Mike Brown torna a Cleveland, le prospettive dei Cavs con l’allenatore che sfiorò l’impresa

I Cleveland Cavaliers hanno annunciato nella giornata di oggi l’esonero dell’ormai ex coach Mike Dunlap per far spazio al ritorno in pompa magna di Mike Brown. Dopo alcune voci che parlavano addirittura di un possibile arrivo del leggendario Phil Jackson la franchigia dell’Ohio ha optato per il ritorno del tecnico che li ha portati in finale in quel 2007 che li vide sconfitti in 4 partite contro gli Spurs. Brown si è detto entusiasta di tornare nella squadra che lo ha lanciato come allenatore in NBA dichiarando in una conferenza stampa: “Niente significherebbe di più per me e la mia famiglia che portare al successo questa speciale comunità e a tutti nostri fan appassionati.” Insomma, i presupposti per fare bene ci sono tutti, soprattutto considerato il materiale umano a disposizione del rientrante allenatore di Columbus.

I Cavs hanno concluso quest’anno con un non entusiasmante record di 24 vittorie e 58 sconfitte, ma nonostante questo ci sono motivi per vedere il futuro con occhi ottimisti. Il pilastro sul quale si fonda la squadra è infatti uno dei primi 10 playmaker della Lega, quel Kyrie Irving che ha avuto a che fare con qualche problema fisico di troppo, ma che è riuscito ad impressionare il mondo al suo primo All Star Game e trascinando la squadra come un vero leader. Anderson Varejao aveva iniziato la stagione con numeri da centro d’elite prima di infortunarsi in modo grave e di lasciar spazio ai più giovani e inesperti Tristan Thompson e Tyler Zeller, i quali non hanno saputo sopperire in termini di quantità e qualità, ma che hanno accumulato esperienza utile mostrando più di qualche barlume di grande potenziale. Altri giocatori da conservare per il futuro sono la guardia Dion Waiters, tra i migliori rookies di quest’anno, Wayne Ellington e Marrese Speights, arrivati in stagione in corso da Memphis per fornire un apporto in termini di energia e punti veloci dalla panchina e ai quali Cleveland potrebbe offrire un’estensione contrattuale. Inoltre i Cavs potranno sfruttare una prima scelta piuttosto alta al prossimo Draft che potrebbe regalare loro un giocatore di grande talento in qualunque settore che non sia quello degli esterni, forse l’unico a soddisfare completamente il nuovo allenatore e la dirigenza.

Con l’arrivo dell’ex coach dei Lakers appare ora improbabile un ritorno all’ovile di Lebron James, del quale si era parlato più volte per quando il contratto del Prescelto andrà in scadenza (2014). Il rapporto tra i due infatti è deteriorato da tempo, considerato il poco feeling che è sempre intercorso tra un allenatore spesso accusato di poca personalità nei confronti delle superstar (anche ai Lakers il rapporto con Kobe non è mai stato dei migliori). Lebron non si è mai veramente fidato del suo coach ai Cavs dalla bruciante sconfitta con gli Spurs, col risultato di grandi stagioni regolari mai esplose in Playoff davvero convincenti. È vero che ora è nato un nuovo “Chosen One”, meno legato alle statistiche personali (in ogni modo esaltanti), più concentrato sull’obiettivo vittoria e migliorato anche tecnicamente, forte di un convincente tiro dalla distanza e consapevole delle proprie capacità in post basso e della pericolosità dei suoi tagli per ricevere in movimento, ma non siamo sicuri che, nel caso voglia veramente tornare a Cleveland per vincere, sia disposto a farlo con questo allenatore.

Ad ogni modo sarà interessante vedere come opererà Brown con una squadra giovane e talentuosa. È ancora presto per avventurarsi in disamine tecnico-tattiche, ma quello che è possibile dire in questo momento è che Cleveland ha grandi ambizioni: lo dimostra la presa di un tecnico molto preparato e rispettato da colleghi ed addetti ai lavori in quanto molto disponibile e aperto al dialogo, prerogativa sempre lodevole ad ogni livello, e chissà che senza la presenza ingombrante di una vera superstar in stile Kobe o Lebron il grande amico di Ettore Messina non possa finalmente sbocciare ed elevarsi all’Olimpo dei tecnici NBA, al quale peraltro era già salito nel 2009 vincendo il titolo di Coach of the Year.