McDermott merita il quintetto? Dougie può dare inizio ad una rivoluzione in casa Bulls

Generalmente i rookie non trovano grande spazio nelle rotazioni di Tom Thibodeau. Jimmy Butler non è riuscito ad andare oltre i 10 minuti di media nel corso della sua prima stagione NBA, Tony Snell ha toccato i 16’, che sono già tanti in una pallacanestro come quella a stelle e strisce, in cui bisogna essere dei fenomeni per avere subito molti minuti. Anche in assenza di Derrick Rose, i Bulls hanno inseguito i playoffs puntando soprattutto sull’esperienza, ma qualcosa quest’anno potrebbe cambiare. Con Nikola Mirotic e Doug McDermott nella Windy City, Thibodeau potrebbe utilizzare più del solito i suoi rookie, in particolare il prodotto di Creighton, che magari non sarà mai un fenomeno nella NBA, ma in questo momento è proprio il tipo di giocatore di cui Chicago ha bisogno. 

COSA DOUG PUÒ DARE IN ATTACCO – Presupponendo che il roster rimarrà intatto fino all’inizio della stagione, al momento in quattro sono sicuri di far parte del quintetto dei Bulls: Rose, Butler, Gasol e Noah. L’ala piccola è l’unico punto interrogativo, a testimonianza del fatto che a questa squadra sulla carta manca qualcosa tra gli esterni per poter essere considerata una contender. Di certo Taj Gibson non potrà ricoprire lo spot di 3 titolare: la propensione di Thibodeau a puntare sui veterani potrebbe far cadere la scelta su Mike Dunleavy, oppure si potrebbe dare fiducia a Tony Snell, che avrà un anno di esperienza sulle spalle ed è reduce anche da un’ottima Summer League. Altrimenti i Bulls potrebbero scegliere basandosi unicamente sul giocatore che potrebbe dare il miglior contributo dal punto di vista offensivo: in questo caso sarebbe ovvio puntare immediatamente su McBuckets titolare. Dal punto di vista offensivo, nella scorsa stagione Chicago senza Rose ha faticato come non mai, chiudendo 28esima per efficienza offensiva e 24esima per percentuale da oltre l’arco (34.8%). Ma soprattutto i Bulls sono stati un casino per quanto riguarda le spaziature: se è in buone condizioni, Rose può risolvere molti dei problemi, ma Derrick non può essere l’unico giocatore in grado di crearsi un tiro dal perimetro. Nella scorsa stagione quasi il 70% dei canestri di Butler sono scaturiti da assist, la percentuale sale addirittura all’85% per Dunleavy ed al 75% per Snell. Ovviamente i tiratori “off-ball” ricoprono grande importanza, ma i Bulls hanno bisogno anche di qualcuno, al di fuori di Rose, che sia in grado di far canestro sia dentro che fuori l’arco dei tre punti e che soprattutto sappia crearsi un buon tiro da solo. Butler è ancora un enigma dal punto di vista offensivo, Snell non è ancora in grado di mettersi in proprio, Dunleavy non lo è mai stato. E allora McDermott è per il Bulls quel giocatore che non è solo un eccellente tiratore, ma che sa anche mettere la palla per terra, mandare a vuoto i difensori e crearsi la conclusione. Stiamo parlando di un ragazzo che ha un arsenale offensivo illimitato, che fa canestro da fuori, in situazioni di post-up. di spot-up e di catch-and-shoot, con un altissimo quoziente cestistico ed un carattere ed una determinazione che lo rendono perfetto per i Bulls.  Far partire Doug in quintetto darebbe ai Bulls tante opzioni offensive in più, essendo in grado di incidere sia con che lontano dalla palla. 

IN DIFESA SAREBBE UN PROBLEMA? – E’ risaputo che McDermott non è un difensore eccelso, ma ciò non basta per sminuire il suo valore. E’ vero, per Thibo se non si gioca bene in difesa ci si può pure sedere per sempre in panchina, ma allo stesso tempo stiamo parlando di una squadra che si è permessa il lusso di far partire in quintetto Carlos “passività difensiva” Boozer, classificandosi comunque seconda per rendimento difensiva nel 2013-14. Quindi in quest’ottica l’inserimento in quintetto di Dougie, che comunque ha un’etica del lavoro eccezionale ed è pronto a tutto per inserirsi al meglio anche nel sistema difensivo dei Bulls, potrebbe starci tranquillamente. Anche se stavolta bisogna considerare che, accanto a due super difensori come Butler e Noah, ci saranno già un Gasol che è comunque in declino fisico ed un Rose in fase di recupero. Insomma, gettare subito nella mischia McDermott potrebbe essere un rischio difensivo, ma che Chicago dovrebbe prendere. 

THIBO, PROVA UNA RIVOLUZIONE – Quello che Dougie sa fare in attacco è un bene troppo prezioso, che i Bulls non possono permettersi di ignorare. Inchiodarlo alla panchina, come tanti rookie prima di lui, sarebbe un grave errore. Limitare il suo tempo di gioco perché non comprende appieno gli schemi difensivi sarebbe altrettanto controproducente. Questo perché nell’aspetto offensivo Chicago ha faticato in maniera disumana, non solo nell’ultima stagione, ma da circa due anni a questa parte. Per la prima volta dopo tanto tempo i Bulls avranno Rose presumibilmente sano, ma Derrick non può bastare per risollevare un’intera fase di gioco. Adesso Chicago ha i mezzi per cambiare la sua identità, ovvero per alzare il livello del gioco offensivo, senza danneggiare in maniera significativa l’aspetto difensiva. Spetta a Thibodeau decidere se modificare il suo credo e provare ad iniziare una sorta di rivoluzione, approfittando dell’arrivo di McDermott.