Le tre serie a gara 7 e quel 3 maggio che passerà alla storia della NBA

Che cos’hanno in comune le serie tra Thunder-Grizzlies, Clippers-Warriors e Pacers-Hawks? Semplicissimo, sono tutte sul 3-3 e verranno decise in gara 7, ovvero nella partita da “win or go home” che tanto esalta giocatori ed appassionati. Come sottolineato dall’account di ESPN su Twitter, sabato 3 maggio sarà la prima volta nella storia della NBA che tre gare 7 verranno giocate nello stesso giorno. Logica vorrebbe che le squadre tra le mura amiche abbiano i favori del pronostico in virtù del fattore campo a favore, ma in queste tre serie finora sono arrivate complessivamente ben 9 vittorie esterne. Se i playoffs 2014 ci hanno insegnato qualcosa in queste prime settimane, è che il risultato non è mai scontato (gli Heat sono l’eccezione che confermano la regola in questo primo round, ndr). 

I Clippers avranno bisogno innanzitutto di una prova da All-Star da parte di Blake Griffin, se vogliono portare a casa la terza serie negli ultimi tre decenni: il lungo di LA in gara 6 ha faticato molto contro la difesa dei Warriors, che pure ad un certo punto si è ritrovata non solo senza Bogut ma anche senza O’Neal, chiudendo con 17 punti ed un pessimo 8/24 dal campo. Naturalmente i Clippers avranno bisogno anche di una prestazione importante del loro leader tecnico ed emotivo: Chris Paul non sta giocando al 100% a causa di un problema fisico, ma comunque stringerà i denti e proverà a condurre i suoi al prossimo turno. 

Nel frattempo i Thunder sperano di poter contare ancora una volta sul vero Kevin Durant. Dopo aver faticato come non mai nei primi cinque giochi della serie, con Tony Allen che gli si è appiccicato ai calzoni e non lo ha mai mollato, in gara 6 l’MVP stagionale è tornato a brillare: ha subito trovato il ritmo giusto, infilando 14 punti nel primo quarto, ed ha poi chiuso con 36 punti, 10 rimbalzi e 14/15 dalla lunetta, dopo aver sbagliato qualche libero di troppo nelle precedenti sfide. Probabilmente Memphis per non lasciare nulla al caso proverà ad inserire subito Allen in marcatura su KD, per impedirgli di accendersi troppo presto. Questa potrebbe essere la partita in cui Scott Brooks si giocherà il posto, attenzione ai Grizzlies che non hanno nulla da perdere rispetto ai Thunder.

Pur essendo riusciti a chiudere ad allungare la serie a gara 7, i Pacers ancora non sono riusciti a trovare il bando della matassa contro gli Hawks. I quali stanno giocando una pallacanestro solida e mettendo in grave crisi il sistema di Indiana con il loro gioco perimetrale: il puntare continuamente su 5 giocatori che possono segnare da oltre l’arco ha totalmente annullato Roy Hibbert, che solo un anno fa di questi tempi stava dominando in lungo ed in largo i playoffs dell’Est. Invece adesso è reduce da due partite consecutive con 0 punti segnati e coach Vogel sta provando altre soluzioni per sopravvivere al gioco degli Hawks. 

Come spesso accade quando si verificano delle gare da “win or go home”, quello che è successo in precedenza nella serie conta relativamente. Ad esempio, una notte al tiro stellare da parte di un giocatore può fare la differenza. OKC proverà a mettere Durant nelle condizioni di giocare al meglio delle sue possibilità, Golden State conta tantissimo su Steph Curry e Klay Thompson, due che tendono a fare discretamente canestro quando conta. La serie tra Indiana e Atlanta, invece, fa un po’ storia a sé. Questo perché il linguaggio del corpo parla chiaro: quando i Pacers hanno vinto gara 6, sono apparsi sollevati per non essere usciti. Insomma, non si vede nei loro occhi la convinzione e la spavalderia necessaria per poter giocarsi un titolo. Gli Hawks, invece, ci credono eccome all’upset, giocano senza pressione e l’impressione è che basterà loro mandare a bersaglio le triple aperte che si costruiscono per qualificarsi alle semifinali. 

Insomma, sabato sera non prendete impegni di alcun tipo: c’è lo spettacolo dei playoffs NBA che richiede tutta la vostra attenzione.