NBA Playoffs: le cinque serie più indimenticabili della storia

#5 – FINALS 1997: JAZZ VS BULLS (2-4)
In termini di vittorie complessive, questa sfida per il titolo è stata la seconda migliore in assoluto nella storia. Chicago (69) e Utah (64) arrivavano a quelle Finals con 133 successi in due nella regular season 1996-97. La serie è stata a dir poco emozionante, con ben quattro partite decise con cinque o meno punti di scarto e addirittura con tre arrivate all’ultimo tiro. Naturalmente, in una situazione del genere Michael Jordan ci è andato a nozze come la mozzarella sulla pizza. Ha segnato il jumper sulla sirena in gara 1, dopo che Karl Malone aveva illuso i suoi con due liberi, poi ha messo in piedi uno dei più grandi spettacoli nella storia del gioco con la partita ormai denominata “Flu Game”. Nonostante riuscisse a malapena ad alzarsi durante i timeout, ha trascinato Chicago con 38 punti ed il game-winner da tre punti, permettendole così di rimontare dal -16 e di vincere una fondamentale gara 5 ad Utah. Nell’ultima sfida, stavolta i Jazz nei momenti cruciali hanno raddoppiato Michael, per evitare che finisse come in gara 1: Jordan allora l’ha passata a Steve Kerr che ha segnato la tripla di game, set, match e titolo NBA.

#4 – FINALS 1984: LAKERS VS CELTICS (3-4)
Questa è la serie che ha reso la NBA quello che è oggi, che ha avvicinato tanti nuovi appassionati ed alimentato le rivalità Magic-Bird e Lakers-Celtics. Quindi è molto più importante il significato di questa serie, piuttosto che il suo valore in campo. Anche se da questo punto di vista non ha di certo deluso, con le sconfitte all’overtime in gara 2 ed in gara 4 che sono state particolarmente dolorose per i gialloviola. Avanti 1-0, i Lakers hanno perso la seconda partita in casa con una pessima gestione del tempo regolamentare: Worthy ha regalato il pallone ad Henderson che lo ha convertito in due punti, mentre Magic non è riuscito incredibilmente a tirare prima che scadesse il tempo. Gara 4 è stata un po’ la fotocopia, con LA che ha faticato di nuovo nel momento cruciale: Johnson ha sbagliato due tiri liberi pesantissimi e perso un pallone mortale, con i Lakers che hanno sprecato 5 punti di vantaggio nell’ultimo minuto. Boston ha poi vinto gara 5, la famosa partita del caldo, dato che non c’era l’aria condizionata al Garden, dopodiché l’inatteso eroe Maxwell ha trascinato i Celtics al titolo nell’ultimo atto. 

#3 – SEMIFINALI WESTERN CONFERENCE 2006: MAVS VS SPURS (4-3)
Nonostante avessero vinto entrambe 60 partite in regular season, le due squadre texane si sono incontrate già in semifinale. Lo spettacolo, però, è stato di quelli indimenticabili. Cinque delle sette partite disputate hanno avuto dei finali clamorosi, con soli due punti in media a separare le squadre alla fine dei tempi regolamentari, mentre due sono finite direttamente all’overtime. Andiamo con ordine: nonostante il successo in gara 1 degli Spurs, i Mavericks sono riusciti a prendere il controllo della serie volando sul 3-1 e si sono pure ritrovati sul +20 per chiuderla. Ma San Antonio è riuscita a rimontare ed a tenersi in vita: poi in gara 6 l’assenza di Jason Terry, sospeso per un pugno su Finley nella sfida precedente, si è sicuramente fatta sentire, con gli Spurs che hanno impattato sul 3-3. Non è stato affatto facile, però, per gli speroni conquistare quella vittoria: pensate che l’intensità e la tensione erano così alte che negli ultimi 2 minuti non ha segnato nessuno e decisiva è stata la stoppata all’ultimo secondo di Bowen su Nowitzki per conservare il 98-97. In gara 7 ovviamente non si poteva che andare all’overtime, grazie ad una magia di Dirk, che con il 2+1 a 21’’ dal termine ha impattato il punteggio. Nel supplementare gli Spurs hanno alzato bandiera bianca ed i Mavericks hanno continuato la loro marcia verso la prima apparizione in finale. 

#2 – NBA FINALS 1998: BULLS VS JAZZ (4-2)
Dove pensavate che fosse la serie con il tiro più indimenticabile della storia di questo gioco? Michael manda per le terre Byron Russell, si prende un jumper di una perfezione assoluta e vince la partita. Quel tiro ha segnato il suo secondo ritiro dalla NBA ed ha cancellato tutte le sofferenze di una serie in cui i Jazz hanno fatto tutto il possibile per rovinare ai Bulls una serie in cui cinque partite sono state decise da 5 o meno punti di scarto. Jordan già in gara 5 aveva avuto la possibilità di chiudere i giochi, ma la sua tripla in quell’occasione non è andata a bersaglio. Utah ha vinto la gara di apertura con un finale thriller all’overtime, poi Chicago si è imposta nelle tre partite seguenti ed ha anche costretto in gara 3 gli avversari alla più grande disfatta nella storia delle Finals: allora è finita 96-54, ovvero con uno scarto abissale per l’era dei 24 secondi. Il fatto che i Jazz non hanno mai superato gli 88 punti fa capire con che intensità si è giocata tutta la serie. Umanamente dispiace molto per John Stockton, che un titolo nella sua carriera l’avrebbe meritato: dopo IL tiro di Jordan, Utah ha avuto l’opportunità di vincere la partita ed allungare la serie a gara 7, ma gli dei del basket hanno deciso di far uscire la tripla del suo stellare playmaker. 

#1 – FINALE EASTERN CONFERENCE 1981: SIXERS VS CELTICS (3-4)
Questa serie è stata senza dubbio la più bella dell’era post-fusione. La sfida tra Phila e Boston ha offerto tutto quello che si può vedere su un campo di pallacanestro. Entrambe le squadre avevano vinto 62 partite in stagione, ma soprattutto c’era una grande rivalità dovuta alle epiche sfide tra Bill Russell e Wilt Chamberlain. Allora i protagonisti non erano certo da meno: Larry Bird da una parte, Julius Erving dall’altra, entrambi alla ricerca del primo titolo. Ma a rendere indimenticabile la serie è stato soprattutto il fatto che i Celtics, sotto 3-1, sono riusciti a ribaltare completamente l’esito. Solo altre sette volte nella storia della lega una squadra è stata capace di rimontare un simile svantaggio in una serie playoffs, ma l’impresa dei Celtics vale doppio per importanza. Ma non è tutto: ben cinque delle sette partite sono state decise con uno scarto di due o meno punti, inclusi tutti gli ultimi quattro confronti. E ancora: Boston nelle ultime tre partite ha compiuto una rimonta nella rimonta, rientrando sempre da uno svantaggio in doppia cifra e poi dal -6 a 1’50’’ dal termine in gara 5, riuscendo sempre a vincere. La giocata chiave della serie è stata la stoppata di Kevin McHale su Andrew Toney, che ha permesso ai Celtics di vincere un fondamentale gara 6. L’atto conclusivo della serie è stato una vera e propria battaglia, caratterizzata da un solo canestro segnato negli ultimi tre minuti. Un cruciale tiro libero fallito da Cheeks ha permesso a Boston di imporsi per 91-90: curioso notare che la serie era invece iniziata con due liberi di Toney che hanno permesso ai Sixers di vincere di un punto.