Memphis Grizzlies: un ciclo chiuso sul nascere?

Memphis Grizzlies 08/01/2014, ultima posizione nella Southwest Division, quattro gare di distacco dall’ultimo posto disponibile per accedere ai Playoffs, 44% di vittorie e voci di mercato sui propri giocatori chiave. Questa situazione si può interamente imputare all’infortunio di Marc Gasol?

Rimettiamo gli orologi indietro di due anni: cos’è successo in questo lasso di tempo? Playoffs 2010/2011 i Grizzlies sono, insieme ad Oklahoma, la bella e giovane sorpresa a ovest, liquidano San Antonio (la squadra col miglior record della regular season) e soccombono solo a gara 7 sotto i colpi di Durant e Westbrook. Due anni dopo, nonostante cessioni illustri, la storia si ripete. Memphis asfalta nell’ordine i Clippers di Griffin e Paul e gli Oklahoma City Thunder di Durant. La squadra, guidata dal coach del Kansas Lionel Hollins, si arrende solo in finale di conference contro gli intramontabili Spurs.

A  questo punto le premesse per l’apertura di un ciclo vincente ci sono tutte: squadra talentuosa e rodata, un allenatore con poche idee ma chiare, il miglior impianto difensivo di tutta la lega e uno Zach Randolph sempre più leader dei suoi. Oggi invece, 09/01/2014, la proprietà della franchigia del Tennessee sembra stia smontando, pezzo per pezzo, il progetto costruito con pazienza e lungimiranza in questi anni. Innanzitutto il licenziamento ad inizio anno del coach, Hollins, risulta una decisione incomprensibile. Soprattutto alla luce degli straordinari risultati raggiunti,  nonostante le partenze di talenti del calibro di Rudy Gay e OJ Mayo. Inoltre, la quadratura difensiva creata da Hollins rendeva Memphis qualcosa di unico nel suo genere in NBA,  in quanto a dispetto di un attacco mediocre, proprio questa eccellenza difensiva permetteva ai Grizzlies di vincere.

In secondo luogo i rumors su possibili trade che coinvolgerebbero il capitano della squadra Z-BO aggravano ulteriormente la situazione. Randolph infatti, a mio parere, forma insieme a M. Gasol la miglior coppia di lunghi della lega: difensivamente mostruosi, decisivi in attacco, Zach fisicamente devastante sotto le plance e lo spagnolo giocatore quasi completo da ogni punto di vista; costanti entrambi a livello di rendimento e affiatati in campo. Scambiare o non rinnovare il contratto di Z-Bo libererebbe sicuramente spazio nel salary cap, ma sarebbe l’atto finale dello smantellamento del progetto costruito a Memphis. Sostituire l’ala dell’Indiana infatti non è né semplice né scontato. Inoltre separare Gasol e Randolph sarebbe un dispiacere per tutti i tifosi e gli appassionati di basket.

La dirigenza è ad un bivio: o ricostruire tutto da capo o costruire attorno ai “gemelli diversi” un gruppo interessante per i prossimi anni.

Photo: bleacherreport.com