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NBA Finals History: 1969, Don Nelson decide le finali del secolo tra Celtics e Lakers

Sono poche le Finals che possono contendere a quelle del 1998 – le finali dell’ultimo tiro e dell’ultimo titolo di Michael Jordan – l’appellativo di finali del secolo per spettacolo, importanza e impatto sulla storia del basket. Senza la serie finale del ’98 tra Jazz e Bulls o la rivalità tra Larry Bird e Magic Johnson, non avremmo alcun dubbio: le Finals del 1969 sono state le finali del secolo. La storia della NBA, a grandi linee, si può suddividere in cinque macro-epoche: Mikan e i Minneapolis Lakers, Auerbach e Russell ai Celtics, Magic contro Bird, i sei titoli di Jordan e gli anni del nuovo millennio, che non hanno ancora un dominatore ben definito. Le Finals del 1969 chiudono definitivamente la seconda era, quella degli 11 titoli in 13 anni dei Boston Celtics allenati prima da Red Auerbach e poi dallo stesso Bill Russell. Non è questo l’unico motivo per cui possiamo considerare queste finali come quelle più rappresentative del secolo scorso. C’è anche l’ennesimo scontro tra Bill Russell e Wilt Chamberlain, così come la settima finale NBA in undici anni tra i Lakers e i Celtics. Per spedire le Finals ’69 direttamente nella leggenda, però, serviva anche un incredibile canestro decisivo e Don Nelson ne è stato l’autore.

I CELTICS 1968/1969 – Red Auerbach lasciò la panchina dei biancoverdi nel 1966, dopo aver vinto 9 titoli NBA nei precedenti 10 anni. C’era la possibilità che i Celtics, affidati a Bill Russell in veste di allenatore/giocatore, accusassero il colpo ed in effetti, nella prima stagione post-Auerbach, i Philadelphia 76ers di Wilt Chamberlain eliminarono Boston nelle finali di Conference e vinsero il titolo NBA. Fine della dinastia? Neanche per sogno. Bastò un anno ai Celtics per tornare in cima alla lega: 4-3 sui Sixers di Wilt nelle finali di Conference e 4-2 in finale contro i soliti Lakers, che si erano illusi di poter trionfare dopo aver violato il Boston Garden in gara 2. I gialloviola presentarono un’importante novità in vista della stagione 1968/1969: avevano messo le mani su Wilt, il più grande dominatore che l’NBA avesse mai conosciuto fino a quel momento, in cambio di Jerry Chambers, Archie Clark e Darrall Imhoff. Wilt, però, era cambiato rispetto agli anni dei 33+ punti di media: aveva capito che per vincere doveva tirare di meno e passare di più il pallone. Non è un caso che, nell’anno del suo primo titolo, abbia avuto 7.8 assist di media in regular season e addirittura 9 nei Playoffs. Con Jerry West, Elgin Baylor e la versione uomo-squadra di Chamberlain, i Lakers erano gli avversari principali dei Celtics. Dal canto loro, i biancoverdi non avevano cambiato quasi nulla dalla stagione precedente: c’erano ancora Bill Russell (35 anni), Sam Jones (35), Bailey Howell (32), Tom Sanders (30), Don Nelson (29), John Havlicek (29) e Larry Siegfried (29). L’unica aggiunta importante fu quella di Emmette Bryant, il playmaker di riserva.

LAKERS CONTRO CELTICS – Prima novità fondamentale rispetto ai Celtics vs Lakers degli anni precedenti: questa volta il fattore campo è a favore dei gialloviola. Gara 1 è il trionfo della pallacanestro. Bill Russell decide di non ordinare ai suoi il raddoppio su Jerry West e l’esterno dei Lakers ringrazia con 53 punti a segno. John Havlicek risponde con 37 e i Celtics rimangono in partita fino alla fine. È proprio Wilt, a 23” dalla fine, a segnare il canestro che vale l’1-0 per i Lakers. Al Forum, i padroni di casa vincono anche gara 2 nonostante 43 punti di Havlicek. La serie si sposta nel Massachusetts e i Celtics, che finalmente scelgono di raddoppiare Jerry West, trovano il primo successo nonostante l’occhio gonfio di Havlicek, causato da un contatto con Keith Erickson. Servirà però tutto il Celtic Mystique per evitare una sconfitta in gara 4. Lakers avanti di 1 a pochi secondi dalla fine. Havlicek serve il pallone a Sam Jones, il veterano di mille battaglie, che ha vissuto una stagione difficile ed è finito a fare il sesto uomo. Jones, in movimento, segna uno dei canestri più incredibili nella storia delle Finals e i Celtics pareggiano la serie. Il Forum, però, rimane ancora terreno ostile per loro: 117-104 in gara 5. Lo stesso discorso vale per i Lakers al Garden: Boston va sul 3-3 con una vittoria 99-90. È tutto apparecchiato per una gara 7 carica di significati, dal momento che sarà l’ultima partita in carriera per Bill Russell e Sam Jones.

GARA 7 – L’antefatto è ormai noto a tutti: Jack Cooke, il proprietario dei Lakers, fece distribuire a tutti i presenti del Forum la scaletta dei festeggiamenti. Palloncini gialli e viola dal soffitto, la banda di USC che suona Happy Days Are Here Again e Chick Hearn che intervista nell’ordine Elgin Baylor, Jerry West e Wilt Chamberlain. Johnny Most, storica voce dei Boston Celtics, dirà anni dopo che anche il suo amico e rivale Chick Hearn, il commentatore dei Lakers, era rimasto fortemente perplesso per quell’iniziativa di Cooke. Secondo la leggenda, fu Sam Jones a portare il foglietto con il programma a Bill Russell. Il capitano e allenatore dei Celtics lo lesse ad alta voce e commentò: «Tante cose possono succedere stasera, tranne una: loro non possono batterci. Sarà divertente vederli scoppiare quei palloncini ad uno ad uno!». La sua profezia sembrava dovesse avverarsi nei primi tre quarti: Celtics sempre in controllo, addirittura in vantaggio per 76-91 a 12’ dalla fine grazie ai 12 punti di Don Nelson nel terzo periodo. Boston, però, cominciò ad avvertire la stanchezza e a collezionare tiri sbagliati – anche dalla lunetta – e palle perse, annaspando per di più nella metà campo difensiva. Sam Jones commise il suo sesto fallo e il pubblico di Los Angeles tributò al suo avversario di sempre – all’ultima partita in carriera – una emozionante standing ovation. Intanto, Wilt era uscito dal campo per un problema al ginocchio. Con la sua riserva, Mel Counts, in campo, i Lakers rimontarono e fu proprio Counts a segnare il jumper del -1. Con i Celtics sul +1 a 1’ 35” dalla fine, Keith Erickson sporcò il pallone a John Havlicek. La palla finì nelle mani di Don Nelson, che per non far scadere i 24 secondi, fu costretto a tirare di istinto. Lo schianto sul secondo ferro permise al pallone di impennarsi e di trovare dolcemente il fondo della retina. I Lakers non si rialzarono più. Fu la prima volta nella storia della NBA che la squadra in trasferta vinse la finale in gara 7.

COSA SUCCESSE DOPO – Jerry West, con 37.9 punti, 4.7 rimbalzi e 7.4 assist di media nella serie finale, vinse il premio di MVP delle Finals: è l’unico caso, nella storia della NBA, in cui fu premiato un giocatore della squadra perdente. Gara 7 delle finali 1969 fu l’ultima partita per due fenomenali campioni come Sam Jones e Bill Russell. Il centro chiuse la sua carriera ai Celtics con 11 titoli NBA in 13 anni e con medie irripetibili come 15.7 punti, 22.5 rimbalzi e 4.3 assist di media in 963 partite giocate. Sam Jones, l’uomo degli ultimi tiri, arrivò all’inizio della stagione 1957/1958 e quindi vinse 10 degli 11 titoli di Russell. Naturalmente, sono i due giocatori con il maggior numero di anelli al dito nella storia della NBA. Gli altri protagonisti biancoverdi continuarono a giocare, ma, senza il miglior difensore della storia in mezzo all’area, nella stagione successiva non arrivò nemmeno la qualificazione ai Playoffs. Ritorneranno al titolo solo nel 1974, con in panchina Tom Heinsohn e in campo, con Havlicek e Don Nelson, due fuoriclasse come Dave Cowens e Jo Jo White. L’infortunio al ginocchio di Wilt a 5’ dalla fine di gara 7 ebbe delle forti ripercussioni sull’amicizia tra il gigante dei Lakers e Russell: il centro dei Celtics aveva accusato il rivale di aver simulato l’infortunio e di non aver quindi onorato la sua ultima gara in NBA (abbiamo parlato del rapporto tra Russell e Wilt in un nostro articolo: CLICCA QUI). I Lakers del trio West-Baylor-Chamberlain persero le finali del 1970 contro i Knicks di Willis Reed, furono eliminati nel ’71 dai Bucks di Kareem e Oscar Robertson e riuscirono finalmente a vincere il titolo nel 1972, sconfiggendo per 4-1 i Knicks ed interrompendo una maledizione durata quasi 20 anni. Il titolo del ’72, per Wilt, fu il secondo e l’ultimo della sua carriera.

VIDEO – Il primo video è un riassunto della cavalcata dei Celtics verso il titolo 1969. A 2.45, si può vedere la prodezza di Sam Jones in gara 4. Sempre Sam Jones protagonista nel secondo video: il Forum di Los Angeles gli riserva una standing ovation quando lui, uno dei più grandi avversari dei Lakers in quegli anni, esce per falli alla sua ultima partita in carriera. Nel terzo video, il quarto quarto integrale di quella gara 7. A 12.00, l’infortunio di Wilt; a 22.05, il canestro decisivo di Don Nelson.