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NBA Preview: Sacramento Kings, ancora in balia degli elementi

Boston Celtics v Sacramento Kings

Il calderone Kings non smette di bollire nemmeno questa estate. Coach Karl è stato allontanato definitivamente e Vlade Divac ha preso il controllo delle operazioni della capitale californiana. Ma la confusione su molti argomenti resta viva e non sembra impossibile veder scoppiare qualche petardo nel corso della stagione.

Partiamo però dal Draft. Con la 13ma assoluta, i Kings chiamano … Georgios Papagiannis, centro greco accolto dal tweet di DeMarcus Cousins “Signore, dammi la forza”. Perché Papagiannis è l’ennesimo lungo a riempire le fila di Sacramento, senza un disegno ben preciso. A loro si aggiunge Skal Labasierre, il giovane haitiano dalle braccia lunghissime e ancora estremamente acerbo.

L’ambiente dei Kings, fondamentalmente, non piace: chi vorrebbe stare in una polveriera che potrebbe esplodere da un momento all’altro e con dei dirigenti inetti nel compiere il proprio dovere? Di certo non Rajon Rondo. Voleva giocare con gente che volesse vincere, sbucciarsi le ginocchie e crescere, e ha identificato Jimmy Butler in questo modello; biennale da 28 milioni con Chicago e addio miglior assistman della Lega. E di certo non Rudy Gay: stufo delle voci di mercato che lo circondavano, l’ala ha praticamente dato forfait dichiarando di non rifirmare in estate e dimostrandosi pronto a testare la free agency. Parte quindi la caccia alla trade, con Gay indicato prima come nuovo membro dei Rockets, poi degli Heat, poi dei Thunder. Chiudono la lista i Lakers … ma quanto ne vale la pena?

La perdita di Caron Butler e di Seth Curry, nella mente di Randive e di Divac, non è stata così grave e forse non lo è. Ma il mercato ha portato alcuni nomi che potevano decisamente essere scelti meglio. Ad esempio: si vociferava un forte interesse dei Kings su Courtney Lee, uno che nel sistema attuale avrebbe avuto un impatto fondamentale, come difesa sul perimetro e come tiro da fuori. Allora perché, subito dopo, ci si è svenati per Aaron Afflalo, firmandolo a 25 milioni di dollari? Gli anni di Portland e di New York non sono stati certo esemplari per quello che una volta era noto come Rattlesnake ed era uno dei migliori difensori tra le guardie NBA, per intensità sul campo e soprattutto per infortuni. Si parlava di una Sacramento più civile e meno propensa agli sbalzi d’umore: e allora perché firmare Matt Barnes? Barnes è un giocatore unico nel suo genere, soprattutto nella sua metà campo (altrimenti Kobe non lo avrebbe voluto ai Lakers), ma le ultime scappatelle con Derek Fisher per la faccenda ex moglie non sono certo un modo per tenere la fedina penale pulita. Si voleva far crescere Cauley – Stein, che quando è nato gli hanno dato il dono del prendere rimbalzi. E allora perché, tornando all’inizio, scegliere Papagiannis?

Passiamo al fattore playmaker. Darren Collison, titolare, dovrà saltare le prime otto gare di regular season a causa della denuncia di violenza domestica rifilatagli. Lui ha ammesso l’errore e promesso che sarà un merito modello nei confronti della sua signora. Ma per otto gare i Kings saranno praticamente scoperti. Ty Lawson potrà fare qualcosa, ma sarà sempre un uomo solo. Di Lawson, però, meglio parlare più ampiamente dopo. Altra faccenda da sistemare riguarda Ben McLemore: la guardia tiratrice più sottovalutata di Sacramento è pronta ad iniziare la stagione per il verso giusto: si è allenato ed è mentalmente pronto a farsi valere. Ma Milwaukee, per poche ore, è parsa la sua nuova casa in cambio di Michael Carter – Williams, visto che i Kings vogliono sbarazzarsene e non gli hanno nemmeno offerto il rinnovo contrattuale. McLemore è un tiratore dal 34% dalla linea da tre punti e da 7 punti di media, ha leve lunghe e può giocare bene anche in area. Ma a Sacramento, semplicemente, non ha spazio; ecco perché merita una chance di andare altrove, per mettersi in mostra. Un altro playmaker ci sarebbe già: Jordan Farmar ha fatto ritorno in NBA dopo l’esperienza turca e partirà in backcourt.

Discorso Lawson: è una firma che approvo. A Houston e Indiana stava smaltendo gli enormi problemi di alcolismo che lo affliggevano, ma ora può puntare fortissimo e diventare un riferimento per la panchina dei Kings. Nel marasma di gente che Divac ha firmato, bisogna riconoscere che ci sono molti più veterani degli anni passati, anche se (Afflalo con il citato McLemore, Barnes e Malachi Richardson) possono rischiare di tarpare le ali a chi deve assolutamente fare il battesimo del volo.

Il pacchetto lunghi è assurdamente lungo: Cousins titolare, Koufos, Cauley – Stein, Papagiannis. Uno dei quattro è di troppo, e quel qualcuno potrebbe essere Koufos. Il greco più esperto della squadra ha il minutaggio più alto in carriera (19 minuti) dal suo ultimo anno ai Nuggets e questo blocca la crescita di Cauley – Stein, ancora fermo a 7 punti e 5.3 rimbalzi di media. Animale difensivo se ce n’è uno, l’ex Wildcat può essere un pezzo importante del roster della nuova Sacramento, ma ovviamente deve essere liberato. Le ali sono, attualmente, Labasierre, Anthony Tolliver, Gay, Omri Casspi, Barnes. Due tiratori puri, un difensore, uno da inquadrare e uno con un piede fuori dal team. Le guardie sono Afflalo, McLemore, Richardon, Garrett Temple, con Lawson, Collison e Farmar playmaker. Ovviamente si sta scrivendo solo di chi dovrebbe essere sicuro di esserci, ma per il training camp altri giocatori sono presenti.

Tutte le ipotesi fatte finora possono essere valide o meno, ma Vlade Divac sembra si diverta a screditarle. In conferenza stampa ha dichiarato che né Gay, né tantomeno McLemore saranno ceduti. Per Gay: “E’ un’ala importante e se vorrà rimanere a fine anno bene, sennò va bene lo stesso.”. Su McLemore: “Siamo contenti di come stia lavorando”.

In tutto questo, coach Dave Joger passa dalla banda teppisti dei Grizzlies a quella dei Kings. La sua leadership ed esperienza con una Memphis mezza acciaccata possono essere utili a Sacramento per far mettere a posto la testa a Cousins, dimostratasi entusiasta del nuovo allenatore e del suo nuovo modo di approcciare il team. Forse è l’anno buono, dopo il primo oro olimpico, per sperare in una definitiva maturazione di DeMarcus?

DOVE POSSONO ARRIVARE: I playoff sono lontani, ma non un miraggio. Oltre la decima piazza, però, è dura vedere questi Kings.

QUINTETTO IDEALE: Cousins – Koufos – Gay – McLemore – Collison, sesto uomo Afflalo.

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