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NBA Preview: Suns, basi più solide per un futuro radioso

I Phoenix Suns: una squadra nel limbo ormai da tanti, forse troppi anni. Forse, il 2016 è l’anno buono per una svolta. Forse non i playoff, ma nemmeno da ultimi in classifica e senza una definita gerarchia.

Dal mercato non si punta più sui giovani, ma su uomini navigati, ben noti in casa Suns. Sono infatti tornati Jared Dudley e Leandro Barbosa, due che sono stati testimoni della Phoenix che arrivò in Finale di Conference nel 2010. Segue poi la conferma di coach Watson, che dopo l’esperienza della scorsa stagione torna a guidare la franchigia dell’Arizona. E un ex giocatore riconosciuto per le sue doti di uomo da spogliatoio fa solamente bene. In questo training camp è stato lui ad operare una delle scelte più importanti della franchigia, la spada di Damocle che affliggeva i Suns: ha cambiato qualcosa nelle rotazioni. Per il centro titolare, facile che Alex Len rimanga titolare e che Tyson Chandler sia pivot di riserva, nonostante il faraonico contratto. Ma è il reparto guardie ad essere cambiato: dopo la buona stagione da rookie, il cecchino Devin Booker (19/19 da tre punti in allenamento) partirà shooting guard titolare e al suo fianco ci sarà Eric Bledsoe, sperando che (finalmente) l’ex Clippers possa dare il meglio di sé senza essere afflitto dagli infortuni degli ultimi anni. Brandon Knight, invece, partirà dalla panchina. Una scelta azzeccatissima: Knight ha avuto problemi alle ginocchia e, in fatto di rendimento, al momento di essere ceduto da Milwaukee aveva perso molta della sua esplosività. Aggiungendo anche i suoi problemi di infortuni, giocare come riserva (presumibile sia sesto uomo) lo aiuterà a riprendere confidenza con il gioco e a dare un buon contributo in un minutaggio contenuto. La sua reazione è stata positiva: “Vediamo cosa succederà, non posso predire il futuro. Sono un professionista e mi comporterò sempre con atteggiamento positivo. Rispetto coach Watson e apprezzo la sua decisione, adoro giocare per lui.” Staremo a vedere poi che cosa dirà il campo…

Lo scopo principale di Phoenix è non cambiare nulla, sostanzialmente. A parte Dragan Bender e Marquess Chriss dal Draft, sono arrivati i due ex indicati a inizio di questa preview. In perdita, sostanzialmente, di Mirza Teletovic e della sua affidabilità da tre punti (miglior riserva con tiri da tre punti, con 165 bombe all’8 di aprile). Ma, detto francamente, i due possono essere aggiunte molto preziose. Due veterani entrambi, familiari con l’ambiente di Phoenix. Ma Dudley può e deve tornare quello che era a Milwaukee, aprendo il campo e difendendo sul perimetro. Di Barbosa non possiamo dire nulla: gli Warriors, in certi momenti delle sue due stagioni, li ha tenuti in piedi lui, e in certi momenti abbiamo visto alcuni guizzi del vecchio Leandrinho che vedevamo nella prima versione dei Suns, quando vinse il Sesto Uomo dell’Anno. I suoi punti e la sua esperienza gioveranno a Booker, ma anche a Knight in panchina per sviluppare l’istinto del sesto uomo. D’altronde, ora è il play il suo degno erede come sesto uomo.

DOVE POSSONO ARRIVARE: anche quest’anno, i Suns difficilmente faranno i playoff. Ma il 23 – 59 può essere migliorato fino alle 30 partite, anche 33. Però non oltre. Come per i Lakers, servirà per capire effettivamente su chi puntare. Sperando, ovviamente, che Bledsoe concluda la stagione sano …

QUINTETTO IDEALE: Len – Bender – Tucker – Booker – Bledsoe, sesto uomo Knight

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