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Nowitzki resta ai Mavs con un contratto al ribasso: una mossa che ha permesso l’arrivo di Parsons

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Fallita la corsa a Carmelo Anthony, i Dallas Mavericks avevano un’unica possibilità per trovare un’ala piccola titolare: mettere sul tavolo di Chandler Parsons un’offerta che i Rockets non avrebbero potuto pareggiare. E così è stato: contratto da 45 milioni di dollari in tre anni, con la possibilità per il giocatore di tornare free-agent già dopo due stagioni. Un contratto che si inserisce nel delicato equilibrio che hanno costruito i Dallas Mavericks: al termine della stagione 2015/2016 ci sarà da rinnovare Monta Ellis, che al momento prende solo 9 milioni l’anno. In più c’è la questione Nowitzki: Cuban non ha nessuna intenzione di separarsi dal numero 41 e il suo rinnovo per tre stagioni permette alla franchigia texana di provare a costruire un ultimo ciclo intorno al fuoriclasse tedesco. Ma i Mavericks avevano bisogno proprio di una mossa di Nowitzki per poter offrire a Parsons un contratto di quel tipo e il tedesco non ha mancato di esprimere, per l’ennesima volta durante la sua carriera, l’affetto e la riconoscenza nei confronti della squadra che lo ha lanciato in NBA. Merce sempre più rara in una lega in cui il denaro è l’ovvio padrone.

QUELLE OFFERTE AL MASSIMO – Marc Stein di ESPN ha riportato una notizia clamorosa: falliti gli obiettivi principali, leggasi Carmelo Anthony e Chris Bosh, due franchigie hanno tentato la manovra estrema per accaparrarsi comunque un giocatore di assoluto livello. Stiamo parlando dei Los Angeles Lakers e degli Houston Rockets, che avrebbero offerto il massimo a Dirk Nowitzki per convincerlo a cambiare maglia. I Lakers hanno smentito di aver fatto una simile offerta al tedesco, i Rockets no. Secondo altre fonti, i Rockets avrebbero avanzato una proposta di questo tipo solo per sgarbo dopo l’offerta che i Mavericks hanno fatto a Parsons. I Rockets sono stati costretti a virare su Trevor Ariza e a lasciar partire l’ala nativa della Florida. In ogni caso, Nowitzki non ha degnato neanche di uno sguardo le offerte milionarie di Rockets e Lakers e ha anche rifiutato di incontrare i dirigenti delle due franchigie. Nella sua testa c’era un’unica intenzione: rinnovare coi Mavs, alle condizioni più favorevoli possibili per la franchigia.

10 MILIONI, POI 8 – Già nella settimana precedente all’apertura ufficiale del mercato free-agent era parso chiaro che Nowitzki non avrebbe lasciato Dallas dopo 16 stagioni. Le prime indiscrezioni parlavano di un accordo da 30 milioni complessivi in tre anni, una cifra tutto sommato contenuta per un giocatore di quel calibro, che ha oltretutto disputato una stagione di altissimo livello, riportando i Mavericks ai Playoffs e ritornando a segnare più di 20 punti a partita. Eppure il tedesco ha aspettato ancora qualche giorno per la chiusura dell’accordo e, dopo aver visto le cifre a cui i Mavericks hanno firmato Chandler Parsons, ha accettato di ridurre ulteriormente il suo stipendio. Anche se manca ancora l’ufficialità, Nowitzki dovrebbe aver firmato un contratto da 25 milioni di dollari in tre anni, poco più di 8 milioni a stagione. Per fare un paragone, in questo stesso mercato Jodie Meeks ha firmato un contratto da 19 milioni in tre stagioni. Quella di Dirk, per la verità, non è una mossa completamente inedita: due anni fa, Tim Duncan era uscito dal suo contratto con un anno di anticipo e l’aveva rinegoziato, dimezzandosi di fatto lo stipendio.

LE PROSPETTIVE DEI MAVERICKS – Non ci sono troppi giri di parole da fare: Dallas è la squadra che, nella passata stagione, ha messo maggiormente in difficoltà gli Spurs nei Playoffs. Senza una fondamentale tripla di Boris Diaw nei minuti finali di gara 4, probabilmente i Mavericks sarebbero arrivati a gara 5 in vantaggio per 3-1. La squadra è già cambiata rispetto all’anno scorso: Dallas ha sacrificato Calderon e Dalembert per arrivare a Raymond Felton e, soprattutto, a Tyson Chandler. Il ritorno in Texas del centro campione NBA nel 2011 permette a Carlisle di ritrovare quella solidità difensiva che è completamente mancata nelle ultime stagioni. Alla firma di Parsons hanno fatto seguito i rinnovi di Dirk Nowitzki e Devin Harris, mentre Vince Carter ha lasciato la squadra per firmare con i Memphis Grizzlies. Sembra difficile, ad oggi, il rinnovo di Shawn Marion, un altro elemento chiave della squadra che vinse il titolo tre anni fa. I Mavs hanno ancora circa 4.5 milioni da investire su due giocatori. Uno degli obiettivi è Mo Williams. Gli innesti di Chandler e Parsons alzano sicuramente il livello del quintetto, anche se Felton non sembra essere propriamente il prototipo di playmaker che piace a Carlisle. La panchina è ancora da costruire, ma la certezza è che i Mavericks saranno ancora protagonisti nella lotta per entrare nei Playoffs. E chissà che, l’anno prossimo, non riusciranno anche a sgambettare qualche rivale eccellente.