NBA Elimination Turn – Cosa c’è nel futuro di Atlanta e Toronto?

Primo turno di playoff chiuso e (con le quattro sfide di queste due serate) già messo in archivio. A parte Charlotte e Washington, tutte le altre hanno venduta cara la pelle e hanno portato le rispettive semifinaliste alla decisiva gara 7. Partiamo, oggi, con i due team rimanenti nella Eastern Conference.

ATLANTA – Come nel 2008. Allora, gli opponenti erano i futuri campioni NBA in maglia Celtics. Un team duro, capace di farsi valere e portare gli avversari a tirare fuori i cosiddetti. Che sia un buon segno, per Indiana? Non sembra, vista la larga sconfitta in Gara 1 contro Washington. Ma intanto, pensiamo all’unica squadra delle 16 ad essere arrivata con record negativo. L’assenza di Al Horford ha certamente pesato, ma in  certi punti è sembrata quasi irrilevante. Gli Hawks hanno fatto due colpi decisivi quest’estate, la conferma di Teague e l’arrivo di Millsap. Per il primo, ottima l’idea di pareggiare l’offerta che avevano fatto a Luglio i Bucks: il fratello maggiore di Marquis ha fatto letteralmente impazzire Paul George e soci, segnando 19.3 punti a partita. Quasi tutti punti in penetrazione, nonostante sotto canestro ci sarebbero Scola e West (Hibbert è ancora atteso in cassa centrale). Si aggiungono 5 assist a partita. L’ex Louisiana Tech, invece, lo abbiamo già detto tante volte: giocatore fin troppo sottovalutato e, con la dipartita di Josh Smith, in molti pensavano che sarebbe andato a giocare in un mediocre team da Lottery. Invece, eccolo qua: la sua prima serie da sette gare in carriera, con doppia doppia di media sia nei punti (19.4) sia a rimbalzo (10.9). Questi due, i soliti sospetti. Poi ci sono quelli che non ti aspetti: non tanto Lou Williams, comunque fondamentale nell’economia della Georgia cestistica, quanto Mike Scott e Pero Antic. Il rookie macedone clutch nelle prime due gare e l’ex Virginia da 9.4 punti a partita e minutaggio importante da quasi 21 minuti a partita. Uomo panchina importante, oltre al solito Korver, è stato DeMarre Carroll, da 8 punti di media e 5 rimbalzi. Il futuro aspetta di vedere quando tornerà Horford: i free agent sono Gustavo Ayon, Shelvin Mack e Mike Scott tra i restricted, Cartier Martin ed Elton Brand tra gli UFA, con il secondo che molto probabilmente appenderà le scarpe al chiodo. Rinforzi? Molto dipenderà dalla crescita di Dennis Schroeder, ma intanto avere un playmaker come spalla di Teague non guasterebbe. Anche perché Lou Williams è molto più a suo agio come numero 2. Altra priorità: un centro. Quest’anno coach Budenholzer è riuscito a fare il miracolo, ma un eventuale nuovo infortunio di Horford (il caso Rose insegna a non fidarsi al 100%) non potrà essere ancora celato dagli Hawks.

TORONTO – Per quanto fossero testa di serie numero 3, si sapeva che i Raptors avrebbero potuto soccombere ai più esperti Nets, che comunque hanno dimostrato di faticare e non poco contro i giovani canadesi. Anzi, se non fosse stato per quella stoppata di Pierce … DeRozan assolutamente fenomenale e stella emergente del firmamento. Ha portato Toronto sulle spalle, con 23.8 punti a partita (migliore tra tutti i canadesi, seppur con il 33.3% da tre e il 38% da dentro l’arco). Assolutamente un fattore che, quando in zona, è immarcabile. Anche Kyle Lowry non ha sfigurato, tutt’altro: l’ex Rockets ha messo assieme cifre da All – Star (21.1 punti, 4.7 assist e altrettanti rimbalzi) e sarà lui il primo obiettivo dell’estate di Masai Ujiri. Amir Johnson sembra risorto ed ha occupato un ruolo importante, soprattutto in compagnia di Valanciunas, come rimbalzista (6 rimbalzi a partita). Il lituano era stato chiamato al salto di qualità,  dopo che l’allontanamento di Bargnani gli aveva aperto molte più possibilità che in passato. Il lituano è stato il migliore dei suoi a rimbalzo, con 9.7 catturati a partita, oltre che ai 10 punti di media. Interessante il contributo dato dai giocatori arrivati a dicembre da Sacramento, la controparte di Rudy Gay. Greivis Vasquez non ha di certo sfigurato: 5.1 assist a partita, migliore perfino di Lowry nel distribuire la palla; anche 10.4 PPG per il venezuelano. Patrick Patterson da 10.4 PPG e da 6.7 RPG è stato un ottimo appoggio per il team di Dwyane Casey e la sua giovane età promette molto bene. Nel complesso, Toronto chiude con sei giocatori in doppia cifra di media – punti: DeRozan, Lowry, Johnson (11.0 PPG), Valanciunas, Patterson e Vasquez. Il futuro vede un’estate di conferme, per la prima volta dopo tanti anni: sono free agent Restricted DeColo (molto probabilmente non riconfermato), Patterson e Vasquez, pedine molto importanti che meriterebbero di rimanere. Unrestricted, si sa già. Intanto, una conferma è già arrivata: Dwyane Casey ha rinnovato con il team per i prossimi tre anni. Basterà a convincere Kyle Lowry a rimanere?