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NBA Free agency – Gli ultimi colpi di mercato prima dei playoff

Dopo la deadline, è il momento dei free agent. Entro il primo marzo, saranno tagliati tutti i giocatori desiderosi di unirsi a una contender, per effettuare la corsa playoff e, chissà, magari vincere l’anello (ma questo è totalmente nelle mani di Steph e degli altri che giocano ad Oakland). Vediamo prima tutti i giocatori che sono stati già eletti.

JJ HICKSON (Washington Wizards) – Dopo due anni a Denver, l’ex scelta dei Cavaliers chiude il suo contract year in una Washington a caccia di playoff. Un anno difficile per entrambi e un reparto lunghi che ha già Gortat, Nené e Gooden. Farà garbage time, al massimo sarà da accoppiare a Nené. Poco altro da commentare. 

KRIS HUMPHRIES (Atlanta Hawks) – Arrivato a Phoenix nell’affaire Markieff Morris da Washington, è stato rilasciato poche ore fa. Ha subito firmato per gli Hawks, in cerca di un lungo spigoloso visto l’addio anticipato di Splitter (operato all’anca). Porta rimbalzi, gioco sporco e ossigeno a Horford. 

JOE JOHNSON (Miami Heat) Era forse il più gettonato. E LeBron James era molto desideroso di farlo accedere alla sua corte (“Sa che lo vogliamo”, ndr), così potevano sperare di aggiungerlo Spurs, Celtics, Raptors o la squadra che lo aveva ceduto proprio a Brooklyn, gli Atlanta Hawks. Alla fine, ha vinto il sole di South Beach, oltre al fascino di aiutare una delle squadre più in forma della Eastern Conference, nonostante la sconfitta con i Celtics, la salute di Chris Bosh e l’infortunio “out for the season” di Beno Udrih, che avrebbe reso più importante la ricerca di un play da far alternare a Goran Dragic. Johnson porta a Miami tiro da tre punti e esperienza, anche se questa è la peggior stagione dal 2003. È comunque un valido cambio per Dwyane Wade e Miami, con lui, aggiunge un altro veterano. Vedremo se basterà a fare strada nei playoff. Le premesse sono buone: nell’esordio contro i Knicks, ha segnato 12 punti con 5/10 dal campo e 1/3 da tre punti.

DAVID LEE (Dallas Mavericks) – La cosa più importante era lasciare Boston e ce l’ha fatta. I Mavericks si prendono un quattro di riserva per Dirk e Carlisle (con lui, Pachulia, Powell e Mejiri) lascia sul fondo della panchina JaVale McGee, che con la sua esplosività aveva aiutato i texani.

ANDRE MILLER (San Antonio) – Il Professore cambia cattedra. E va all’Alma Mater Baskettarum di San Antonio. Tim Duncan diventa quindi il secondo giocatore più vecchio dei nero argento (Miller ha 37 giorni in più del caraibico, ndr) e gli Spurs superano di 375 mila dollari i limite della tassa. Dovranno tagliare Ray McCullum. Miller porta la sua esperienza e il suo temperamento combattivo, 3.4 PPG e 2.2 APG. Nel contesto Spurs, con Patty Mills e Tony Parker nel ruolo, è un’aggiunta molto utile per R.C. Buford. Da chioccia per LaVine e Rubio a tassello dell’ultima danza dei neroargento: il mondo è veramente strano a volte…

STEVE NOVAK (Milwaukee Bucks) – Pura mossa di contract year per un veterano specialista del tiro da tre, dopo essere stato tagliato dai Nuggets. I Bucks si faranno un’idea su di lui, eventualmente per l’anno prossimo. Anche perché ora si è infortunato ed è out for the season. 

JAKARR SAMPSON (Denver Nuggets) – L’idolo dei Sixers, lasciato andare spudoratamente e non più richiamato, segue lo stesso percorso di Allen Iverson (altra fama, magari…). Per lui c’è un biennale con il team del Colorado. L’infortunio di Danilo Gallinari (3-4 settimane out) gli lascerà spazio per mettersi in mostra, specie con un altro super atleta come Will Barton. 

ANDERSON VAREJAO (Golden State Warriors) – Lascia i Cavs da idolo delle folle, e approda alla sponda nemica. Con le sue mani e il suo movimento dal perno, Varejao è un valido alleato al bis Warriors. Anche se molto probabilmente verrà usato quanto David Lee e Bogut, potrà forse togliersi la soddisfazione a giugno di mettersi l’anello che a Cleveland non ha mai ottenuto e per ottenere il quale i Cavs lo hanno sacrificato. Vedremo chi riderà alla fine.

Ecco ora chi, invece, è stato rilasciato e cerca un team.

ANDREA BARGNANI – Poco da dire, perché si è scritto di tutto e di più sul rilascio del romano da parte dei Nets. Era l’uomo sbagliato nel posto sbagliato, tutto qui. Lui ha rifiutato la corte dell’Olympiakos per una ennesima occasione (sarebbe la sua quarta squadra in America, ndr), ma probabilmente la sua carriera NBA è finita qui, e forse lui e la Lega non si rimpiangeranno a vicenda. Anche se, da come si è detto in giro, fare qualche mese di allenamento con la canotta degli Spurs e sotto la supervisione di Messina prima del preolimpico non sembra una cosa malvagia… In attesa che Milano provi a tesserarlo durante la off season.

IPOTESI: San Antonio, Europa 

CHRIS COPELAND – Tagliato dai Magic dopo essere stato acquistato poche ore prima, serviva a Orlando per non pagare la differenza tra il cap e gli stipendi dei giocatori. Da pupillo dei Knicks a reietto, il trecciolone ha avuto un crollo vertiginoso. 

DEJUAN BLAIR – Arrivato a Phoenix nell’affaire Markieff Morris da Washington, è stato subito rilasciato. Bisogna vedere chi ha voglia di scommettere: magari i Clippers (che aggiungerebbero il lungo che non hanno trovato alla deadline) o Memphis che è senza Marc Gasol. Altra squadra che cerca un’ala grande sono i Raptors, e Blair farebbe da spalla per Biyombo e Patterson.

IPOTESI: Memphis, LA Clippers, Toronto

KEVIN MARTIN – Sono in fase di discussione del buyout, ma non è ancora nulla di sicuro. Nel caso in cui dovesse lasciare Minnesota, Martin diventerebbe uno dei giocatori più appetibili sul mercato per la sua capacità di aprire il campo. In una Lega dove i Warriors stanno aprendo sempre più il campo, non può che fare comodo. Prima della deadline, i Knicks avevano provato un timido approccio al nostro, senza però chiudere l’affare. Tra gli interessati nel periodo valido per le trade c’erano Bulls (ora come ora, ottima alternativa come guardia, in attesa di Jimmy Butler), Kings e Mavericks (ancora in prima fila). Si erano aggiunti anche gli Spurs, e dopo la firma di Miller l’ex Houston potrebbe rendere questi Spurs molto interessanti.

IPOTESI: San Antonio, Dallas, Chicago

JASON THOMPSON – I Warriors lo hanno tagliato per fare spazio a Varejao, anche se non è mai stato usato moltissimo nel corso della stagione (6.4 minuti, 2 punti, 1.9 rimbalzi in 28 partite di impiego). I Miami Heat ritorneranno sul mercato dopo il 7 marzo, anche a causa della salute di Bosh. Se CB1 non tornasse, Thompson potrebbe essere uno dei principali candidati. A meno che l’Olympiakos non ci provi, dopo il due di picche rifilato da Bargnani.

IPOTESI: Miami, Olympiakos Pireo

MARCUS THORNTON – Dopo che la cessione a Detroit assieme a Montiejunas è saltata, non ci è voluto molto perché lasciasse lo stesso i Rockets. Al minimo salariale, non farebbe scomodo a nessuno avere un tiratore come lui (10 punti in 18.8 minuti questa stagione, con il 42.6% dal campo e il 35.9% da tre punti). Magari Chicago, o anche il ritorno a Boston può essere un’opzione… A quanto pare, però, Pat Riley ha mostrato un certo interesse nei suoi confronti, e a Miami farebbe da cambio all’altro neo arrivato, Joe Johnson.

IPOTESI: Boston, Chicago, Miami

C’è da aggiungere in tutto ciò ance il caso Ty Lawson. Tanto fumo e poco arrosto, per lui, in questo mercato. Gli Houston Rockets stavano per cederlo a Utah, ma all’ultimo l’affare che avrebbe portato lui dai mormoni e Trey Burke dal Barba è saltato. Nella giornata di ieri, la notizia delle discussioni per la rescissione. Ma subito in serata la fumata nera anche per il buyout, con la dichiarazione da parte di Ty di voler chiudere la stagione a Houston.

È giusto tenere d’occhio anche i Miami Heat. La salute di Chris Bosh preoccupa tanto la dirigenza quanto i tifosi in generale e a Miami potrebbe non bastare Joe Johnson. Come detto in precedenza, la dirigenza vorrà muoversi sul mercato dopo il 7 marzo, quando i contratti firmati saranno parzialmente garantiti fino a fine stagione (sennò tanto vale essersi mossi alla deadline in ottica risparmio), inoltre la firma di Johnson ha fatto tornare la franchigia sopra il livello di luxury. Tra i nomi papabili ci sarebbero il già citato Marcus Thornton, Jason Thompson (a meno che non vada in Grecia) e tre giocatori in arrivo dall’esperienza in Cina, nella CBA: Jordan Crawford, Tony Wroten e Dorell Wright. Wright era stato corteggiato da Pat Riley a Luglio dopo che l’esterno aveva chiuso la sua crescita a Portland, ma anziché tornare in Florida (dove aveva vinto il titolo nel 2006) ha scelto di volare ai Chongqing Flying Dragons.

Ricordiamo che entro la giornata di domani, 1 marzo, tutti i giocatori per una contender devono aver rescisso il contratto con il vecchio team. Da qui a domani, vedremo che cosa potrebbe ancora succedere.