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NBA Preview: Denver Nuggets sulle spalle dell’Europa

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I Denver Nuggets sono ormai a un punto decisivo, della loro storia recente. Tanti anni nella mediocrità, putando anche sugli uomini sbagliati e sulla sfiga che li ha colpiti incessante. Ma ora le chiavi sono saldamente in mano a Danilo Gallinari, e Nikola Jokic, eroe della Serbia olimpica che ha segnato 25 punti in faccia a Team Usa nella partita di qualificazione, sarà il vero X Factor di questa squadra che promette, con Jusuf Nurkic, uno dei frontcourt più europei e interessanti della intera NBA. Il resto del team sta attraversando una metamorfosi che può far allontanare Kenneth Faried dalla squadra e sta per prepararsi al definitivo balzo nell’evoluzione di Mudiay, l’uomo chiamato più di tutti a fare da spalla per portare Denver ai vertici dell’Ovest.

In ordine: al Draft Denver ha preso il giovane Malik Beasley e il talentuoso Jamal Murray, ex Kentucky dalle buone capacità di tiro. Nulla, invece, sul fronte free agency. Anche se, per pochi giorni, è stato sfiorato il sogno Dwyane Wade.

Denver riparte da un Danilo Gallinari in forma smagliante e pronto a guidare i suoi alla postseason. Sarà circondato dal duo est Europeo Jokic – Nurkic. Soprattutto il serbo promette bene: quest’estate, a Rio, lo abbiamo visto importante sia in area sia dalla media, con un rilascio di palla meraviglioso e una mano molto morbida che ha fatto, per una partita e due quarti, paura anche a Team USA. Sbocciato dopo la presenza convincente alle Olimpiadi (9 punti + 6 rimbalzi in 20 minuti, con il 54% da dentro l’arco e il 76% ai liberi), Jokic sta per entrare nella sua seconda stagione NBA dopo il fatturato di 10 + 7 di media registrato nella passata stagione, e promette di rendere il suo ruolo più preponderante. Ritorna anche Darrell Arthur, dopo l’infortunio al crociato che lo ha tenuto fuori tutta la passata stagione, assieme a Wilson Chandler. Su di lui, simpatico il commento di Danilo Gallinari: sono otto anni che giocano nella stessa squadra, ma non hanno mai finito una stagione assieme a causa degli infortuni di entrambi. Ora, finalmente, le cose possono cambiare. In tutto questo, chi ci rimette potrebbe essere Kenneth Faried: da quando ha firmato il rinnovo, Manimal si è addomesticato e ha registrato medie al di sotto delle sue abituali prestazioni (dai 13.7 del 2013 – 2014 ai 12.5 della scorsa stagione e con 8.7 rimbalzi, dato più basso dopo i 7.7 dell’anno da matricola). I Raptors, tempo fa, erano alla sua ricerca, così come i Knicks. Ma le spasimanti ora potrebbero essere altre.

È attesa, su tutti, una crescita di Emmanuel Mudiay: il congolese ha fatto vedere buone cose, ma dopo l’anno in Cina ci si attendeva forse un impatto maggiore da parte sua. È lui il regista titolare, lui la ragione per cui Ty Lawson è stato ceduto. Quindi, deve meritarsi di essere alla guida di un team NBA. E 12.8 punti con il 36% dal campo non sono ritenute sufficienti.

La pecca che bisogna fare a Denver è di essere stata troppo immobile nel mercato: nessuna firma interessante, anche un altro veterano magari, o nessun tentativo concreto di cedere Faried, con il rischio di imbottire troppo il reparto lunghi. In stagione regolare, forse, sarà più facile muoversi a riguardo.

La crescita di questi ragazzi passerà ancora da coach Malone, con il quale tutti si sono trovati alla perfezione nel primo anno di guida. Soprattutto il Gallo ha avuto buone parole per lui, elogiando proprio l’empatia che sviluppa con i giovani. I Kings si staranno mangiando le mani per questi commenti…

La rotazione vedrà un apporto da quintetto maggiore, perché Chandler porta un allargamento del campo prima assente e il Gallo continuerà a evolvere la sua tipicità di ala – play (i passaggi mirabolanti sono stati al centro degli highlights di NBA.com ancora adesso). Ma vedrà anche Mudiay aiutato da Jameer Nelson, veteranissimo e professionista apprezzato da tutto lo spogliatoio, oltre a Will Barton, in netta rampa di lancia e candidato da molti a competere per il prossimo Sesto Uomo dell’Anno.

Non ci sarà Dwyane Wade, ma sarà sempre meglio di niente.

DOVE POSSONO ARRIVARE: i playoff non possono essere abbordabili, con questo team. Sarà un anno per verificare la maturità di Mudiay e per vedere di nuovo l’intesa Gallinari – Chandler sul campo, per far crescere il nuovo front court europeo e per aiutare i rookie, soprattutto Jamal Murray, destinato a restare a lungo in Colorado.

QUINTETTO IDEALE: Jokic – Nurkic – Gallinari – Chandler – Mudiay, sesto uomo Barton

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