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NBA Preview: Los Angeles Clippers, obiettivo seconda forza a Ovest?

Per secoli sono stati la metà sbagliata di LA, ma da qualche anno a questa parte la Los Angeles cestistica ha dovuto accettare il fatto che i Lakers sono passati in secondo piano. Merito soprattutto di quel Chris Paul che proprio ai Lakers doveva trasferirsi, prima che la NBA bloccasse lo scambio. Ma anche di Blake Griffin e DeAndre Jordan, ormai stelle conclamate e nel pieno di una maturità (cestistica, s’intende) che permette ai Clippers di guardare con estrema fiducia alla stagione che sta per incominciare.

Maturità solo cestistica, nel caso di Blake Griffin, perché le note situazioni che hanno coinvolto il giocatore dei Clippers fuori dal campo non lasciano spazio ad interpretazioni di sorta. Sotto questo aspetto Blake deve ancora crescere moltissimo, perché Chris Paul inizia ad avere 31 anni e avrà la possibilità di uscire dal contratto nell’estate 2017. Sul parquet, Blake Griffin è un giocatore straordinario per tutti quelli che hanno avuto la voglia di accorgersene. Bollato per anni come una sorta di fenomeno da baraccone, capace di schiacciare e poco altro, Griffin ha risposto alle critiche lasciando parlare i suoi miglioramenti di stagione in stagione. Ha la tendenza a palleggiare troppo, situazione che fa perdere ritmo all’attacco, ma ha una tecnica spalle e fronte a canestro straordinaria e una visione di gioco con pochi eguali in quel ruolo. I 5.3 assist di media che ha collezionato nella stagione 2014/2015 parlano per lui (nelle 35 gare disputate l’anno scorso, ne ha avuti 4.9 a partita).

Accantonato il discorso Griffin, tocca parlare di Chris Paul. Non che ce ne dispiaccia, ovviamente. Uno dei migliori giocatori degli ultimi 10 anni, uno spettacolo con il pallone tra le mani grazie alle capacità di ball-handling e ad un’abilità di passaggio pressoché unica, una garanzia nei finali punto a punto. Ma, anche in questo caso, c’è un ma. Le due squadre in cui ha giocato, Hornets (adesso Pelicans) e Clippers, sono le uniche due squadre della Western Conference e a non aver mai raggiunto le finali di Conference dal 2000 ad oggi (ad Est, non ce l’hanno fatta Bobcats/Hornets e Wizards). Non è ovviamente una responsabilità sua, ma il tempo perché il contesto attorno a lui diventi vincente non è poi tanto, considerando l’età anagrafica del giocatore e la situazione di immobilismo sui grandi obiettivi di mercato dei Clippers dovuta all’alto monte stipendi. Per questo per i Clippers targati CP3 si tratta di una sorta di stagione della verità: se non dovessero raggiungere traguardi di prestigio neanche quest’anno, è più che probabile che Paul metta in discussione la sua permanenza in squadra.

Considerando la presenza dei due giocatori sopracitati, oltre ad un DeAndre Jordan sempre più incisivo sulle partite, ci troviamo davanti a una squadra forte. Impreziosita da un J.J. Redick tiratore micidiale e da un sesto uomo dal sicuro e sistematico apporto come Jamal Crawford. Sul mercato, i Clippers si sono mossi bene con qualche colpo low cost. Il reparto lunghi è stato puntellato con le aggiunte di Brandon Bass e soprattutto Marreese Speights, due giocatori che possono decisamente dare un contributo. Senza dimenticare Brice Johnson, che arriva dopo un’ottima carriera a North Carolina e ha già la maturità per scendere in campo. Tra gli esterni, Doc Rivers si affida per la panchina a elementi come Raymond Felton (comunque reduce da una solida stagione a Dallas), il figlio Austin, Alan Anderson, Dorell Wright e Luc Richard Mbah a Moute. Magari non nomi di grande richiamo, ma comunque giocatori in grado di rendersi utili alla causa. Così come Paul Pierce, all’ultima stagione in carriera, che nei momenti decisivi potrebbe avere un ruolo. Se il suo fisico lo renderà possibile, ovviamente.

Dove possono arrivare: la partenza di Kevin Durant da Oklahoma City significa che i Thunder dovrebbero essere fuori dai piani alti della Western Conference. I Golden State Warriors, che hanno firmato in estate proprio Durant, sembrano francamente inarrivabili. Ma gli Spurs potrebbero non essere più solidi come nel passato recente, per cui per i Clippers si apre una prospettiva interessante: quella di attestarsi come seconda forza ad Ovest, nonché rivale più accreditata per insidiare i Warriors nella corsa verso le Finals 2017. Il tempo a disposizione di questo gruppo non è poi più così tanto, per cui si aspetta che Paul e compagni spareranno tutte le cartucce a disposizione.

Quintetto ideale: Chris Paul – J.J. Redick – Wesley Johnson – Blake Griffin – DeAndre Jordan (Sesto uomo: Jamal Crawford)


 

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