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NBA Preview: Knicks, basterà il nuovo quintetto?

I Knicks sono stati uno dei team più attivi sul mercato, nel corso di tutta l’estate. Innanzitutto, hanno rafforzato il roster con l’arrivo di un ex fenomeno come Derrick Rose, di un leader carismatico come Noah e di Courtney Lee nello spot di guardia. Anche la panchina, con l’innesto di Brandon Jennings e di altri giocatori che, potenzialmente, potrebbero servire e far bene. Ma, allo stato delle cose, sono una delle scommesse più strane del prossimo campionato.

A partire proprio dal suo acquisto più prezioso: Rose è stato praticamente regalato da Chicago, lasciando andare di “prezioso” solo Robin Lopez, giocatore comunque di ruolo e autore di una buona stagione al Madison Square Garden. In aggiunta, Justin Holiday e Calderon, del quale New York voleva sbarazzarsi. Già questo basterebbe a farsi qualche domanda: anche se ha mostrato lampi di talento ineccepibili nel corso dell’ultima stagione, non dobbiamo nasconderci dietro ad un dito. D – Rose, dopo gli infortuni delle ultime annate, non è più stato lo stesso che portò i Bulls alla Finale di Conference e in questi anni lo abbiamo visto giocare non con la piena libertà di movimento, ma misurando ogni passo con la paura (più che comprensibile) che l’incubo si ripetesse. La cosa importante, per Rose, è di proiettarsi nell’idea che questo sia un nuovo inizio per lui, soprattutto alla luce del prossimo luglio, nel quale sarà free agent. Di certo la sua avventura newyorkese non è iniziata nel migliore dei modi: ha subito una serie di accuse per violenza sessuale e dovrà presenziare varie volte in tribunale per rispondere a ciò.

Anche Noah, l’idolo della folla di Chicago, non era più nei piani della dirigenza da molto tempo e la sua lussazione alla spalla è stato solo il punto finale della sua avventura in Illinois. Un contratto da 70 milioni in tre anni, in ogni caso, sono esagerati anche, e soprattutto, per la sua condizione attuale. Di certo la condizione attuale non è stata la ragione per la quale Phil Jackson ha provato a mettere le mani sul francese per le sue indiscusse doti di leader vocale e di rimbalzista, che a New York mancavano. Come mancherà la presenza sottocanestro di Robin Lopez… Lee è stato scaricato da Charlotte nel momento in cui è arrivato Marco Belinelli, anche se il suo arrivo in gara 7 al primo turno dei playoff è dovuto anche grazie all’ex Magic. Lee è un difensore sul perimetro di notevole qualità, e potrebbe essere una buona polizza, se non fosse per la sua incostanza offensiva, micidiale a Houston e a Boston. Un quadriennale da 48 milioni di dollari per battere la concorrenza dei Kings, accaniti inseguitori della guardia, ed ecco che i Knicks si trovano con un Lee in più a roster. Infine, Brandon Jennings. Un ginocchio malconcio e una mediocre esperienza ai Magic serviranno da base per uno che era, oggettivamente, un fenomeno prima dell’arrivo di Monta Ellis a Milwaukee. Partirà da sesto uomo, da cambio di Rose, perché messo nel contesto giusto e con un minutaggio coerente Jennings può dimostrarsi più importante e con valore aggiunto rispetto che a partire da titolare. Già ha dichiarato che vorrebbe essere un Knick per la vita, poi si sa: sarà il campo a parlare davvero, e non bastano una buona presenza in difesa e un passaggio dietro la schiena contro i Nets, o un faccia a faccia con Casper Ware (contro Washington) incitando il pubblico del Madison a convincere appieno.

Le certezze sono due: Carmelo Anthony e Kristaps Porzingis. Melo non può avere momento migliore, per iniziare la nuova stagione: è diventato il primo a vincere tre ori olimpici, ha partecipato a vari enti benefici di Rio e si è comportato da leader con i membri più giovani del team, indirizzandoli sulla strada giusta quando necessario. Ora sa bene anche lui che non è più tempo per segnare troppo. E attorno ha una squadra per provare, finalmente, a riportare New York ai playoff. Porzingis, invece, si è dimostrato fiducioso al media day, dichiarando di aver lavorato sul gioco di post basso e migliorando il tiro dalla media. Ma non solo: ha comunicato di aver fatto degli errori con i traniers nella scorsa stagione, lavorando molto sulla parte alta del corpo, mentre quest’estate è passato al lavoro sulle gambe. “Ora le gambe sono più forti – dice – e posso penetrare tenendo palla e il baricentro basso”. Già quest’anno può diventare MIP, dopo essere stato secondo dietro a Anthony – Towns (che lo ha battezzato PorzinGOD) nella graduatoria a rookie dell’anno. Ma lui a questo non ci pensa. “Il nostro obiettivo numero 1 sono pi playoff. Non penso ad altro”. Ma Adidas ha pensato a lui, con un contratto pluriennale tra i 3 e i 6 milioni di dollari.

Se il quintetto è di tutto rispetto, non si può certo dire lo stesso della panchina: Kyle O’Quinn è il massimo di una serie di riserve che include Vujacic e Lance Thomas, poi Lou Amundosn. Perso Langston Galloway durante la free agency, il resto è silenzio … su questo si sono espressi sia Chauncey Billups che Jaylen Brown. Per entrambi la squadra non può raggiungere la post season, e Billups ha aggiunto che “la panchina non è abbastanza profonda e il team usa il triangolo, che è un metodo di gioco negativo”. Di certo è più difficile applicarlo rispetto a molti anni fa. L’evoluzione del gioco non lo permette e New York non può correre il rischio di rimanere nel passato.

Sarà, inoltre, la prima stagione di Jeff Hornaceck sulla panchina dei Knicks. Coach tutto da costruire, con chiara mentalità difensiva in un sistema di attaccanti puri e con solo Noah ad alzare gli scudi in maniera efficiente. Un punto lo ha già messo in chiaro: il triangolo, per ribattere a Billups, sarà usato solo in situazioni di palla morta e di rimessa; perché la squadra non lo accetta, non lo condivide e non può giocarlo. Mistero risolto, insomma.

DOVE ARRIVANO – Poco ma sicuro che facciano il massimo per arrivare ai playoff, salvo che capiti qualche cataclisma e debbano perdere qualcuno per strada. Già ora devono affrontare le accuse di violenza sessuale rivolte a Rose, e la panchina non è certo abbastanza forte per fronteggiare la stagione NBA. Punteranno il massimo sul quintetto, e in bocca al lupo Knicks.

QUINTETTO IDEALE – Noah – Porzingis – Anthony – Lee – Rose. Sesto uomo Jennings