Perché LeBron James potrebbe tornare a Cleveland?

“Il Ritorno del Re”. Una sceneggiatura da Oscar, una trama complessa, con dei colpi di scena in mezzo. Il finale, un sovrano incoronato. Sembra la sintesi del terzo capitolo de “Il Signore degli Anelli”. Ma stavota nei panni del sovrano non c’è Viggo Mortensen, bensì LeBron James.

Il rinnovo con i Miami Heat sembrava ormai cosa fatta, ma qualcosa si è fatto strada negli ultimi giorni. Soprattutto, si sono fatti largo nella mente del Prescelto dubbi, tanti dubbi. Dubbi che con Miami possa vincere, dubbi sulla permanenza di Bosh e dubbi sull’affidabilità del progetto di Pat Rley. La romantica opzione del ritorno ai Cavs era fantascienza prima, più reale sicuramente, grazie ad alcune mosse intelligenti da parte dello staff dell’Ohio e del supporting cast del numero 6 (per ora) degli Heat.

  1. LA FAMIGLIA –  qualche giorno prima del Draft, si vociferava che LeBron avesse iscritto i suoi figli in una scuola in Ohio. Più che una voce è stato il post di Instagram messo dalla moglie Savannah: la cartina dello stato natio del marito in bianco, con indicata la sola città di Akron. “Home sweet home! The countdown is real!!
  2. DAN GILBERT A MIAMI – Il presidente esecutivo dei Cavaliers è andato di persona in Florida, a bordo del suo jet privato, per parlare con l’agente di LeBron, Rich Paul. Ma non è andato da solo; a fargli compagnia, infatti, c’era Zydrunas Ilgauskas. Il lituano era stato licenziato dalla dirigenza Cavs dopo il licenziamento del GM Chris Grant. Ha un ottimo rapporto di amicizia con James e, quindi, potrebbe essere stato reclutato dall’attuale GM per convincere il nostro a tornare.
  3. LA LETTERA – Per quattro anni, una lettera che indicava LeBron come traditore e che Cleveland avrebbe vinto un titolo prima del suo ex pupillo è rimasta in bella vista sul sito dei Cavaliers. Oggi, è stata cancellata.
  4. LO SCUDIERO BLINDATO E IL GIOVANE TEAM– Può avere fatto effetto anche la conferma di Kyrie Irving per i prossimi cinque anni. Indubbiamente riconosciuto come ragazzo prodigio da James, la stellina può diventare un play di superlusso. E sicuramente, a LeBron non dispiacerà ricevere gli assist dell’ex Duke. Poi c’è il fattore età: Thompson + Wiggins + Waiters + Irving = 86 anni. Più Varejao (che a Maggio disse esplicitamente a LeBron di tornare) e Anthony Bennet, che stando alle voci sembra aver perso peso e pronto a farsi valere. Più tanto spazio sul cap, per cercare qualche free agent di valore e dare esperienza a un team desideroso di vincere e di convincere a farlo.
  5. IL MERCATO – A partire dal Draft, Cleveland si è mossa alla grande. Dopo avere scelto Andrew Wiggins con la prima assoluta, ha messo sul mercato Karasev, ha quasi concluso un affare che manderà Jarrett Jack e i suoi altri tre anni di contratto ai Brooklyn Nets in cambio del contratto in scadenza di Marcus Thornton, ha spedito Alonzo Gee a Charlotte in cambio del contratto non garantito di Brendan Haywood, che verrà tagliato. Spencer Hawes ha lasciato l’Ohio in direzione Clippers, CJ Miles ha firmato per i Pacers e Luol Deng ha giocato la sua ultima partita in maglia Cavs ad Aprile.

A giorni Pat Riley e James si incontreranno faccia a faccia, anche per capire cosa succederà di Miami. La prima priorità del free agent più ambito del momento (anche più di Anthony) è rifirmare con il team che gli ha dato i due anelli della sua carriera fino ad ora, ma a due condizioni: il massimo salariale e un team competitivo per il futuro. Due cose inconciliabili, che il solo arrivo in Florida di Shabazz Napier non è sufficiente ad esaudire, almeno finora. Contando che Gasol e Deng chiedono almeno 20 milioni l’anno e che Bosh vuole rinnovare con un quinquennale da 90 milioni. Tuttavia, non è rimasta ferma, perché proprio di questi minuti sono le voci che vogliono Danny Granger e Josh McRoberts nuovi arrivi in Florida. L’Ohio spera che i due non siano l’inizio di una lunga serie di firme.

Dallas, Phoenix, i Lakers e la stessa Cleveland restano alla porta. Ma i Cavaliers, che tanto lo hanno insultato, ora sono pronti a mettersi il passato alle spalle e a riaccogliere il figliol prodigo per, forse, ammazzare il vitello grasso con il primo titolo dei Cavs, a Giugno. Per ora fantastichiamo, in attesa del meeting più importante degli ultimi quattro anni.