NBA Playoffs, semifinali di Conference: i top e i flop del secondo turno di post-season

Come nel primo turno, ci siamo divertiti a scovare i protagonisti – in positivo e in negativo – del turno dei Playoffs. Questa volta abbiamo optato per una suddivisione differente: ci sono due quintetti top e un quintetto flop. I quintetti sono divisi tra i giocatori che hanno passato il turno e quelli che sono stati eliminati.

QUINTETTO TOP (VINCENTE)
Norris Cole (Miami Heat), Lance Stephenson (Indiana Pacers), Kawhi Leonard (San Antonio Spurs), Zach Randolph (Memphis Grizzlies), Marc Gasol (Memphis Grizzlies)

Dato per scontato il contributo di LeBron James e Chris Bosh (un po’ meno quello di un Wade pesantemente acciaccato), viene automatico ritenere Norris Cole il vero protagonista del 4-1 Heat: la guardia classe 1988 ha segnato 18 punti sia in gara 2 sia in gara 3 e, nelle prime quattro partite della serie, ha tirato 9/10 dall’arco. Nei Pacers, invece, di fianco a David West e Paul George si è messo discretamente in mostra anche Lance Stephenson: 11.7 punti e 8.2 rimbalzi di media nella serie con una doppia-doppia da 25 punti e 10 rimbalzi nella decisiva gara 6. Nell’economia degli Spurs, oramai, Kawhi Leonard è quasi importante come il trio delle meraviglie. Nelle sei partite contro Golden State è sempre andato in doppia cifra di punti e ha sfiorato la doppia-doppia di media (14.7 punti e 9.2 rimbalzi a gara). Poco da dire su Z-Bo e Marc: la coppia dei Grizzlies ha letteralmente massacrato i Thunder nel pitturato. Zach Randolph ha segnato 23 e 28 punti in gara 4 e gara 5, aggiungendo rispettivamente 12 e 14 rimbalzi. Marc Gasol, invece, è salito sopra i 20 nei primi quattro atti della serie, con un picco di 24 punti in gara 2.

QUINTETTO TOP (PERDENTE)
Stephen Curry (Golden State Warriors), Jarrett Jack (Golden State Warriors), Harrison Barnes (Golden State Warriors), Carmelo Anthony (New York Knicks), Jimmy Butler (Chicago Bulls)

Con una caviglia che ha fatto discretamente le bizze, Stephen Curry ha fatto il possibile per mettere in difficoltà Tony Parker. Nel terzo quarto di gara 1, chiusa con 44 punti e 11 assist, ha segnato 22 punti; 22.5 punti a gara con 6.8 assist contro gli Spurs. L’uomo dei tiri decisivi per i Warriors, però, è stato Jarrett Jack: il compagno di Curry, che sarà free-agent quest’estate, ha iniziato male la serie, ma si è ripreso progressivamente risultando decisivo in gara 4 (24 punti e 7 rimbalzi). Ma il giocatore che probabilmente ha più sorpreso tra i ragazzi di Mark Jackson è Harrison Barnes: 26 punti e 10 rimbalzi in gara 4, 25 e 7 in gara 5; nella serie ha tenuto 17.3 punti e 7.3 rimbalzi a partita. Non può far discutere la scelta di inserire Carmelo Anthony in questo quintetto: senza di lui i disastrosi Knicks di questi Playoffs sarebbero usciti 4-0 coi Pacers. O forse già nel turno prima coi Celtics. 28.5 punti in sei partite contro Indiana, con una percentuale dal campo del 43% (contro il 38% della serie contro Boston); in gara 6 ha totalizzato 39 punti e 7 rimbalzi. L’eroe di Chicago nelle semifinali di Conference non è più Nate Robinson, ma Jimmy Butler. L’ala di Thibodeau deve marcare LeBron e rimanere in campo pressoché per tutta la partita? Nessun problema. Jimmy gioca anche una buona prova realizzativa (15.6 punti di media col 43% dal campo); in gara 1, l’unica vinta dai Bulls, ha chiuso con 21 punti e 14 rimbalzi.

QUINTETTO FLOP
J.R. Smith (New York Knicks), Kevin Martin (Oklahoma City Thunder), Carlos Boozer (Chicago Bulls), Serge Ibaka (Oklahoma City Thunder), Kendrick Perkins (Oklahoma City Thunder)

Non può mancare J.R. Smith, che dopo una stagione regolare di alto livello ha fatto mancare il suo apporto alla squadra nei Playoffs. Due partite su sei sotto la doppia cifra e, soprattutto, un disastroso 26/90 totale dal campo, in cui spiccano i 4/15 di gara 1 e gara 6. Senza Westbrook doveva essere la seconda punta dei Thunder, invece Kevin Martin non è stato troppo in grado di entrare nei meccanismi dell’attacco, per la verità statico, dei Thunder. Dopo una buona gara 1 (25 punti e 7 rimbalzi), Martin tenta di imitare Smith con il suo 17/45 al tiro; in gara 2 ha segnato solo 6 punti con 2/11 dal campo. Carlos Boozer ha fatto enorme fatica ad entrare nella serie e, forse, ci è riuscito solo per il primo tempo di gara 5 (19 punti, ne ha segnati poi 7 in tutta la ripresa). In gara 4 ha tirato 3/14 e in generale ha avuto il 42% dal campo nella serie; 15 punti e 8 rimbalzi a partita nelle cinque gare contro gli Heat. Non è andato sicuramente meglio di lui Serge Ibaka, il nuovo terzo violino dei Thunder dopo la partenza di Harden. Contro i Grizzlies ha faticato terribilmente, tirando con il 37% dal campo (26/69) e concedendo tantissimo ai lunghi avversari nel pitturato. Diverso invece il discorso per il suo compagno di reparto Kendrick Perkins: qui si parla addirittura dell’abisso. Sbaglia tutto e più di tutto, ci si chiede spesso perché i suoi minuti non vengano presi interamente da Collison.

 

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