L’incredibile discesa di Hedo Turkoglu: dopo le Finals 2010 un tunnel senza fine

Nel 2009 sembrava destinato a essere ufficialmente una stella. La strada, per lui, era spianata al successo, con squadre molto interessate alle sue prestazioni, in netta ascesa. Invece, nel giro di quattro anni ha cambiato tre team ed è diventato un signor nessuno. Che cosa è successo a Hedo Turkoglu?

COME E’ CRESCIUTO – Hidayet Turkoglu sembrava destinato a essere una delle prime stelle internazionali della NBA d’inizio anni 2000. Scelto al primo Draft del nuovo millennio dai Kings con la 16ma assoluta, è il primo giocatore turco nella storia della Lega, dopo aver convinto gli scout con le sue prestazioni all’Efes Pilsen. Compagno di squadra di altri europei, come Divac e Stojakovic, Hedo fu candidato nel 2001 anche al 6th Man of The Year (quell’anno fu inserito nell’All-Rookie Second Team), poi nel 2003 fu ceduto agli Spurs, dove trascorse una stagione arrivando fino alla Finale di Conference (San Antonio fu poi battuta dai Lakers). Dal 2004 la sua nuova casa è Orlando, dove cresce sempre più finché nel 2008 non vince il Most Improved Player. Il turco sta vivendo sotto una buona stella e l’anno dopo è quello della ribalta. I Magic guidati da lui, Rafer Alston e Howard (forse l’impatto del turco è il maggiore) superano il primo turno di playoff, battono i Celtics campioni uscenti in sette gare e i Cavaliers di LeBron, favoriti, in sei. Turkoglu, in tutte queste gare, non è il top scorer (onore diviso tra Howard e Rashard Lewis), ma dà il suo soprattutto come rimbalzi e assist, mostrandosi forse la maggiore ala – play del campionato. In Finale, complice anche la sua comunicazione di uscire dal contratto con i Magic, le sue prestazioni calano, i Lakers battono Orlando per la prima, e il Turko per la seconda volta.

PARABOLA DISCENDENTE – Nel luglio 2009, Turkoglu finisce a Toronto in un sign and trade con Memphis, Houston, Orlando e Dallas, che porta soprattutto all’arrivo di Shawn Marion ai Mavericks. I Raptors sono, con il suo arrivo, una delle squadre più europee dell’intero campionato: contano sul nuovo arrivato, Bargnani, Nesterovic e Belinelli per riportare Chris Bosh ai playoff e convincerlo a rinnovare il contratto con i canadesi. Ma le cose non vanno bene: Hidayet non si adegua mai al sistema di gioco di coach Triano, appare un giocatore stanco e demotivato, le sue medie calano e i Raptors non vanno all’offseason. Con la scelta di Bosh di firmare per Miami, appare evidente una ricostruzione: Belinelli va agli Hornets e Turkoglu (che dichiara pubblicamente di non trovarsi bene in Canada) ai Suns, in cambio sostanzialmente di Barbosa (Dwyane Jones viene tagliato subito dopo). Neanche l’Arizona è soddisfatta del rendimento dell’ex Magic, che a Dicembre torna alla corte di Dwight Howard in cambio di Vince Carter; a Orlando gioca tuttora, ma è ormai chiaro che il fenomeno che faceva vincere l’Amway Center dal 2007 al 2009 è, ormai, solo un lontano ricordo.

DAL 2013 IN POI – La stagione appena passata è la peggiore della carriera del nostro: 2.9 punti a partita, 2.1 assist (contro i 5.7 del 2008), 26% al tiro, 4% da tre punti (il 10% della percentuale media in carriera), 50% ai liberi, 11 partite giocate a 17 minuti di media e una grave squalifica, che forse nessuno si aspettava da lui. Il 13 febbraio il giocatore viene espulso per venti partite, causa uso di metenolone, steroide che aumenta le prestazioni atletiche, e durante questa sospensione non riceve neanche una lira del suo ricco stipendio, che ammonta quest’anno a circa 11 milioni e mezzo di dollari. Abbastanza mediocre la sua giustificazione, dicendo che non sapeva fosse sostanza dopante. Brooklyn era stata attratta da lui ma, ovviamente, dopo la squalifica l’interesse verso il numero 15 è calato drasticamente. Quest’anno è presente una clausola da 12 milioni sul contratto che, molto probabilmente, Turkoglu eserciterà. Lui vorrebbe restare, ma Orlando in ogni caso non vuole avere ancora questa stella caduta ad appesantire la squadra e il cap, quindi penserà a una trade oppure a un accordo per il buyout. Nel caso in cui avvenisse la seconda possibilità, la Turchia è pronta a riaccoglierlo, con il Fenerbache che ha già pensato a chiamarlo, oppure potrebbe andare all’Efes, dove la sua carriera è cominciata. Comunque vada, Hedo Turkoglu lascerà dei ricordi sulla sua esperienza NBA, piena di se e di ma nell’ultima parte. Una carriera destinata a renderlo uno dei maggiori giocatori stranieri dell’intera NBA, che lui ha rovinato con le proprie mani.