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NBA – Teague a Phila, per rilanciare un team sull’orlo del baratro?

È ovvio che gli occhi, oggi, siano tutti su quello che accade a Oakland e Cleveland. Ma non dimentichiamoci che, nel frattempo, anche il mercato NBA sta lentamente riprendendo vita. Nella postseason i team possono fare scambi, a patto ovviamente che siano già fuori dai playoff al momento della cessione. E il primo rumor gira già per la rete con una certa insistenza. I protagonisti della trade sarebbero Philadelphia e Atlanta, quindi entrambi (specialmente una) da largo tempo fuori dalla stagione.

E gli indiziati a cambiarsi maglia sono due che abbiamo sentito nominare abbastanza volte, alla deadline di febbraio. Nerlens Noel da una parte, Jeff Teague dall’altra. Atlanta è in prossimità di rivoluzionare il roster, per quanto gli Hawks stessi non vogliano ammetterlo. E nonostante la voglia di Al Horford di rimanere, il 4 – 0 rimediato contro Cleveland ha fatto capire che la rivoluzione si farà. Noel può essere l’uomo giusto: con 1.5 stoppate a partita, in questa stagione si è trovato a fare l’altro gallo nel pollaio con Jahilil Okafor. Non è ancora sbocciato come in molti pensavano avrebbe fatto appena uscito da Kentucky, e forse non è nato per fare la stella di una squadra. Ma con quelle capacità, può essere un ottimo secondo violino. Atlanta gli casca a fagiolo: difficile che rinnovi Horford al massimo salariale (contando che è un fresco 30nne, ndr), e l’assenza di Splitter sotto canestro ha fatto capire che, anche se il Gioco si sta evolvendo, ci sono ancora barlumi di forza in area, con anche in Gara 1 Bogut che ha fatto il bello e il cattivo tempo sotto canestro. Sarebbe quindi il cambio perfetto per Millsap, a questo punto potenziale uomo franchigia in Georgia.

I Sixers, intanto, si preparano all’estate X che Sam Hinkie aveva orchestrato con pazienza, per quanto non si possa essere seguaci di questo tipo di strategia. Con (finalmente) la numero 1 al Draft e un sacco di spazio salariale, Bryan Colangelo è pronto a mettere le mani su giocatori di valore, più che su rookie e giocatori di poca esperienza. E Teague, di certo, è uno di quei giocatori sui quali puntare. Sette anni di esperienza ad Atlanta, una convocazione all’ All-Star Game nel 2015, giocatore del mese gennaio 2015 assieme al resto del quintetto Hawks, in questa stagione 15.7 punti e 2.7 rimbalzi di media, conditi da 5.9 assist. Solo che, in Georgia, Dennis Schroeder sta emergendo, e questo porta ovviamente a un conflitto di interessi.

Una trade, insomma, che aiuterebbe entrambi i team; i Sixers, soprattutto, sarebbero aiutati in quanto giocare con Teague può essere un’attrattiva per free agent di livello medio – alto. Lo scambio non coinvolgerebbe solo i due giocatori, ma anche altri comprimari (i Sixers sembrano intenzionati a cedere Nik Staukas o Robert Covington). Per la franchigia della Pennsylvania può servire allontanare l’ex Kings, cambio da tre interessante per Korver à la Doug McDermott, con Covington autore di una buona stagione in quel di Phila. Stando alle voci, sarebbe quindi la fine delle ipotesi che vedrebbero Jahilil Okafor come nuovo giocatore dei Boston Celtics: il nuovo scenario, che vedrebbe finalmente Embiid in campo, oltre a Dario Saric e Ben Simmons (sempre che sia lui la prima scelta assoluta) a formare un nuovo roster di giovani, porterebbe l’ex Duke come titolare indisturbato, finché Embiid non si sarà ristabilito al 100%. Al fianco di Teague, chiamato al ruolo di leader e chioccia del futuro dei Sixers. Una scommessa che Bryan Colangelo vuole provare a vincere sin dall’inizio.

Sono anni che a Phila manca un playmaker degno di tale nome. L’ultimo si chiamava Andre Miller, ma con lui non si è andati molto lontano. Venti anni fa, con la 1ma assoluta, Phila chiamò Allen Iverson. E anche se l’inizio fu tentennante, una Finale arrivò.

Se questo scambio si farà, si spera che Jeff Teague possa seguire lo stesso destino.