Mercato NBA: Dalla nuova casa di Josh Smith al ritorno di fiamma di Devin Harris. Tutte le trade e le firme del weekend

Il mondo NBA non aspettava altro: Dwight Howard ha firmato per i Rockets un quadriennale. Risultato? Una serie di trattative, nelle notti di sabato e domenica, sono state concluse, quasi la scelta di DH12 fosse il colpo di pistola dato dallo starter.

SABATO – Tutto sembrava pronto per la formazione di un nuovo Big Three, in quel di Houston. Invece, sarà un Big Two, formato da guardia e centro, come l’ultimo che portò il titolo ai Rockets. Che Dwight e Harden riescano a ripetere subito l’impresa di Hakeem e Drexler, però, sembra improbabile. Perché il Big Three non c’è stato? Perché Josh Smith ha deciso di accasarsi a Detroit, con un quadriennale da 56 milioni. J Smoove porta in Michigan esplosività e punti nelle mani, che a Detroit mancano dal 2008, con la cessione di Billups. Si parlava di un sign and trade con i Rockets che avrebbe portato l’insoddisfatto Asik in Georgia, ma ovviamente è il giocatore ad avere l’ultima parola in capitolo, quindi è saltato tutto. I Rockets non si sono buttati giù e hanno riconfermato Francisco Garcia e aggiunto a roster Omri Casspi. L’israeliano, dopo il buon 2010 da rookie, è sparito dalle mappe NBA e ai Cavs non ha saputo risollevarsi. Sarà capace di trovare la sua identità? Carl Landry, uno dei migliori centri “nani”, lascia Golden State per ritornare a Sacramento, dove era approdato nel 2010 dopo la cessione di Kevin Martin ai Rockets. Per lui, quadriennale da 26 milioni.

DOMENICA – Sembrava finita, nonostante il volere di Stephen Curry, e la firma di Iguodala l’ha confermato: l’addio di Jarrett Jack. Il 28nne play firma un quadriennale per diventare il backup di Irving a Cleveland, dando quindi un po’ di esperienza a una squadra giovane giovane. Shaun Livingstone firma per Brooklyn, che diventa così il team con il maggior valore di salari garantiti: 100 milioni di dollari. Tassa di lusso da 85 milioni di dollari, che per Prokhorov, forse, saranno noccioline. Un ex Nets, invece, ha preso la via del ritorno. Devin Harris, infatti, sarà un Mavericks per i prossimi tre anni. L’ex Hawks torna nella sua prima squadra, con la quale sfiorò il titolo nel 2006, per dare esperienza a un team che ha preferito credere in Jason Kidd piuttosto che in lui (e a ragione). Ora, l’All Star del 2009 torna, forse per diventare il cambio di Calderon. Sempre Dallas, ma è un addio quello di Darren Collison, che va ai Clippers e torna a essere il cambio di CP3, come nel 2010 agli Hornets; insieme alla sua firma, il rinnovo di Ryan Hollins. Zaza Pachulia, intanto, lascia Atlanta e torna a essere allenato da Larry Drew, ai Bucks, che vedono Monta Ellis partire sempre più certamente (Atlanta in cima alla lista, a seguire Sacramento).

LUNEDI’ NOTTE – Se domenica era il PG day, lunedì è quello dei centri. Chris Kaman e Andrew Bynum sono, in questo, collegati. L’ex Lakers sembra oggetto di desideri dei Cavs, mentre il vichingo ex Mavs, invece, il piano B proprio dei Lakers, insieme al figliol prodigo Lamar Odom. Kaman è un centro mobile, con buone capacità di tiro e, sicuramente, più adatto al gioco di Mike D’Antoni di quanto non fosse Howard, anche per la minor mania di protagonismo. Triennale per JJ Hickson, che con Gallinari ai Nuggets può continuare la sua scalata all’emergenza iniziata con i Blazers. Denver, intanto, deve fare i conti con l’ex Iguodala: per rafforzare il divorzio, si parla di trade a tre con Iggy che è già un Warrior, mentre Denver riceverebbe Randy Foye dai Jazz, che avrebbero in cambio due prime scelte. In discussione il sign and trade che manderebbe Jennings ad Atlanta e Jeff Teague ai Bucks

Photo: Josh Smith contro quella che ora è la sua squadra. // fansided.com