NBA: i migliori 25 giocatori della storia a cui affidare l’ultimo tiro (parte 5)

Conludiamo la lista dei migliori 25 giocatori della storia NBA a cui affidare l’ultimo tiro. Nel caso ve la foste perse, ecco la prima, la seconda parte, la terza parte e la quarta parte.

5 – KOBE BRYANT
In questo caso bisogna partire da un numero: 28. Che cosa rappresenta? E’ semplice, sono i game-winner segnati nell’arco della sua carriera, solo un giocatore può vantarne qualcuno in più. Tra l’altro 5 di questi sono arrivati solo nella stagione 2009-10, quella in cui ha vinto il suo quinto e per ora ultimo titolo NBA. Quando si tratta di prendere e mettere tiri importanti, Kobe non solo non ha paura, ma dà l’impressione di amare questo tipo di situazioni in cui poter prendersi tutte le responsabilità. A tenerlo fuori dalla top 3 è il numero di game-winner segnati nei playoffs NBA, “solo” 5 e nessuno nelle Finals, dove però qualche tiro importante lo ha comunque messo, come quella tripla che nel 2004 ha costretto i Pistons all’overtime, scongiurando il 2-0 nella serie. Qualcuno obietterà che non ha segnato canestri che sono valsi il titolo come alcuni giocatori che lo precedono, ma il numero impressionante di game-winner, la mentalità di Kobe ed il suo approccio spavaldo a queste situazioni non possono che proiettarlo tra i migliori a cui affidare l’ultimo tiro.

4 – REGGIE MILLER
Non solo stiamo parlando di uno dei tiratori più micidiali di tutti i tempi, ma anche di un vero e proprio maestro dei canestri pesanti. A confermare ciò possono essere i tifosi dei… Knicks! Quest’ultimi, infatti, più e più volte hanno visto abbattersi la furia di Miller contro la propria squadra: indimenticabile gara 1 delle semifinali del 1995, quando con i Pacers sotto di 6 ha prima dimezzato lo svantaggio da oltre l’arco, poi ha recuperato il pallone e sparato la tripla del pareggio e non contento si è guadagnato e ha realizzato i due liberi della vittoria. Se questi sono i canestri pesanti più popolari che ha realizzato, non vanno dimenticati il game-winner nelle semifinali del 2005 contro i Pistons, quello in gara 4 della finale di Conference del ’98 contro i Bulls di Michael Jordan e quello in gara 1 del primo round del 2001 contro i Sixers.

3 – JERRY WEST
Quando il gioco si fa duro, West inizia a giocare: non a caso ha infilato una lunga serie di game-winner e tiri pesanti nel corso degli anni ’60 e ’70, che gli è valsa il soprannome “Mr. Clutch”. In particolare ricordiamo cinque episodi: 1) 1962, gara 2 delle Western Divisional Finals, gli Hawks sono avanti di 1, ma i Lakers hanno un’ultima azione da giocare: la palla finisce nelle mani di West, che infila il jumper della vittoria. 2) 1966, gara 5 delle Finals, i Lakers sono costretti alla vittoria per poter continuare a sperare nel titolo: “Mr. Logo” segna il game-winner dall’angolo che permette ai gialloviola di portare la serie a gara 6. 3) 1969, gara 1 delle Finals, West ribalta completamente l’incontro nel finale, segnando due jumper in fila e i due tiri liberi che permettono ai Lakers di avere la meglio. 4) 1970, gara 3 delle Finals, i Knicks sono avanti di 2, ma un buzzer beater di West salva i Lakers dalla sconfitta e allunga l’incontro all’overtime. 5) 1973, gara 1 delle Western Division Finals, tanto per cambiare, i Lakers vengono salvati dalla sconfitta da West, che segna il canestro del sorpasso e della vittoria ad 8 secondi dal termine. Mr. Clutch: a giudicare dall’importanza di questi canestri, arrivati tutti nelle Finals o nelle finali di Conference, mai soprannome fu più meritato nella storia della NBA.

2 – ROBERT HORRY
Nei suoi 16 anni di carriera ha viaggiato con una media di appena 7 punti a partita, ma in questa classifica contano esclusivamente i canestri decisivi e “Big Shot Rob”, come suggerisce il soprannome, ne può vantare tantissimi, in particolare nei playoffs NBA. Nel corso della sua carriera tra Lakers, Rockets e Spurs, è sempre apparso “Jordanesco” nei finali di partita per la sua incredibile capacità di lasciare il segno. Tra i tanti realizzati, in particolare nei playoffs, sono due i suoi canestri più importanti ed indimenticabili. 2002, gara 4 delle finali di Conference, i Lakers sono sotto di 2 contro i Kings, ma hanno l’ultimo possesso dell’incontro: sia Kobe che O’Neal non trovano il fondo della retica, ma la palla finisce a Horry, che dalla linea dei tre punti segna con una calma irreale la bomba sulla sirena che vale la vittoria, senza la quale i gialloviola non avrebbero mai vinto il loro terzo titolo consecutivo. Tre anni più tardi, stavolta con la maglia degli Spurs, “Big Shot Rob” si è trovato in una situazione simile a quella dei Lakers 2002, solo che questa volta si trattava di gara 5 delle Finals NBA: anche in questa occasione Horry ha salvato la pelle a San Antonio, infilando alla fine del supplementare la tripla che è valsa la vittoria. Le sue statistiche lo fanno sembrare un giocatore normale, ma quando si tratta di mettere un tiro decisivo, nessuno è meglio di Horry, ad eccezione di un solo giocatore…

1 – MICHAEL JORDAN
Diciamocelo francamente: da quando abbiamo lanciato questa classifica, avete mai avuto dubbi su chi fosse il n.1? Magari LeBron James diventerà il più grande di tutti i tempi, ma non potrà mai essere decisivo nei finali come lo è stato MJ. Potremmo stare qui a scrivere poemi sui suoi TRENTA game-winner, di cui OTTO nei playoffs, inclusi DUE nelle Finals NBA e UNO che è valso il titolo del ’98, ma sarebbe inutile, perché chiunque mastichi un minimo di basket quei canestri li conosce a memoria. Che dire di Jordan, se non che in queste situazioni sembrava semplicemente disumano: ogni volta che si alzava per un game-winner o qualsiasi altro tiro importante, sapevi già che la palla sarebbe entrata. Poche storie, tra tutti i giocatori della storia NBA, in caso di ultimo tiro non c’è un allenatore che non vorrebbe che a prenderselo sia Michael Jordan.