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NBA Preview: Trail Blazers, sulle spalle di Lillard alla ricerca della conferma

Abbiamo lasciato i Portland Trail Blazers edizione 2015/16 dopo la sconfitta in gara 5 delle semifinali di conference contro i Golden State Warriors, che ha sancito l’eliminazione della squadra di coach Stotts dalla postseason. Eliminazione, tuttavia, arrivata più tardi di quel che quasi tutti avessero previsto, a fronte dell’inaspettata vittoria al primo turno contro i ben più attrezzati Los Angeles Clippers che, a onor di cronaca, hanno patito l’assenza contemporanea di Griffin e Chris Paul nelle ultime due decisive gare della serie.

Già nella passata stagione nella “RIP City” hanno fatto qualcosa di molto positivo, piazzandosi al quinto posto nella selvaggia Western Conference, davanti a squadre con ben altre aspettative come Dallas, Memphis e Houston (rispettivamente sesta, settima e ottava classificata in regular season), e avere mantenuto tutto il quintetto base e gran parte del nocciolo duro del gruppo non può che giocare a favore di una squadra come i Blazers, speranzosi di vedere confermati quei buonissimi segnali dati dai vari Alan Crabbe, Mo Harkless e Aminu anche durante i playoffs. Se Damian Lillard ha già ampiamente dimostrato il proprio valore con una stagione da MVP (25.1 punti, 6.8 assist e 4.0 rimbalzi ad allacciata di scarpe), oscurato solo da due mostri come Curry e Westbrook, appare ormai chiaro come C.J. McCollum abbia preso possesso del ruolo di secondo violino della squadra già dallo scorso anno, complici le partenze di Wesley Matthews e LaMarcus Aldridge, chiudendo sopra i 20 punti a partita.

Seppur marginali, i nuovi arrivi potrebbero garantire quella maggiore profondità che ogni allenatore vorrebbe avere, specialmente se ad essa si aggiunge la doppia esperienza a livello di NBA Finals come quella portata sotto i tabelloni da Festus Ezeli, in uscita dagli Warriors. Oltre al pianista nigeriano (QUI la sua storia, magistralmente raccontata da Claudio Pavesi), le due aggiunte più importanti sono quelle di Shabazz Napier (20 punti in preseason contro i Suns) ed Evan Turner, in uscita da Boston e, potenzialmente, giocatore che può incrementare parecchio la pericolosità offensiva della squadra.

DOVE ARRIVANO:
Come già detto, il vero punto di forza di Portland sta nell’aver mantenuto il nocciolo duro della bella sorpresa vista lo damescorso anno. Certo, altre squadre rivali si sono rinforzate per prolungare la stagione fino a giugno, ma vi ricordate come Lillard prese la notizia della sua esclusione dai trenta pre-convocati di Team USA per Rio 2016? 32.9 di media e una faccia piuttosto incazzata. Così, giusto per ricordare quanto sia competitivo il prodotto di Weber State. Se “Damiano” potrebbe essere l’MVP romantico (ma non troppo), la conferma del quinto posto a Ovest è possibile per la banda di coach Terry Stotts.

QUINTETTO IDEALE
:
Lillard – McCollum – Aminu – Turner – Plumlee.  Sesto uomo: Harkless


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