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Perché LeBron può diventare il più grande – 3 statistiche che non tutti conoscono

Per chiudere in bellezza l’anno, cerchiamo di analizzare la prima parte di carriera di LeBron James, considerando il compimento dei 30 anni come un punto di svolta nella permanenza del “Prescelto” nella Nba: proviamo, cioè, a raffrontare le stats accumulate da LeBron fino al giorno del 30esimo compleanno e a fare delle proiezioni statistiche su cosa possa ancora fare fino al giorno del ritiro.

23 901 – Sono i punti segnati da LeBron prima del compimento dei 30 anni di età, in 871 partite di Regular Season giocate: nessuno è riuscito a fare meglio e, per fare un confronto, consideriamo che Kobe Bryant si è fermato a 21 619 punti segnati con solamente 5 gare disputate in meno (866); in sostanza, prima dei 30 anni di età, James ha segnato qualcosa come 2282 punti in più rispetto al “Black Mamba”, giocando solo 5 match in più rispetto alla guardia dei Lakers. Per un confronto positivo ce n’è anche uno negativo ed è quello con Micheal Jordan, poiché “His Airness”, prima dei 30 anni di età, aveva disputato 638 partite e segnato la bellezza di 20 589 punti, ad un media di 32.3 punti a partita. Per darvi un’idea generale, inseriamo in una tabella i 10 giocatori che hanno segnato più punti in Nba prima del compimento dei 30 anni: LeBron è primo per punti totali e gare giocate, mentre è 6° per media punti a partita.

Giocatore

Partite giocate

Punti totali realizzati

Media punti a partita

LeBron James 871 23,901 27.4
Kobe Bryant 866 21,619 25.0
Wilt Chamberlain 543 21,486 39.6
Michael Jordan 638 20,589 32.3
Carmelo Anthony 790 19,958 25.3
Oscar Robertson 621 18,743 30.2
Kareem Abdul-Jabbar 631 18,638 29.5
Shaquille O’Neal 654 18,060 27.6
Kevin Garnett 851 17,337 20.4
Adrian Dantley 657 17,300 26.3

 

L’unico giocatore (attualmente) in grado di impensierire il primato di James, potrebbe essere Kevin Durant: il giocatore degli Oklahoma City Thunder, se dovesse essere sano per le prossime 4 stagioni e se dovesse mantenere la sua media punti attuale (27.3 punti a partita, per un totale di 551 partite giocate in Stagione Regolare) potrebbe arrivare a 23 789 punti segnati in 871 partite giocate, facendo una proiezione statistica che tenga conto solo dei puri numeri. Ciò significa che KD potrebbe superare il record di LeBron per maggior numero di punti segnati prima del compimento dei 30 anni di età (Durant è nato il 29 settembre 1988), se dovesse rientrare in questa Stagione nell’arco di 2/3 settimane. 

41.5% – Si tratta della percentuale dei punti segnati (rispetto al loro totale) dai 41 giocatori ritirati, nella lista dei 50 top scorer all-time della Nba, dopo il 30° compleanno. Considerando che LeBron ha segnato, finora, 23 901 punti e che questa cifra rappresenta il 58.5% dei punti totali realizzati, significherebbe dire che LeBron, dalla prossima partita giocata fino alla data del ritiro, segnerebbe il restante 41.5% di punti, pari a circa 16 955 punti. Se questa proiezione fosse rispettata, LeBron chiuderebbe con oltre 40 000 punti in carriera, primo giocatore nella storia della Nba a riuscire in tale titanica impresa. L’unico giocatore, in grado di rompere le uova nel paniere al “Prescelto”, è Kobe Bryant: assumendo che giochi ancora per 4 stagioni (e anche qualcosa di più), Kobe potrebbe diventare il 1° giocatore all-time a superare Kareem nella scoring-list e a sfondare quota 40 000 punti in carriera (ipotizzando che giochi tutte le 328 partite delle prossime 4 stagioni, viaggiando a una media di 24.1 punti a partita, che è quella attuale, segnerebbe 7905 punti).
Inoltre, due dei sette giocatori ancora in attività nella lista dei 50 best scorer all-time (sto parlando di Bryant e di Kevin Garnett) non rispecchiano il parametro percentuale del 41.5%: infatti, per entrambi i giocatori, dopo il compimento dei 30 anni la loro percentuale di punti segnati (su quelli totali realizzati finora) si aggira intorno al 32% e ciò potrebbe far decadere le teorie predittive esposte qualche riga sopra. Si tratta pur sempre di proiezioni temporali, che non tengono conto di variabili quali infortuni, stop decisionali o squalifiche, perciò sono elementi da prendere quasi più per gioco che non per realtà statistica/storica.

22 – Sarebbero le stagioni che James disputerebbe in Nba se dovesse ritirarsi a 40 anni (età in cui si ritirò Karl Malone, “The Mailman”); nessuno ha mai avuto una carriera così lunga e duratura, ma il basket è anche cambiato molto negli ultimi anni e, per modo di giocare e capacità atletiche, ritengo sia improbabile che James giochi ancora 10 stagioni. Inoltre, anche il livello di “usura” conta molto al giorno d’oggi: LeBron, nelle sue prime 11 stagioni in Nba (’03/’04 fino al ’13/’14) ha giocato qualcosa come 39 993 minuti, una cifra impressionante se consideriamo che sono circa 5500 minuti in più (post-season inclusa) rispetto al 2° giocatore in questa particolare classifica, Joe Johnson che chiude con 34.500. Sarebbe come se “Il Re” avesse giocato quasi 2 stagioni regolari in più rispetto a Johnson, a parità di stagioni realmente spese sul parquet. In questo, il concetto di usura si sostanzia efficacemente nel banalissimo quesito: “LeBron riuscirà a mantenersi ancora su questi standard fisico-atletici per altri anni o subirà un decadimento fisiologico che sembra essere nella normalità di ogni atleta?”. Rispondere a tale interrogativo sarebbe come prevedere il futuro, praticamente impossibile per ora. Perciò godiamoci un giocatore che, con le dovute previsioni e considerazioni sopraesposte, potrebbe diventare il più grande all-time, per numeri e statistiche.

Desidero ringraziare e citare John Schuhmannstaff-writer per Nba.com, perché questo articolo è frutto di una lettura e di un’interpretazione di un suo elaborato: diciamo una traduzione al 50% e un 50% di considerazioni personali. Nel caso voleste leggere il suo articolo, in cui spiega anche altre statistiche interessanti, basta cliccare qui.