Metta torna a casa: come riuscirà ad inserirsi nel contesto dei Knicks?

Dopo aver fallito la corsa al rinnovo di Howard i Los Angeles Lakers hanno utilizzato la Amnesty Clause per liberarsi del contratto di Metta World Peace per risparmiare in termini economici. L’ex Ron Artest, perno importantissimo dei gialloviola durante le sue quattro stagioni a Los Angeles (indimenticabile la sua Gara 7 delle Finals vinte contro i Boston Celtics), si era lasciato aperte tantissime possibilità oltre alla permanenza nella NBA ma quando i New York Knicks, la squadra della sua città di nascita, lo hanno chiamato non ha potuto dire di no. L’ala 33enne ha quindi accettato il contratto biennale dei Knicks e sarà un nuovo compagno di Carmelo Anthony e di Andrea Bargnani.

Per la formazione di Mike Woodson l’arrivo di Metta World Peace è sicuramente un colpo molto importante per quanto riguarda la sua grandissima attitudine difensiva, per le sue fortissime motivazioni dopo essere stato tagliato dai Lakers e per la sua immensa voglia di vincere qualcosa con la maglia della squadra di casa sua. Tralasciando, però, quello che può essere il suo inserimento all’interno di uno spogliatoio con personalità molto forti quali quelle di J.R Smith, Carmelo Anthony, Raymond Felton e Amar’e Stoudemire, questa operazione potrebbe non essere, a mio parere, quella ideale per il contesto tecnico dei New York Knicks.

I Knicks sono la squadra in tutto e per tutto di Melo e sul suo altare è già stato sacrificato Stat che, infatti, durante questa stagione avrà minutaggio molto limitato. Anthony in questi Knicks rende al meglio partendo dallo spot di 4 e venendo circondato da tiratori in modo da poter attaccare l’area con spazio avendo compagni pronti a punire dall’arco e Metta non sembra il giocatore ideale da affiancare a Melo. Col passare degli anni l’ex Artest sta mostrando sempre più le caratteristiche proprie di un’ala forte rispetto a quelle di un’ala piccola e il suo tiro da 3 è molto altalenante (34% in carriera in stagione regolare, 30% ai Playoffs), quindi rischierebbe di occupare altro spazio in area ad Anthony in una squadra che ha comunque già in roster Stoudemire, Chandler e Bargnani.

Non sarà facile per Woodson far convivere in campo tutti questi giocatori riuscendo nello stesso tempo a far rendere al meglio Carmelo Anthony, ma se riuscirà a sfruttare le importanti doti difensive e a rimbalzo di Metta senza fargli occupare troppo spazio interno allora avrà trovato una possibile chiave per rendere i Knicks una squadra di vertice della Eastern Conference. Non si può quindi ancora sapere se Metta World Peace sarà una pedina fondamentale in dei Knicks vincenti o se sarà l’ennesimo equivoco della formazione della Grande Mela degli ultimi anni, l’unica certezza è che vederlo giocare con la maglia della sua città sarà sicuramente molto interessante.