NBA Africa: i più importanti giocatori africani del basket a stelle e strisce

“With the First Pick in the NBA Draft 1984, the Houston Rockets select Hakeem Olajuwon, from the University of Houston”. Già: il Draft del 1984, il primo del trentennale mandato di David Stern, iniziava con queste parole e con questo giocatore. Piccolo dettaglio, alla base del nostro pezzo: Hakeem Abdul Olajuwon era nato e cresciuto a Lagos, Nigeria. Nonostante quindi il suo trasferimento negli USA e l’aver frequentato il college con i Cougars, “The Dream”, per i suoi primi diciotto anni di vita trascorsi nel Continente Nero, è, in effetti, il primo vero giocatore africano approdato nella NBA. Da lì, tantissimi altri giocatori hanno seguito la sua via.

MAGNETE AFRICANO – Un fascino misterioso porta l’uomo in direzione dell’Africa: forse la sua natura, i suoi primordi, la sua bellezza. Allo stesso modo, gli uomini di basket americani sono affascinati dai suoi figli: forse per doti atletiche uniche in tutto il mondo, come leve lunghe, resistenza fisica (non dimentichiamoci che i migliori maratoneti, quindi uomini abituati allo stress fisico, sono africani), fisico longilineo. Forse il fatto che giocatori provenienti dalla nostra terra natia avevano lasciato i loro territori originari per affinare le tecniche in America e che, comunque, erano frutti ancora acerbi che la NBA avrebbe maturato. Forse la fiducia in questi mezzi è sempre stata tale che molti giocatori africani o aventi tali origini sono stati, spesso, alte scelte nei vari Draft. Ma l’Africa può giocare brutti scherzi, perché non tutti i giocatori che il college ha lasciato sono diventati star della NBA; chi c’è riuscito, però, avrà un nome nella storia del gioco.

NIGERIA – Tra tutti gli Stati africani, la Nigeria è quella che sicuramente ha sfornato più talenti NBA. Lasciando stare il già citato Olajuwon, anche altri giocatori sono gemme grezze che hanno mostrato sprazzi del loro cuore e della loro attitudine al lavoro, oltre che del loro dono. Non dimentichiamoci, inoltre, che la Nigeria ha pure disputato le Olimpiadi di Londra 2012; ok, d’accordo: ha avuto un record di 1-4 e subito il maggior scarto nella storia del basket olimpico (156-73 contro gli USA), però è riuscita a qualificarsi per i Giochi. Il nome principale autoctono è quello di Festus Ezeli, versatile ala di Golden State che al suo primo anno da rookie ha dato una piccola mano che, man mano che il prodotto da Vanderbilt crescerà, potrebbe aumentare sempre più. Altro nigeriano è Michael Olowokandi, che gli scienziati del Draft reputano una delle peggiori prime scelte di sempre; un corpaccione, con buone doti atletiche ma forse troppo poco per una Lega che in lui, forse, vedeva l’erede di Hakeem Olajuwon, essendo stato il secondo pivot nigeriano a essere scelto con la prima assoluta. Gli altri giocatori di nigeriano hanno le origini e l’attuale passaporto verde e bianco, ma i nativi sono americani: Ike Diogu (che in giro per la NBA ha dato fisicità e lavoro sporco dalla panchina), Al – Farouq Aminu (ragazzo in crescita sul quale sperano di puntare i New Orleans Pelicans), Ime Udoka, il rookie dei Bucks Giannis Antetokounmpo (nazionalità greca, ma figlio di nigeriani immigrati), Emeka Okafor (americano di genitori nigeriani) e anche Andre Iguodala, USA ad hoc ma che per le origini del padre quest’anno a Londra poteva vestire la casacca nigeriana.

CONGO – L’Africa ha due Congo: la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica del Congo, ex Zaire. Da questa zona vengono forse i lunghi con maggiori prestazioni difensive, ma tra tutti i giocatori nativi dei due Stati, quello che più di tutti si è mostrato buon giocatore è il Miglior Difensore dell’Anno 2001, cioè il prodotto da Georgetown Dikembe Mutombo. “Not In My House” aveva una capacità unica nel raccogliere rimbalzi e nell’infliggere stoppate, seguite dal leggendario no con il dito indice; il suo diritto alla proprietà privata, però, non è stato rispettato da Shaquille O’Neal, che nella Finale del 2001 inflisse al congolese e ai suoi Sixers una sconfitta sonora 4 -1. Una finale persa che però non cancella il Difensore dell’Anno di quell’anno e gli altri tre ottenuti, le otto convocazioni all’All – Star Game e i quintetti Lega. Anche Christian Eyenga, il più basso tra i giocatori congolesi scelti al Draft (30sima assoluta al Draft 2009), viene dalla Repubblica Democratica. Diciamo che lui, però, è stato preferito come pedina di scambio (ceduto ai Lakers insieme a Ramon Sessions nel 2012) e giocatore da D – League. Altro giocatore che, se non si sviluppa, rischia di fare la stessa fine è il terzo “democratico”, in altre parole la 7ma assoluta del 2011 Bismack Biyombo: un’ala – pivot che ha militato negli ultimi anni in Spagna, con punti in area e stoppate, ma che nei Charlotte Bobcats sembra aver perso la sua identità cestistica. Ragazzo però in crescita, sul quale il GM Rich Cho vuole puntare. Non c’è due senza tre e il quattro vien da se: il giocatore africano più vincente ha stessi nativi dei precedenti, sebbene ora abbia passaporto belga: D.J. Mbenga, con due titoli con i Lakers nel 2009 – 2010 nel curriculum, giocatore che ha aiutato Los Angeles quando Bynum soffriva per le ginocchia e capace di portare fisico e stoppate. Infine, con la 24ma del primo giro nel 2008, Serge Ibaka diviene il primo giocatore della Repubblica del Congo a essere scelto al Draft. Lo scelgono gli allora Sonics, che acconsentono a lasciarlo un altro anno a migliorare in Spagna. Il nativo di Brazzaville con passaporto iberico raggiunge Durant e Westbrook a Oklahoma City e lì inizia la sua carriera, dapprima a fatica, poi dal 2010/11 impressionando la Lega a suon di rimbalzi e stoppate, tanto da convincere Sam Presti a cedere Jeff Green per dargli più spazio e a estendergli il contratto nel 2012. Forse quella è stata una mossa pericolosa, perché nei playoff “Air Congo” ha dato l’impressione di essere calato, causa il pieno di soldi fatto. Serge, ritorna il giocatore della stagione in cui i Thunder, anche grazie a te, sono arrivati in finale.

AFRICA CENTRALE – Troppo generica, forse, questa introduzione agli altri giocatori africani, ma geograficamente parlando è abbastanza corretta. Il camerunese Luc Mbah a Moute, scelto dai Bucks con la 37a del secondo giro e uscito da UCLA, ha dato l’idea di essere un buon giocatore di complemento, che tuttavia l’arrivo di Larry Sanders in Wisconsin ha abbastanza oscurato. Mai emerso è invece DeSagana Diop, 8a scelta assoluta del Draft 2001, Draft così ricco di centri che era ovvio che qualcuno non facesse brutta figura (Kwame Brown docet); Diop ha girato per la NBA senza fissa casa e probabilmente quando l’1 Luglio gli scadrà il contratto, sarà pronto a scegliere la prossima. Il Senegal, in generale, non ha mai offerto grandi prospetti a livello cestistico, con giocatori come Mouhammed Sene e Hamady N’Diaye. Stesso discorso vale per Hasheem Thabeet, primo giocatore della storia NBA a provenire dalla Tanzania e scelto con la 2a assoluta del 2009, alle spalle di Blake Griffin. Proveniente da Connecticut, aveva convinto i Memphis Grizzlies con il suo fisico e le sue lunghe braccia; purtroppo per loro, non è stato all’altezza della scelta e questo bravo ragazzone rischia inesorabilmente di imboccare la via già spianata da Darko Milicic. Speriamo riesca a salvarsi ora come pivot di riserva ai Thunder. Non corre questo rischio Luol Deng: il sud – sudanese di passaporto britannico, scelto dai Bulls alla 7a assoluta del 2004 dopo un anno a Duke, ha subito cercato di dare buon contributo a Chicago, divenendo in poco tempo idolo dei tifosi Bulls. Le sue prestazioni rendono il numero 9 il miglior giocatore africano per premi vinti: due volte All – Star (2012, 2013), secondo team difensivo del 2012, primo team dei Rookie nel 2005, Sportmanship Award del 2007. Soprattutto, è il cuore del giocatore che stupisce, oltre che le ottime capacità di gioco, che stanno convincendo Chicago a rinnovarlo e a renderlo la spalla di Derrick Rose.

THE NEXT ONE – Parliamo ora dell’ultimo Draft: sebbene Victor Oladipo abbia genitori nigeriani, è a tutti gli effetti cittadino USA. Anche Giannis Antetokounmpo, di origini nigeriane, è effettivamente greco. L’unico giocatore africano al 100% dello scorso 27 Giugno, quindi, è Gorgui Dieng, che è stato scelto alla 21ma scelta del primo giro, rigirato ai Minnesota T-Wolves insieme a Shabazz Muhammad dai Jazz in cambio di Trey Burke. Dopo tre anni a Louisville e l’ultimo titolo vinto con Rick Pitino, ecco che un altro senegalese, scongiurando le premesse Diop ecc., si aggiunge quindi alla serie di giocatori africani della NBA. Una categoria di giocatori che sembra davvero destinata a occupare posizioni al Draft, anche notevoli. Ognuno di questi uomini, però deve ringraziare un solo giocatore, perché se non fosse stato per Hakeem Olajuwon e anche per l’apertura all’estero di David Stern, tutto questo sarebbe solo fantascienza.