sua carriera prima che potesse davvero iniziare.

MAGIC JOHNSON
Anni da pro: 13
Statistiche carriera: 19.5 punti, 11.2 assist, 7.2 rimbalzi, 1.9 recuperi, 52.0% dal campo
Magic è stato senza dubbio uno dei più grandi ad aver mai calcato un campo da basket: nel corso della sua carriera è stato selezionato 12 volte per l’All-Star team, ha vinto 5 titoli, 3 MVP stagionali e altrettanti delle Finals. Dopo 12 stagioni, però, la sua carriera è stata frenata a 32 anni dalla positività all’HIV, che gli ha consentito poi di giocare solo altre 32 partite nel 1995-96. Ovviamente con l’età che avanzava Magic sarebbe sicuramente calato, ma sono tanti gli interrogativi degli appassionati che rimarranno senza risposta: se avesse continuato a giocare, avrebbe potuto vincere almeno un altro titolo con i Lakers? Sarebbe potuto diventare ancora più grande di quello che già è stato?

ANFERNEE “PENNY” HARDAWAY
Anni da pro: 14
Statistiche carriera: 15.2 punti, 4.5 rimbalzi, 5.0 assist, 1.6 recuperi, 45.8% dal campo
I 14 anni di longevità non ingannino, perché gli infortuni al ginocchio lo hanno perseguitato a partire dal 1997, consentendogli di giocare almeno 75 partite solo in due delle ultime dieci stagioni della sua carriera. A causa dei continui interventi chirurgici, Hardaway è passato dall’essere quattro volte All-Star ed un giocatore potenzialmente ai livelli dei più grandi ad una riserva poco affidabile per via dei problemi fisici.

YAO MING
Anni da pro: 8
Statistiche carriera: 19.0 punti, 9.2 rimbalzi, 1.2 assist, 1.9 stoppate, 52.4% dal campo
Nelle sue prime tre stagioni non ha mai giocato meno di 80 partite, affermandosi fin da subito come una presenza dominante sotto i tabelloni, anche per via della sua stazza fuori dal comune. Poi però sono arrivati i continui infortuni, che hanno costretto Yao a trascorrere le seguenti 5 stagioni più in infermeria che in campo: fatta eccezione per il 2008-09, in cui ha disputato 77 incontri, non è riuscito a contribuire alla causa dei Rockets per più di 57 partite a stagione. Quando era sano, era in grado di giocarsela anche con i migliori, come testimoniato dai 22 punti ad allacciata di scarpe messi a referto tra il 2005 ed il 2008. Dopo aver saltato l’intera stagione 2009-10 ed essere apparso in soli 5 match in quella seguente, Yao ha deciso di ritirarsi nel 2011.