NBA Free Agency: le migliori guardie senza contratto

Il reparto guardie è forse uno di quelli che contiene meno nomi di tutti tra i free agent, ma si sa che l’oro è merce rara, su questo pianeta. Diamo un’occhiata quindi alle main shooting guard del campionato prive di contratto da Luglio.

LA STELLA
JR SMITH (New York Knicks) – Sesto Uomo dell’Anno, un rendimento stratosferico, tiri all’ultimo secondo che hanno aiutato New York. Una stagione incredibile, quella di JR, insomma. Se non fosse per la gomitata rifilata a Jason Terry in gara 4. Da quel momento, è uscito il lato oscuro di Smith; espulsione in gara 5 e le percentuali che sono calate drasticamente. Risultato? Mentre il numero 5 si dava alla pazza gioia nei night in compagnia di Rihanna, i Knicks risentivano delle sue ore piccole e sono usciti in semifinale. Ora è uscito dal contratto con i Knicks e sembra che la storia tra Smith e la Grande Mela sembra finita.

LA RIVELAZIONE
JERRYD BAYLESS (Memphis Grizzlies) – Dopo aver lasciato Toronto, Jarryd Bayless è stato subito chiamato a Memphis per rimpiazzare il talento senza testa di OJ Mayo. Risultato? Sostituzione compiuta con successo! Il contributo di Bayless è stato costante, dalla panchina e i Grizzlies non possono che essere soddisfatti di lui e del suo contributo dall’arco. Il problema è vedere se resterà o no, perché in Tennessee sembra che tante cose cambieranno, e lui è uno di quelli che, probabilmente, se ne andrà.

LA DELUSIONE
OJ MAYO (Dallas Mavericks) – Il talento c’è e l’ha mostrato anche nei suoi anni a Memphis e nei primi due mesi texani. Il problema, però, è che Mayo è molto incostante e nella Dallas in ricostruzione come quella del 2012/13 questo neo si è notato alla grande. La player option sul suo contratto è già esercitata, quindi siamo vicini alla terza squadra del nostro. Idee? Si parlava di Utah e di Cleveland, ma bisogna capire che OJ Mayo sarà il prossimo.

L’INCOGNITA
KEVIN MARTIN (Oklahoma City Thunder) – Non ha mai dato l’idea di sostituire Harden; anzi, sembra sempre più un giocatore fuori ruolo dopo i primi anni a Sacramento. Il talento c’è, la capacità di tiro idem, quindi è un giocatore sul quale investire ancora, magari in una squadra che punta al titolo. Magari, proprio il rinnovo con Oklahoma e, magari, dimostrare a Durant e compagni che quella appena passata era solo una stagione per adattarsi.

L’INTERNATIONAL
MARCO BELINELLI (Chicago Bulls) – Belinelli ha vissuto una stagione incredibile a Chicago e la sua speranza è di rimanere in maglia Bulls. Onestamente, Belinelli potrebbe avere più minuti se restasse. Bisognerà vedere come Chicago gestirà la situazione guardie.
MANU GINOBILI (San Antonio Spurs) – In pensione? Manu potrebbe andare con Bruce Willis & Co. per girare un nuovo “RED”, perché Gara 5 ha dimostrato che lui, del ritiro, non ne vuole proprio sapere. Ovvio che ora il figlio di Bahia Blanca abbia la testa sull’imminente anello, ma quando tutto sarà finito, potremmo anche non renderci conto del suo nome nel Tracker di NBA.com, perché con ogni probabilità rinnoverà per San Antonio.

GLI OUTSIDER
RAY ALLEN (Miami Heat) – Allen ha lasciato i Celtics per vincere il titolo con Miami, tra polemiche, fiamme alle maglie e insulti non inferiori a quelli postumi a “The Decision” (deve essere l’effetto he causa Miami, a quanto pare). Partito piano, è cresciuto sempre più, finché è arrivato ai 21 punti di gara 5. Anche se quella partita è stata persa, forse Allen ha trovato la fiducia necessaria per essere il terzo incomodo per San Antonio (dovrebbe essere il quarto, ma parlate con Bosh …). Il futuro? Un ritorno ai Celtics è irreale come un cast di Hollywood, anche se è uscita pure questa ipotesi. Hollywood? Già: dopo il successo di “He Got Game”, Allen ha ammesso di essere tentato dalla carriera cinematografica, con anche gente del calibro di Spike Lee che lo assicura come uno dei pochi attori davvero capaci di recitare. Sarà vero? Vediamo cosa farà dopo le Finals della sua player option.
GARY NEAL (San Antonio Spurs) – Da pazzo criminale a soldatino di Popovich che aiuta San Antonio nelle Finals. Insieme a quella di Danny Green, è la storia dei playoff. Non c’è molto da dire su Neal: restricted free agent, resterà agli Spurs per continuare la crescita dei giovani nero argento.
JJ REDICK (Milwaukee Bucks) – “Molto rumor per nulla”, di Jonathan Clay “JJ” Redick, con introduzione a cura dei Milwaukee Bucks. In Wisconsin speravano di portarlo per riparare all’eventuale partenza di Monta Ellis. Invece, a quanto pare, entrambi i giocatori lasceranno la franchigia senza che i Bucks possano fare nulla. Uno come Redick un posto lo trova sempre, perché parliamo di un giocatore con tiro da tre molto buono e buone capacità offensive in generale, quindi preparatevi per la prossima squadra.
NATE ROBINSON (Chicago Bulls) – Nate The Great è emerso in questa stagione, dopo l’anonimato che lo affliggeva dal 2011, con prestazioni davvero astronomiche. Il futuro può vederlo lontano dai Bulls per la stessa ragione che terrebbe lontano il nostro Belinelli: troppe guardie in rotazione. Dopo che si è parlato di Dallas e di Detroit, ora è riemerso il ritorno ai Knicks, che lui accetterebbe.

IN CERCA DI RISCATTO
BEN GORDON (Charlotte Bobcats) – Dopo aver infiammato Chicago prima del 2008, Gordon è stato periodico come la cometa di Halley per prestazioni, eclissandosi a Charlotte, salvo che per litigare con coach Dunlap e cercare di farsi cedere ai Nets. La trade è saltata, ma sicuramente il tempo dell’ex UConn a Charlotte è finito. Speriamo solo che, ovunque vada, riesca a ritornare il buon giocatore che vinse il Sesto Uomo da Rookie.