NBA Draft 2013: Le guardie

LE CERTEZZE

Ben McLemore, Kansas Jayhwaks, Freshman
Per quanto nell’ultimo periodo le certezze di Ben McLemore siano state scalfite dal grande appeal di Otto Porter e Victor Oladipo (di cui parleremo successivamente), la guardia tiratrice dei Kansas Jayhawks è unanimemente considerata uno dei due migliori giocatori della Classe del 2013. Tiratore formidabile, probabilmente il numero uno di questo Draft, “Air McLemore” è apprezzato anche per il suo atletismo pauroso, che lo ha mantenuto sempre in alto nelle liste di gradimento dei GM, anche dopo la fine di un torneo NCAA non ineccepibile, nel quale il nativo di St.Louis ha giocato si una grande Sweet Sixsteen contro Michigan, ma solo dopo aver deluso contro North Carolina e Western Kentucky. Gli unici dubbi sul giocatore riguardano due categorie molto considerate dagli scout NBA, la difesa e il ball handling, in cui McLemore non eccelle; non che siano lacune, che il suo talento, con la dovuta applicazione, non possa colmare. La sensazione è che possa scendere alla numero 4, solo se Cleveland dovesse scegliere Otto Porter e non Nerlens Noel con la prima chiamata, e se a sorpresa i Magic gli dovessero preferire Trey Burke o come si vocifera nelle ultime ore Victor Oladipo.

Victor Oladipo, Indiana Hoosiers, Junior
Da marzo in poi la scalata di Victor Oladipo è stata letteralmente sensazionale. La guardia di Indiana ad inizio stagione, non era considerata nemmeno tra le prime quindici chiamate e adesso, nelle ultime ore, pare che si sia messo in grade luce, anche agli occhi dello staff degli Orlando Magic (chiamata #2) grazie alle sue doti che tanto piacciono nella NBA. Oladipo non è nè il miglior tiratore, nè il miglior palleggiatore tra le guardie del Draft, eppure è apprezzato tantissimo per la sua “toughness”, durezza, che combinata ad un atletismo debordante, ha convinto in corso d’opera le squadre a poter spendere una chiamata altissima su di lui. I dubbi sussistono, perché il compagno di merende di Cody Zeller, non ha le doti classiche che si attribuiscono ad una guardia tiratrice, preferendo di gran lunga le penetrazioni, che con quel palleggio nella NBA non sembrano poter impensierire, al tiro da fuori, troppo altalenante benchè in crescita. E’ proprio questa crescita, però, costante e inarrestabile, unita alla serietà del ragazzo, ad averlo reso una delle certezze di questo NBA Draft 2013.

POSSIBILI DELUSIONI

Jamaal Franklin, San Diego State Aztecs, Junior
Dispiace mettere Franklin sotto questa dicitura, soprattutto perché chi vi scrive è letteralmente innamorato del suo stile di gioco, ma la verità è che se l’ex San Diego State non dovesse trovare il cosiddetto “perfect fit” potrebbe fare davvero molta fatica a trovare spazio nei primi anni della sua carriera NBA. Franklin, pur essendo un giocatore d’altissimo livello, non ha infatti una qualità preponderante con la quale poter diventare sin da subito un “role player”; è un giocatore completo, che fa sul campo tantissime cose, ma che purtroppo a livello NBA non è particolarmente apprezzato proprio per il non essere specializzato in un singolo aspetto del gioco. Sono poche le squadre, soprattutto alla fine del primo giro (le proiezioni danno Franklin dalla 18 alla 30),  a puntare su giocatori che non hanno una dimensione NBA ben definita. Nella speranza, quindi, che possa andare a giocare nei San Antonio Spurs, insieme ad un altro ex Aztecs, Kawhi Leonard, che sicuramente valorizzerebbero il suo essere un giocatore totale, spendiamo purtroppo questa carta su di lui.

Ricky Ledo, Providence Friars, Freshman
Le storie di talenti sregolati piacciono sempre, tanto da far innamorare spesso i fan, attratti e spesso traditi, da questi personaggi in grado di dividere e di scatenare discussioni tra gli appassionati di sport. Ricky Ledo è uno di questi. Talentissimo come ce ne sono pochi, Ledo è stato una stella della South Kent High School, dove ha realizzato più di 23 punti e 6 rimbalzi di media nell’anno da Senior. Peccato che nei 4 anni precedenti avesse cambiato altrettante scuole, ogni volta per “circostanze differenti”. Niente di male, è successo sempre nella storia della NBA che approdassero giocatori non scolasticamente ineccepibili, ma la situazione di Ledo sembra esagerata pure per una lega che non si fa particolari problemi. Approdato a Providence, college della sua città, Ledo non è mai sceso in campo per problemi accademici, lasciando quindi dietro se un alone di mistero, che non si è schiarito, ma addirittura oscurato, dopo la decisione del freshman (è comunque un classe 1992) di dichiararsi per il Draft dopo un anno di fermo. Al Combine non ha fatto una brutta figura, ed è considerato un talento cristallino tanto da essere dato attorno alla 35/45 chiamata senza esser stato mai visto giocare; questa storia però, è troppo paradossale per convincerci che la sua avventura nella NBA non si rivelerà un fallimento.

OUTSIDERS

Kentavious Caldwell-Pope, Georgia Bulldogs, Sophomore
Più che un outsider, Caldwell sembra essere una certezza. Meno prorompente di quella di Oladipo, anche la guardia dei Bulldogs ha realizzato una buona scalata, attestandosi attorno alla metà del primo giro nelle preferenze degli amanti del mock draft. Giovane, è del 1993, Caldwell è forse, insieme a McLemore, il miglior tiratore della Classe del 2013, cosa che non gli ha impedito nel corso degli anni di migliorare altri aspetti del suo gioco. Le annate convincenti a Georgia, il talento, tra i più puri di quest’annata e la solidità mentale lo hanno reso uno dei giocatori più appettibili dopo quelli “da lottery”, soprattutto se consideriamo che molte squadre sono alla ricerca di una guardia tiratrice pura, identikit che si sposa perfettamente con quello di Caldwell. Difficile che venga scelto dopo la chiamata numero 16, vista la necessità dei Boston Celtics di trovare giocatori con tanti punti in mano. Se i Timberwolves avessero avuto una chiamata attorno alla 12/13 lo avrebbe scelto sicuramente, visti gli apprezzamenti assolutamente non nascosti di Flip Saunders nei confronti del ragazzo.

Archie Goodwin, Kentucky Wildcats, Freshman
Un pallino di chi scrive, meno degli scout NBA. Le prime parole per descriverlo sono sempre raw (grezzo), wild (fuori controllo), uncoachable (inallenabile). La verità non è nel mezzo, è questa, ma come avevo accennato per Ricky Ledo, i talenti sregolati sono quelli che da sempre attraggono di più. Goodwin ha un potenziale mostruoso, e ha l’abilità di trovare il canestro come pochi giocatori della sua età (è dell’Agosto 1994). Buon ball-handler, preferisce le penetrazioni, supportate dalla sua straordinaria velocità, al tiro perimetrale, tanto da essere stato definito “il peggio tiratore della Draft Combine”, insieme a Shabazz Muhammad, il che è un grosso insulto per l’ex UCLA, viste le pessime percentuali dall’arco di Goodwin. Anche la stazza sembra essere non adatta per sostenere il livello atletico della NBA, soprattutto per quanto riguarda il peso, molto inferirore a quello degli altri pari ruolo. Sembra tutto andare contro l’ex Wildact eppure noi un penny lo scommettiamo, perché un gioatore con quel talento, così giovane, se rimesso in carreggiata potrebbe rivelarsi il vero furto del Draft 2013.

BEST OF THE REST

Allen Crabbe, California Golden Bears, Junior
Fatto e finito per giocare nella NBA. Alto, buona stazza, ottimo rimbalzista per essere una guardia, la vera abilità di Allen Crabbe è quella di essere un tiratore mortifero, soprattutto se piedi per terra e non dal palleggio. Non sarà un difensore o un palleggiatore ineccepibile, ma proprio per le sue qualità Crabbe è destinato a ritagliarsi uno spazio da giocatore di ruolo in una squadra da playoff. Se riuscirà a crescere a poco a poco negli aspetti del gioco in cui non eccelle, la sua carriera nella Lega più importante del mondo potrebbe essere lunga e soddisfacente.