Nonsolocontender: il magico mondo delle franchigie dimenticate

Sarà stato il bocconotto (deliziosa specialità abruzzese),saranno stati i caffè, o semplicemente sarà che sono malato di NBA, fatto sta che mercoledì ho fatto le 6 di mattina guardando non meno di 4 partite più diversi spezzoni di quelle in contemporanea alle altre. Una sorta di Tom Cruise in Minority Report con l’Ipad, passando da campo a campo.

In questo delirio cestistico non ho potuto fare a meno di notare alcuni sistemi di gioco che, pur essendo ancora all’antipasto della stagione, possono considerarsi a mio avviso già ottimi spunti di riflessione per il prosieguo. Non è mia intenzione però parlare delle “solite squadre”, tanto lo sappiamo tutti che gli Spurs hanno raggiunto il Nirvana tattico, i Nets giocano come fossero allenati da Barney dei Simpson (fate caso allo sguardo perso nel vuoto di Kidd in giacca e cravatta), i Knicks hanno un QI cestistico pari a Bobo Vieri alle 4 di mattina a Formentera e così via.

Parliamo delle squadre “undercover”, quelle che nessuno le guarda su NBA League Pass, sbagliando.

PHOENIX SUNS – Mesi su mesi ad insultare il GM per un mercato nullo e con scambi incomprensibili, quando il vero acquisto che sta svoltando la stagione è l’allenatore. Ragazzi Jeff Hornacek è un ragioniere in tutto e per tutto, come giocatore e come coach. I suoi ragazzi in attacco eseguono alla grande, uscendo finalmente dal run&gun imposto da D’Antoni e perseguito da Alvin Gentry e i suoi vice ad interim. Partendo comunque da un quintetto veloce e che non esita a prendersi i tiri con spazio anche in transizione, Phoenix viaggia a 100 punti di media riuscendo a limitare alla grande le bocche di fuoco avversarie. Punteggio alto ma ragionato diciamo. Certo, non sono i Suns di Barkley e Kevin Johnson, nemmeno quelli di Nash feat Stoudemire, ma almeno ci sono le basi per costruire una squadra da record sopra il .500 nel giro di un paio di anni nell’affollato Ovest. Tutto quello che arriva in più è ben accetto.

WASHINGTON WIZARDS – Alt. Innanzitutto guardiamo il quintetto: John Wall, parliamo di un giocatore che finalmente sta bene ed è pronto a giocare tutta la stagione avendo lavorato alla grande durante l’estate. Siamo già a livello di All Star. Bradley Beal: rookie meno considerato della storia, “clutch” se ce n’è uno, all around come pochi e capace di essere leader. Ariza: gregario che qualcosina in NBA l’ha visto, si alterna con l’altro veterano Webster. A Est non c’è molto di meglio a parte gli alieni. Già parliamo di un back court quindi che può e deve osare, ma il vero carico arriva sotto le plance: Nenè, Gortat, Vesely = potenza, tecnica, spaziature giuste. Ecco spiegata la posizione da playoff in un anno dove l’Est è tristezza e desolazione (ma  dove a mio avviso si festeggerà a Giugno).I meccanismi non sono ancora oliati perfettamente ma se fossi in Wittman sarei davvero carico.

DENVER NUGGETS – Brian Shaw è un super allenatore. Anche se ha allenato da capo appena  14 partite. Ma nella sua carriera ha saputo vincere e ha saputo farlo alla grande. Onesto, a Ottobre non auguravo nemmeno al mio peggior nemico di varcare la soglia dello spogliatoio dei Nuggets e trovarsi davanti Nate The Great, Faried, Chandler, Javalone..insomma peggio di Michelle Pfeiffer in Dangeorus Minds con Coolio & Co. Inizio infatti allucinante, ma ora i Nuggets viaggiano, eccome se viaggiano! Tutto questo aspettando il Gallo (son già passati 7 mesi, quando vedo il recupero allungarsi e sento “non ho fretta” la mia mente va subito in Illinois..spero di sbagliarmi). Chi pensava che questi Nuggets a Febbraio potessero partecipare al reality “TANK CHE PASSIONE” si sbagliava di grosso.

ATLANTA HAWKS – 29 Agosto Mike Budenholzer, nuovo coach di Atlanta, arrestato per guida in stato di ebbrezza. “Alè” penso “siamo davanti ad un Nick Nolte in Basta Vincere”. E dire che ha “studiato” sotto Popovich..e in effetti anche Pop non disgusta l’alcool! 1 Novembre: inizio di nottata su League Pass scialbo, mi metto a guardare Atlanta – Toronto. Palla a Tegaue, pick and roll con Horford, si crea un vantaggio numerico, palla finisce a Millsap che cerca l’alto-basso con Horford, non lo trova, si gira d’istinto per ribaltare il lato dove c’è Korver. Bomba. Ultima situazione simile vista? Nel Texas, a San Antonio. Gli Hawks a Est possono tranquillamente ambire ad una posizione dal quinto all’ottavo posto approfittando della crisi nella Grande Mela. Girano a meraviglia, il roster non trasuda talento specie se si parla della panchina. Ma con l’anno nuovo dovrebbe tornare Louis Williams, secondo me gli Hawks si meritano un pubblico più numeroso anche durante l’anno e non solo da Aprile.

Sì ok, è ovvio che guardo Spurs, Heat, Pacers, non è che muoio dalla tensione per un Cleveland-Atlanta… però ogni tanto secondo me è utile ed interessante andare a vedere come si sviluppano certe filosofie di gioco laddove non c’è una base solida, non ci sono “santoni” che allenano, dove l’entusiasmo è tutto da ritrovare. Nessuna di queste 4 squadre potrebbe andare ai playoff, ma è una stagione strana, dove i giocatori arrancano in un calendario estenuante con un gioco sempre più “demanding”: e allora è bene prepararsi a tutto, partendo dal non sottovalutare le cosiddette piccole.