Playoffs Western Conference: numeri e statistiche dopo Gara 2

Oklahoma City Thunder-Houston Rockets 2-0 (120-91,105-102)

Dopo le prime due partite disputate in casa gli Oklahoma City Thunder, finalisti nella passata stagione, hanno mantenuto il fattore campo contro gli Houston Rockets dell’ex James Harden segnando in entrambe le gare più di 100 punti. I Thunder, guidati dalle super prestazioni di Durant e Westbrook (entrambi sopra i 20 di media dopo le prime due partite), hanno vinto bene gara 1 e con qualche patema in più gara 2. I Thunder hanno dominato la lotta a rimbalzo in gara 1 (46 a 39), perdendola però nettamente in gara 2 (40 a 57). I padroni di casa, inoltre, sono stati bravi a tenere sotto il 40% dal campo gli ospiti in tutt’e due le partite. Nella serie Kevin Martin, arrivato proprio dai Rockets per sostituire Harden sta tirando non particolarmente bene con 8/24 dal campo. I Rockets, che in gara 2 sono passati a un quintetto small con Beverley al posto di Smith, stanno incontrando nella serie particolari difficoltà al tiro (soprattutto dall’arco, sotto il 30% di media contro il 36.6% di media in stagione regolare) e non stanno avendo un gran contributo da Lin (in 51 minuti disputati prima dell’infortunio 4/14 dal campo e 7 assist). L’ex James Harden sta dimostrando di essere un primo violino di tutto rispetto con 20 punti in gara 1 e 36 in gara 2 con anche 8.5 rimbalzi di media e 13.5 viaggi in lunetta. Benissimo sta facendo anche Patrick Beverley che in gara 2 ha portato a casa una doppia doppia da 16 punti e 12 rimbalzi dopo aver chiuso anche gara 1 in doppia cifra partendo dalla panchina. Qualche problema al tiro nella serie lo sta incontrando anche Chandler Parsons, discreto comunque nelle due partite disputate, che ha realizzato solo 11 canestri su 34 tentativi. Ora la serie si sposta a Houston dove i Rockets potranno e dovranno confermare i progressi mostrati in gara 2 anche se contro questi Thunder sembra veramente dura.

Los Angeles Clippers-Memphis Grizzlies 2-0 (112-91,93-91)

I Los Angeles Clippers hanno mantenuto il fattore campo dopo le prime due partite della serie contro i Grizzlies. I Clippers hanno dominato in gara 1 e hanno vinto solo grazie a un canestro sulla sirena di Chris Paul in gara 2. I Clippers, nonostante abbiano realizzato soltanto 9 tiri dall’arco totali nelle due partite, stanno viaggiando sopra il 50% dal campo nella serie e, quando i ritmi sono alti, si sono dimostrati, come l’anno, scorso superiori a questi Grizzlies. Nei padroni di casa si sono distinti ovviamente Chris Paul (23.5 punti di media), Blake Griffin (15.5 punti di media) e Jamal Crawford (14 punti di media), negli ospiti invece ottimi Mike Conley (14/29 dal campo e 20 punti di media) e il difensore dell’anno Marc Gasol (16.5 di media). I Clippers sono stati superiori nella panchina grazie a Crawford, Bledsoe e Odom mentre gli ospiti col secondo quintetto spesso hanno subito i parziali decisivi. La stella della serie è ovviamente Chris Paul, capace di portare i suoi sul 2-0 grazie a 8 punti consecutivi, compreso il game winner, nel finale di gara 2. I Clippers, inoltre, sono stati capaci di vincere in entrambe le gare la sfida a rimbalzo. Ora la serie si sposta a Memphis e al FedEx di sicuro si vedranno altri Grizzlies e, soprattutto, un altro Randolph (13 punti di media con 11/20 dal campo ma in panchina nei momenti decisivi).

San Antonio Spurs-Los Angeles Lakers 2-0 (91-79,102-91)

Anche i San Antonio Spurs hanno mantenuto il fattore campo portandosi sul 2-0 dopo due sfide molto interessanti contro dei rimaneggiatissimi Los Angeles Lakers (fuori Bryant, Meeks e Blake infortunati in gara 2, Hill, Nash e World Peace non al top della forma). I Lakers in entrambe le partite hanno cercato di sfruttare il post basso di Howard e Gasol (27/54 e 49 rimbalzi totali per la coppia di lunghi gialloviola), mentre gli Spurs chiudendo bene l’area hanno così concesso il tiro da fuori ai Lakers. Proprio il tiro da fuori è stata una chiave nei primi due match coi Lakers che hanno avuto difficoltà in gara 1 (3/15) mentre hanno realizzato con più continuità in gara 2 rimanendo così a contatto (8/22). Gli Spurs, bravissimi come al solito a creare break ad inizio o fine periodo e mantenerli per tutta la durata della partita, stanno avendo un contributo importantissimo dalla panchina, soprattutto da Manu Ginobili e da Matt Bonner. Manu Ginobili da solo ha infatti realizzato 31 punti in 38’, mentre tutta la panchina dei Lakers ha realizzato in totale 34 punti nei due incontri. Impressionante anche il plus minus dei due panchinari di lusso degli Spurs: per Ginobili +38 in 38’ e per Bonner addirittura +47 in 58’. In pratica quindi, con loro due in campo, San Antonio guadagna un punto al minuto sugli avversari. Notevole anche l’impatto di Tony Parker con 17/41 dal campo e 46 punti totali realizzati, vincendo così per ora la sfida diretta con Steve Nash. Gli Spurs inoltre hanno chiuso le due gare casalinghe con quasi il 40% dall’arco e hanno contenuto i Lakers a rimbalzo perdendo solo di 1 in gara 1 e di 3 in gara 2. Nei Lakers, oltre ad Howard e Gasol, bene Steve Blake con 14 punti di media, negli Spurs oltre a Parker e Ginobili ottimo Duncan con 16.5 punti di media ed anche il giovane Leonard (utile in difesa e produttivo in attacco con 12 punti di media). I Lakers non hanno sfigurato nelle due sfide a San Antonio ma gli Spurs sono sembrati complessivamente superiori e, con il gran numero di infortunati ed acciaccati (a cui si sono aggiunti Meeks e Blake), sembra quindi molto difficile che i gialloviola riescano a ribaltare questa serie.

Denver Nuggets-Golden State Warriors 1-1 (97-95,117-131)

L’unica serie ad Ovest in parità è quella divertentissima tra i Denver Nuggets privi di Danilo Gallinari e i Golden State Warriors privi invece dall’ultimo periodo di gara 1 di David Lee. Le due squadre hanno mantenuto il loro gioco veloce e spettacolare anche nei primi due incontri della serie in cui hanno particolarmente brillato il veterano Andre Miller da una parte (46 punti totali con 17/25 dal campo e il game winner di gara 1) e il giovane Stephen Curry dall’altra (49 punti totali con 20/43 dal campo e 8/20 dall’arco). I Nuggets, che hanno visto finire la serie di 24 successi casalinghi consecutivi, hanno cercato di far valere la maggior profondità e fisicità ma hanno faticato a tenere il ritmo degli Warriors soprattutto quando Jackson ha deciso di schierare 4 piccoli con Bogut o Ezeli in campo. I Warriors hanno dominato la sfida a rimbalzo (45-55 e 26-36) e hanno tirato con una precisione al limite dell’incredibile dal campo (41% in gara 1 e addirittura 64% in gara 2 con anche il 56% da 3). Oltre al fantastico Curry stanno producendo moltissimo anche gli altri due debuttanti ai Playoffs: Klay Thompson (21.5 punti di media col 60% dal campo) e l’ex North Carolina Harrison Barnes (16 punti di media col 67% dal campo). Per i padroni di casa, oltre ad Andre Miller, sono andati in doppia cifra in entrambe le gare anche Ty Lawson (15.5 punti di media), Wilson Chandler e, dalla panchina, Corey Brewer (14.5 di media). La serie ora si sposta sul campo dei Golden State Warriors e, nonostante sia difficile rivedere altre partite ai Playoffs con percentuali così alte e più di 130 punti realizzati, promette altro spettacolo e divertimento nonostante le assenze.