Mercato NBA: i più sottovalutati free agent ancora disponibili

Con diversi tra i migliori free agent che hanno già trovato una nuova sistemazione, per le squadre è arrivato il momento di setacciare la free agency alla ricerca di qualche colpo importante a basso costo. La buona notizia è che ci sono tanti giocatori sottovalutati ancora disponibili che potrebbero potenzialmente partire in quintetto o ricoprire un ruolo da specialista importante.

SAMUEL DALEMBERT – E’ un centro che può essere tranquillamente titolare in NBA, anche se nell’ultima stagione non ha avuto tanti minuti a disposizione, essendo stato coperto ai Bucks dall’emergente Larry Sanders. Tuttavia nei 16.3 minuti di media che gli sono stati concessi non ha mai fatto mancare il suo prezioso contributo: nella metà campo difensiva è uno dei migliori centri della NBA. A dirlo sono le statistiche: Dalembert quando è in campo ha afferrato il 19,4% dei rimbalzi, una percentuale migliore perfino di quella di Dwight Howard (19,1%), con il quale se la gioca anche dal punto di vista delle stoppate (entrambi 2.5 di media, ma in 19 minuti il primo e 36 il secondo). E’ molto sottovalutato anche dal punto di vista offensivo, dato che possiede un rispettabilissimo tiro dalla media (52,6%): potrebbe finire agli Heat per il minimo salariale, ed in questo caso sarebbe uno dei migliori colpi di questa off-season.

COREY BREWER – Sarebbe l’ideale per una squadra che gioca in transizione: Brewer ama correre nella metà campo avversaria, e per fare ciò mette tantissima pressione in difesa, anticipando le linee di passaggio, ma anche difendendo duro individualmente. Prende qualche rischio di troppo in difesa, ma è in grado di causare diverse palle perse ed è uno che ama la competizione. Offensivamente non ha un ruolo ben definito, non è un buon tiratore dall’angolo, ma in transizione può fare malissimo.

ANTHONY TOLLIVER – E’ uno dei pochi 4 rimasti sul mercato che può garantire minuti di un certo valore in uscita dalla panchina. Non è un giocatore appariscente, di quelli che si fanno notare per le statistiche, ma dà sempre il massimo in campo ed è in grado di difendere sulle ali piccole, grandi e sui centri. Non gode di grande considerazione, ma sa essere molto utile anche in attacco, dove è in grado di aprire il campo e di tirare da oltre l’arco (33% in carriera) e sa anche tirare i liberi con percentuali ottime per un lungo (78%).

ELTON BRAND – Questo è un giocatore che sa bene cosa significhi essere sottovalutato. Dopo le grandi stagioni con Bulls e Clippers, che lo avevano consacrato a livelli altissimi, ha firmato il contrattone con i Sixers, con i quali però ha iniziato il declino a causa di problemi fisici. Ormai ha 34 anni, ma nell’ultima stagione non ha affatto sfigurato in quel di Dallas. Può essere un elemento importante in uscita dalla panchina: ha braccia lunghissime e buona tecnica difensiva, mentre in attacco il talento non gli è mai mancato. In questo senso basti pensare che l’anno scorso ha tirato con il 41% dalla media: LaMarcus Aldridge, giusto per citare una delle stelle nel ruolo, ha fatto poco meglio con il 42%.

GERALD HENDERSON – Permettetemi una domanda: com’è possibile che DeMar DeRozan valga un contratto da quasi 10 milioni di dollari l’anno e Gerald Henderson è a piede libero? Stiamo parlando di due giocatori che non solo sono simili statisticamente, ma anche nel modo di giocare. Entrambi sono atleti eccezionali ed hanno un buonissimo tiro dalla media, mentre da oltre l’arco fanno fatica: hanno anche i mezzi per fare la differenza in difesa, ma finora nessuno dei due ha mostrato di volersi applicare più di tanto in questo fondamentale. Henderson potrebbe essere addirittura migliore di DeRozan, perché ha tutte le qualità per poter essere un all-around di alto profilo.

JEFF TEAGUE – E’ probabilmente il miglior playmaker rimasto sul mercato, anche se si sta parlando poco e niente di lui. Anche se tutti i riflettori sono puntati su Brandon Jennings, possiamo tranquillamente affermare che a livello di playmaking Teague è nettamente superiore: è meno realizzatore e più passatore, difficilmente butta via il pallone, cosa che invece Jennings fa spesso e volentieri in pieno stile Westbrook. Jeff è reduce da una stagione di ottimo livello che in teoria dovrebbe garantirgli l’interesse di diverse franchigie, ed invece inspiegabilmente rimane il playmaker più sottovalutato di questa off-season.