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L’occhio vuole la sua parte: le 10 meccaniche di tiro più belle della NBA attuale

Tutti noi, se ci trovassimo di fronte ad un canestro con in mano un pallone, qualsiasi esso sia, avremmo l’istinto di gettare quel pallone dentro il canestro, o almeno di provarci. Il fondamentale del tiro, come ce lo insegnano fin da piccoli, non è altro che l’insieme di movimenti “meccanici” più efficiente possibile per arrivare a quello che è anche lo scopo del gioco, ovvero, come si dice dalle mie parti, “far cèst”, fare canestro. Tuttavia parlare in questi termini del tiro sarebbe un po’ riduttivo. Oggi infatti ci occupiamo del tiro in tutti quelli che sono i suoi aspetti tecnici ed estetici. Sì, avete letto giusto, estetici, perché è vero che quel che conta è fare canestro, ma se il canestro è pure “ben fatto”, non è meglio?

Schermata 09-2456926 alle 15.42.441. Stephen Curry
In questi ultimi anni ha cominciato un vero e proprio bombardamento da oltre l’arco. La spiegazione è una ed è anche molto semplice: la meccanica di tiro. A voler essere pignoli, i movimenti di Curry non sono esattamente quelli “canonici”, ma sono proprio queste particolarità che rendono il suo tiro elegante ed unico (oltre che estremamente efficace).
Non essendo un giocatore atletico, la meccanica ha come punti di forza la compattezza e la rapidità di esecuzione, caratteristiche che gli permettono di avere un raggio di tiro pressoché illimitato e di essere quasi indifendibile. La “formula” è semplice: ginocchia piegate già alla ricezione, gomito dentro (e non sporgente alla Tayshaun Prince) e quasi a 90°, rilascio in fase ascendente del salto, braccio completamente steso e polso spezzato, angolo di rilascio di circa 50° gradi per dare al pallone la parabola migliore possibile. Se si esegue tutto in pochi decimi di secondo diventa tutto ancora più semplice.
Difetti? Piedi non perpendicolari al canestro, palla che si abbassa leggermente dopo la ricezione (gli inglesi lo chiamano “dip”) e rilascio a quattro dita non esattamente “canonico”, ma visto il risultato finale si può anche chiudere un occhio, no?

Schermata 09-2456926 alle 15.43.012. Klay Thompson
Insieme a Stephen Curry forma la coppia degli “Splash Brothers” e se dall’altra parte dell’oceano li chiamano così devono avere degli ottimi motivi.
Meccanica abbastanza “canonica” quella del giovane Thompson, ma che comunque si caratterizza per una rapidità di esecuzione fuori dal normale. La cosa che più colpisce nella sua meccanica è la capacità di rimanere dritto con il corpo praticamente in qualsiasi situazione, in modo da compiere sempre lo stesso identico movimento.
Alcuni aspetti lo accomunano al suo compagno Stephen Curry: ginocchia piegate nel momento della ricezione, gomito a 90°, rilascio del pallone a quattro dita in fase ascendente del salto, braccio completamente steso e polso spezzato al termine del movimento. Cosa li distingue particolarmente? Klay è uno dei pochissimi giocatori in tutta la lega a riuscire a non abbassare mai la palla dal momento della ricezione, cosa che gli permette di eseguire un movimento sempre fluido e in equilibrio senza disperdere energie.
Difetti? Se ogni tanto non tirasse tutto quello che gli passa tra le mani…

Schermata 09-2456926 alle 15.43.163. Ryan Anderson
Per non dimenticarci che anche i lunghi sanno tirare e sanno farlo abbastanza bene è giusto parlare della meccanica di uno dei tiratori più affidabili della lega, anche se parecchio sfortunato: Ryan Anderson.
Non è così comune infatti che un lungo abbia abbia una meccanica così compatta e fluida, unita a movimenti lontano dalla palla simili a quelli delle guardie. Il nostro focus rimane comunque quello della meccanica di tiro e Anderson è un ottimo esempio di pulizia tecnica. Come Steph Curry e Klay Thompson, anche Ryan Anderson è uno di quei tiratori che preferisce rilasciare il pallone nella fase ascendente del salto, per il resto la sua è una meccanica abbastanza “canonica”, di cui non c’è molto altro da aggiungere.
Difetti? Quando alza la palla, prima del rilascio, la porta leggermente verso la testa, rendendo meno “economico” il movimento e, dopo il rilascio, finisce col braccio molto alto, oltre i 45°/50° classici.

Schermata 09-2456926 alle 15.43.304. Anthony Morrow
Super specialista del tiro da fuori e ottimo esempio di meccanica di tiro pulita ed efficace. Anthony Morrow è stato anche il primo rookie nella storia della NBA ad avere la miglior percentuale da 3 punti della lega nel 2008-2009.
Il suo tiro è abbastanza essenziale: ginocchia ben piegate, corpo dritto e in equilibrio, gomito dentro, rilascio a 45° con le due dita “canoniche” e polso ben spezzato. Anche lui, come i primi tre, tira nella fase ascendente del salto.
Difetti? La rapidità e il movimento della palla prima del tiro. La sua meccanica è ben più lenta di quella dei primi tre e questo potrebbe essere dovuto proprio dal fatto che nella preparazione al tiro il pallone si muove molto, partendo dal basso e facendolo andare leggermente verso sinistra alla ricerca dell’equilibrio giusto per il tiro. Visti anche i suoi risultati, si può dire che sono decisamente difetti su cui si può chiudere un occhio. (Video con piccolo omaggio a Drazen)

Schermata 09-2456926 alle 15.43.395. Dirk Nowitzki
Dirk non è forse il primo esempio che ci viene in mente quando pensiamo ad un bel tiro, esteticamente parlando, ma se si cerca di analizzare a fondo la sua meccanica di tiro si scoprono tanti dettagli interessanti.
Prima di tutto è necessario parlare di quella che è la preparazione al tiro e soprattutto del lavoro di piedi. Dirk è un maestro nel sistemare i piedi nel miglior modo possibile prima di eseguire un tiro, poiché riesce sempre a fare in modo che il corpo sia completamente girato fronte a canestro. Questo gli permette di prendersi dei tiri in cui teoricamente non dovrebbe avere nessun equilibrio, creando separazione dal difensore e facendo in modo che le spalle, insieme al resto del corpo, siano perfettamente fronte a canestro. Risultato? Tendenzialmente solo rete.
E’ interessante guardare anche il suo rilascio. Palla in alto (anche troppo), braccio che si stende completamente, rilascio della palla con le “canoniche” due dita e polso spezzato perfettamente.
Difetti? L’angolo di rilascio intorno ai 55°/60°, la palla tenuta molto in alto, quasi sopra la testa, che rendono il tiro più dispendioso in termini di energie, e la lentezza del movimento che lo rende quasi “antiestetico”. Non dobbiamo però dimenticarci che Dirk è alto 213 cm e che quanto abbiamo appena detto è in parte dovuto alla sua altezza, in parte sono stratagemmi (rilascio alto e molto angolato) per rendere indifendibile il suo tiro.
Ah, voci di corridoio dicono che quest’estate si sia allenato per avere un rilascio molto più rapido, vedremo come proverà a stupirci.

Schermata 09-2456926 alle 15.43.486. Ray Allen
Probabilmente il miglior tiratore nella storia della NBA ed attualmente primo in assoluto nella lega per canestri da 3 punti segnati in carriera. Ray Allen è l’esempio vivente di quale sia la meccanica di tiro ideale.
Il punto di forza della sua meccanica di tiro è quello che sta alla base di tutto: l’equilibrio. Ray Allen è un assoluto fenomeno nel riuscire a mettersi in equilibrio in qualsiasi situazione, anche quando sembrerebbe impossibile riuscirci. Come abbiamo detto anche per Dirk, anche il lavoro di piedi è una componente fondamentale per riuscire a preparare un buon tiro e per trovare l’equilibrio corretto. Ray Allen è molto bravo a fare dei passi molto brevi prima di arrestarsi, in modo da essere nella posizione migliore per tirare. Altro punto di forza: il rilascio. Idealmente, un buon (e bel) tiro nasce da un rilascio con un angolo tra i 45° e 50°. Ray Allen rilascia il pallone tra i 46° e i 50° e, contrariamente a quasi tutti i giocatori visti in precedenza, rilascia il pallone all’apice del salto. Considerato l’atletismo di cui è dotato, questo gli permette di tirare con la palla praticamente all’altezza del ferro, riducendo di molto la forza da imprimere al pallone.
Difetti? Praticamente nessuno, a parte la posizione “strana” della mano al termine del movimento di tiro, considerando che rilascia il pallone con due dita, come da manuale.
Il risultato finale è un movimento tra i più belli in assoluto. (Video nerd alert)

Schermata 09-2456926 alle 15.43.577. Steve Novak
Quando si parla di tiro, spesso si finisce a parlare di giocatori che sono ai margini delle rotazioni delle squadre NBA e Steve Novak è uno di questi.
Conosciuto come uno dei migliori tiratori di tutta la lega, Novak ha mostrato il meglio del suo gioco (e del suo tiro) ai tempi di New York, dove tutti i palloni che toccava si trasformavano inesorabilmente in canestri da oltre l’arco.
Considerando la sua quasi totale mancanza di atletismo, il segreto della sua permanenza in NBA non può essere che il suo tiro.
Meccanica “canonica” quella di Steve Novak, che fa del “risparmio energetico” il suo punto di forza, eseguendo movimenti essenziali e fluidi. Per avere più raggio di tiro possibile sfrutta il suo rilascio, con angolo di circa 45°, nella fase ascendente del salto e la totale estensione del braccio al termine del movimento.
Difetti? Porta la palla un po’ troppo sopra la testa, perdendo un po’ di quel “risparmio energetico” che rende la sua meccanica di tiro estremamente efficace, visti i mezzi atletici molto scarsi.
Tutto questo, ovviamente, ha come risultato una meccanica di tiro estremamente bella esteticamente, data l’essenzialità e la fluidità di tutti i movimenti.

Schermata 09-2456926 alle 15.44.048. Kyle Korver
Kyle Korver è considerato ormai da molto tempo uno dei migliori tiratori della lega e il suo record NBA di 127 gare con almeno un canestro da 3 punti a bersaglio ne è la prova.
Come abbiamo visto anche in qualche altro caso prima, un buon tiro parte da una buona preparazione, soprattutto nel posizionare i piedi nel migliore dei modi. Korver preferisce tenere entrambi i piedi praticamente “pari” (non mette leggermente più avanti il destro, come si è soliti vedere) e direzionati verso il canestro, in modo da riuscire poi ad avere il corretto equilibrio per poter tirare a canestro.
Un altro aspetto fondamentale del tiro che fino ad ora non abbiamo analizzato, ma in cui Korver è un vero e proprio maestro è la mano che guida il pallone, quella di “supporto” (nel suo caso la mano sinistra). Il tempismo con cui stacca la mano sinistra dal pallone è sempre quello giusto, un attimo prima del rilascio, consentendogli di mantenere stabile il pallone sulla mano del tiro. Se invece tenesse più a lungo la mano guida, rischierebbe di perdere molta della spinta che potrebbe dare al pallone, oltre a condizionarne parecchio la direzione.
Negli altri aspetti del tiro, la meccanica di Kyle Korver è molto ordinata e pulita: gomito a 90°, rilascio del pallone a 45°-50° nella fase ascendente del salto, rilascio a due dita con il polso spezzato.
Difetti? Spesso in uscita dai blocchi non riesce a controllare l’inerzia del corpo e finisce per tirare fuori equilibrio o con il piede sinistro avanti e non con i piedi “pari”, anche se questi aspetti vengono tutti corretti dal movimento del polso al momento di rilascio del pallone.
Se in 11 anni di carriera NBA continua ad essere uno dei tiratori più belli da vedere (e non stiamo parlando del ciuffo alla Justin Bieber), oltre ad essere affidabile, una spiegazione c’è ed è sotto gli occhi di tutti.

Schermata 09-2456926 alle 15.44.129. Kyrie Irving
Le prime cose che ci vengono in mente quando pensiamo a Kyrie Irving sono probabilmente la pubblicità che lo ha reso famoso sotto il nome di “Uncle Drew” e i suoi fantastici crossover con cui mette a sedere spesso e volentieri i suoi avversari. Tuttavia ci si dimentica che Kyrie Irving è anche un gran tiratore, dal punto di vista estetico e tecnico, nonostante le sue percentuali non siano eccellenti a causa delle scelte spesso discutibili.
La bellezza della sua meccanica di tiro è evidente soprattutto nella parte finale del movimento: gomito a 90°, palla alta davanti e non troppo sopra la testa, rilascio con un angolo di circa 50° quasi all’apice del salto, braccio completamente steso e polso spezzato.
Tuttavia alcuni aspetti molto interessanti da analizzare della sua meccanica si sviluppano nella fase preparatoria e immediatamente precedente al rilascio. Prima di tutto è importante sottolineare la sua capacità di localizzare il canestro ed alzare lo sguardo verso l’alto, dettagli che gli permettono di “prendere bene la mira” e aumentare la precisione del tiro al momento del rilascio.
Poi è importante notare come Kyrie Irving blocchi il polso nella posizione di tiro già nel momento in cui raccoglie il pallone dal palleggio o in cui riceve il pallone. Questo aspetto gli permette di evitare quel movimento “a catapulta” che spesso si vede in molti casi nel rilascio del pallone che, oltre ad essere brutto da vedere, spesso aumenta la probabilità di mancare il bersaglio.
Difetti? Kyrie tende a portare il pallone leggermente a sinistra mentre lo solleva per tirare, costringendolo a leggere correzioni nell’equilibrio del corpo al momento del salto. Difetto decisamente trascurabile, visto l’insieme dei movimenti ed il suo risultato finale.

Schermata 09-2456926 alle 15.44.1810. Carmelo Anthony
Carmelo non è solo uno dei migliori realizzatori della NBA, ma è anche uno dei giocatori con la meccanica di tiro più bella della lega. Ad essere onesti, l’eleganza e la precisione del suo movimento di tiro non balzano immediatamente all’occhio, data l’incredibile velocità con cui lo esegue (circa 0.7 secondi), ma è necessaria un’analisi più accurata per accorgersene.
Come abbiamo appena detto, il primo punto di forza della meccanica di Carmelo è sicuramente la rapidità di esecuzione. Un tiro che parte da quell’altezza (Anthony è 203 cm) con quella velocità è virtualmente imprendibile e se ci si aggiunge anche un movimento impeccabile della parte alta del corpo, si ottiene un mix di eleganza e efficienza perfetto. Corpo dritto, verticale, braccia alte, gomito a 90°, mano guida che si stacca al momento giusto, rilascio all’apice del salto con angolo di circa 45°/50°, braccio completamente steso e polso spezzato al termine del rilascio.
Difetti? Corpo che forma un angolo di circa 10° rispetto al canestro, mentre le spalle sono perfettamente allineate ad esso. Questo sembra comunque non danneggiare in nessun modo il suo movimento, anzi, sembra che sia un meccanismo di “protezione” dagli eventuali contatti.
Il complesso della meccanica di Carmelo Anthony spiega decisamente il perché sia uno dei giocatori più belli da veder tirare.

Scegliere 10 giocatori all’interno dell’enorme gamma di grandissimi tiratori di cui l’NBA dispone è stata un’impresa titanica, per cui è necessario citare anche chi, per un motivo o per l’altro, non è stato inserito nei 10, ma merita comunque di essere menzionato. Primo tra tutti Kevin Durant, grandissimo tiratore ed MVP della passata stagione, a seguire giocatori del calibro di Steve Nash, JJ Redick e Goran Dragic che mettono in mostra alcune tra le meccaniche di tiro più belle di tutta la lega. Citiamo anche due rookie che ancora non hanno calcato un parquet NBA, avranno sicuramente l’occasione per dimostrare le loro doti tecniche e la loro eleganza nel fondamentale del tiro: Nik Stauskas e Doug McDermott.

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