NBA Draft 2013: le ali piccole

Il Draft si avvicina quindi bisogna essere preparati. Quest’anno sono molti i giocatori interessanti nel ruolo di ala piccola ma allo stesso modo ci sono anche tanti punti interrogativi in questa posizione, ecco perché ora cercheremo di capire quali sono le migliori SF (per dirlo all’americana) del Draft e chi invece potrebbe regalare qualche brutta sorpresa, ovviamente senza dimenticare i prodotti provenienti dalla cara e vecchia Europa.

LE CERTEZZE

Otto Porter, Georgetown Hoyas, Sophomore
Otto porterHo pochi dubbi su questo ragazzo, anche se nel Torneo NCAA non ha particolarmente brillato non si possono negare le sue doti clamorose. In attacco è un automa e a rimbalzo ha dimostrato di essere molto più abile di quanto si possa credere ma in difesa deve migliorare, in ogni caso ha un buon fisico (dovrà fare palestra e prendere qualche chilo) e braccia lunghe quindi non dovrebbe avere problemi ad adattarsi al gioco NBA con l’aiuto di qualche allenatore e di qualche futuro compagno con tanta esperienza. E’ un ragazzo del ’93 ma viene da due stagioni più che ottime a Georgetown motivo per cui ha più esperienza sul campo di molti colleghi più anziani.

Shabazz Muhammad, UCLA Bruins, Freshman
ShabazzA inizio stagione doveva essere lui la prima scelta assoluta ma ora si ritiene possa essere scelto intorno alla chiamata numero 10. Tecnicamente non si discute, è un grande attaccante, può far male da ogni posizione e ha la volontà di diventare un All Star, purtroppo per lui però le sue doti atletiche non hanno impressionato al combine e la sua famiglia, assetata di denaro e intenta a spremere da Shabazz ogni centesimo disponibile, è stata scoperta per aver contraffatto i documenti del talento di UCLA in cui avevano scritto che si trattava di un ’93 e non di un ’92 come in realtà è, solo per alzare le sue quotazioni in vista del Draft. Tutto ciò comunque non mi spaventa, l’atletismo che si vede in campo è diverso da quello che si calcola con i salti da fermo o il salto in lungo e la famiglia di Muhammad di certo non scenderà in campo con lui, la qualità incredibile del suo gioco e un fisico già formato per i professionisti sono gli stessi che a inizio anno avevano portato tutti gli esperti a considerarlo uno dei migliori tre giocatori di questa annata.

LA POSSIBILE DELUSIONE

Dario Saric, Cibona Zagreb, 1994
Saric
Il croato ha un potenziale clamoroso e gli auguro di smentirmi ma rischia di essere l’ennesimo talento europeo semplicemente non adatto ai ritmi americani. Saric è molto alto (circa 208 centimetri) ma non ha né il fisico né i movimenti per giocare da numero 4 così come non ha l’accelerazione e il ball-handling necessario per fare il numero 3. Saric è nato nel 1994 e ha tutto il tempo per formarsi e migliorare ma al momento, nei suoi due anni da professionista in Europa, ha dimostrato di non essere ancora pronto per fare la differenza pertanto ritengo che chiamarlo tra la 18 e la 24, dove è previsto, possa fruttare meno del previsto. Vi ricordate Jan Vesely? No? Ecco, il rischio è quello.

GLI OUTSIDERS

Deshaun Thomas, Ohio State Buckeyes, Junior
Deshaun Thomas
A Ohio State è stato un vero e proprio leader per tre stagioni, l’uomo in grado di prendere in mano le redini della squadra quando la situazione è difficile, il simbolo di una squadra in grado di vincere tre titoli di conference e una Final Four in tre stagioni. Thomas è un’attaccante completo, abile da tre punti come dalla media e molto più abile a uscire dai blocchi di quanto si pensi. Può non avere un margine di miglioramento enorme ma sceglierlo tra la fine del primo e l’inizio del secondo potrebbe essere un vero affare così che, con la sua forte etica del lavoro, possa ritagliarsi un buon ruolo da comprimario in NBA, più o meno come ha fatto Danny Green a San Antonio.

Tim Hardaway Jr., Michigan Wolverines, Junior
Tim Hardaway JrQuesto figlio d’arte è una point forward, è infatti un’ala piccola con un gioco da guardia tiratrice che alterna a momenti di puro playmaking, le sue abilità di palleggiatore e di passatore infatti sono decisamente di altissimo livello. Ama avere la palla in mano, forse anche troppo, ma la sua versatilità gli consente di battere l’avversario diretto in diversi modi: può batterlo dal palleggio e concludere a canestro, può tirare dal fuori o dalla media e può scaricare verso un compagno meglio posizionato. Tim Hardaway Jr. ha ben tre anni di esperienza a livello collegiale ed è stato anche il leader emotivo dei Michigan Wolverines che quest’anno hanno raggiunto la finale del Torneo NCAA. Se tutto va per il verso giusto potrebbe diventare la versione matura e leggermente meno esplosiva di Terrence Williams, per questo prenderlo nel secondo, dove è previsto, dovrebbe essere un affare.

IL MIGLIOR EUROPEO

Sergey Karasev, Triumph Moscow, 1993
KarasevForse non è il nome più intrigante del Draft ma è un giocatore interessantissimo. Il russo è nato nel 1993 ma è già un leader, a differenza di molti giovani europei scelti al Draft infatti lui non è il tipico talento ancora inespresso, anzi è un realizzatore puro che nelle tre competizioni giocate quest’anno non è mai sceso sotto i 15.4 punti di media giocando anche in un torneo continentale come l’Eurocup. Ha un jumper preciso e molto pulito, tira bene da tre punti, e ha un QI cestistico da fare invidia a un veterano, molto probabilmente ciò è anche frutto dell’esperienza maturata a Londra l’estate scorsa come membro della squadra che ha vinto il bronzo. Per paragonarlo a un suo connazionale, mi aspetto che la sua campagna da rookie, se dovesse trovare l’adeguato numero di minuti, possa essere simile a quella di Alexey Shved quest’anno.

L’ENIGMA

Giannis Adetokunbo Filathlitikos/Zaragoza, 1994
Giannis Adetokunbo
Il ragazzo greco è definibile solo così, come “l’enigma del Draft” perché al momento è impossibile dire se sarà un outsider, un flop o una certezza. Giannis Adetokunbo, o come sarebbe più corretto scrivere Antetokounmpo, il cui padre arrivò in Grecia nel 1992 dalla Nigeria, possiede doti innate davvero interessanti, potrebbe infatti diventare una guardia tiratrice, una scoring forward alla Rudy Gay o una point forward dato che a un’altezza da ala piccola e a un ottimo tiro aggiunge grandi doti da palleggiatore e mani grandi quanto dei badili. Per ora sembra tutto positivo ma va anche detto che Giannis (chiamiamolo per nome, il cognome è decisamente troppo impegnativo) è ancora molto acerbo tecnicamente, possiede un fisico decisamente troppo longilineo e magro, inoltre nella sua carriera c’è una solo stagione giocata da professionista, peraltro nella seconda divisione greca, cosa che non lo renderebbe propriamente il ragazzo più pronto al grande passo tra tutti quelli eleggibili al Draft. Come potete vedere di fianco è presente il nome di due squadre, questo perché una volta conclusasi la sua stagione col Filathlitikos, prima di dichiararsi per il Draft, ha firmato per gli spagnoli del Zaragoza fino al 2017 ed è per questo che, nonostante abbia una clausola rescissoria per la NBA, c’è un 10% di possibilità che possa restare in Europa per almeno una stagione in più.
Molti prevedono che verrà scelto verso la fine del primo giro ma per alcuni vale una scelta tra la 15 e la 20. L’enigma si conferma tale.