NBA: i migliori 25 giocatori della storia a cui affidare l’ultimo tiro (parte 3)

Proseguiamo la lista dei migliori 25 giocatori della storia NBA a cui affidare l’ultimo tiro. Nel caso ve la foste persa, ecco la prima e la seconda parte

15 – VINNIE JOHNSON
E’ sempre stato il buon giocatore che viaggiava tra i 12 ed i 15 punti di media a partita ai tempi di Detroit, ma i tifosi dei Pistons lo amano per un singolo, indimenticabile momento. 1990, gara 5 delle Final NBA, i Pistons conducono la serie per 3-1, ma i Blazers non mollano ed impattano a quota 90. Detroit è ad un solo canestro dal secondo titolo consecutivo e tutti si aspettano che sia Isiah Thomas, senza dubbio il miglior giocatore della squadra, a prendersi l’ultimo tiro, nonostante Johnson abbia segnato 5 degli ultimi 7 punti. Come previsto, Thomas si prende il pallone, ma a circa cinque secondi dalla fine si vede chiuso e passa il pallone a Johnson, che prima pensa di ridarla a Isiah, poi dopo un paio di palleggi s’arresta e tira dalla media: solo rete, i Pistons vincono il titolo. Con quell’unico canestro, Vinnie si è meritato l’ingresso tra gli immortali del basket, perché diciamocelo, non è da tutti avere il coraggio di prendere e segnare il canestro che vale un intero campionato.

14 – JOHN STOCKTON
Ricordato in particolare per essere uno dei migliori passatori di tutti i tempi, Stockton non ha mai rifiutato di prendersi i tiri pesanti quando necessario, e spesso li ha pure segnati. In particolare si ricordano i tre realizzati nel corso dei playoffs. Il primo game-winner è arrivato in gara 1 del primo turno contro i Rockets (1995), l’ultimo in gara 4 del primo turno contro i Kings (1999). In mezzo, però, c’è quello più memorabile della sua carriera: gara 6 delle finali di Conference del 1997, dinanzi ai Jazz ci sono i Rockets. Le due squadre sono in parità e mancano solo tre secondi alla fine: la palla viene rimessa nelle mani di Stockton, che dopo un solo palleggio infila la tripla che vale l’accesso di Utah alle Finals NBA. Purtroppo per Stockton, con i Bulls di Jordan che hanno praticamente dominato negli anni ’90, i Jazz non sono mai riusciti a vincere il tanto agognato anello.

13 – PAUL PIERCE
Forse un po’ sottovalutato nella lega, nonostante qualcosina in bacheca l’abbia messa, Pierce è una delle ali piccole più forti della storia per la sua capacità di saper fare tutto su un campo da basket: grande attaccante, buon difensore, buone capacità di passare la palla e di andare a rimbalzo, e soprattutto grande freddezza nei momenti che contano. Tra i tanti canestri pesanti che ha segnato nel corso della sua carriera, i più importanti sono sicuramente i tre realizzati nei playoffs. Il primo nel 2003 contro i Pacers, quando in gara 1 nel giro di pochi secondi prima segna la tripla del sorpasso e poi suggella la vittoria con 4 liberi consecutivi. Sei anni più tardi, nel primo turno contro i Bulls, con l’incontro (104-104) e la serie (2-2) in perfetta parità, Pierce infila il game-winner, lasciando solo tre secondi alla fine del supplementare. Nel 2010, invece, nel primo turno contro gli Heat realizza il canestro sulla sirena che vale la vittoria dei Celtics.

12 – STEVE KERR
Kerr è stato uno dei migliori specialisti da tre punti nella storia NBA e non si è fatto mancare diversi canestri decisivi, ma si guadagna un posto alto in questa classifica per un momento in particolare. 1997, gara 6 delle Finals, i Bulls sono avanti nella serie per 3-2, ma i Jazz non mollano e impattano a quota 86. All’uscita dal timeout, Michael Jordan fa una cosa che nessuno si aspetta: decide di passarla a Kerr, colui che ha ricoperto un ruolo fondamentale negli ultimi tre titoli di Chicago, che a sei secondi dalla fine non si fa trovare preparato, ed infila il canestro più importante della sua vita che vale il titolo. Non serve raccontare gli altri game-winner segnati da Kerr, un canestro per la vittoria del campionato basta e avanza per motivare la sua posizione.

11 – JOHN PAXSON
Qualcuno si chiederà giustamente perché Paxson, che di certo non era un tiratore migliore di Kerr, né ha segnato il suo stesso numero di canestri pesanti, sia stato messo davanti al compagno di squadra ai tempi dei Bulls. La motivazione va ricercata in gara 6 delle Finals 1993: i Bulls sono sotto 98-96 con una manciata di secondi dalla fine ed una sconfitta permetterebbe ai Suns di allungare la serie a gara 7. Paxson riceve il passaggio di Horace Grant e con grande freddezza realizza la bomba che vale sorpasso, vittoria e three-peat per Chicago. Pur essendo stati entrambi canestri per il titolo, quello di Paxson è più importante per il semplice fatto che Johnson l’ha realizzato in situazione di parità, mentre lui se avesse sbagliato, avrebbe costretto i Bulls a gara 7.